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Decaro: non corro se si candidano Emiliano e Vendola

Antonio Decaro

 

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L’eurodeputato pronto a sfilarsi dalla corsa in Puglia: troppo ingombranti gli ex presidenti in lista. Il messaggio a Pd e alleati
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L’indicazione è stata chiara: bloccate tutta la macchina. Stop ai claim, stop alla scrittura del programma, niente più incontri per la formazione delle liste. Da ormai tre mesi la campagna elettorale di Antonio Decaro come presidente della regione Puglia è nei fatti ferma. Ma soprattutto non riprende. Non è una strategia. Ma una sorta di presa d’atto della situazione: a oggi Decaro non è il candidato del centrosinistra alle prossime regionali pugliesi. E non lo è diventato nelle ultime ore quando tutto sembrava potersi risolvere.

Il Pd aveva mandato in Puglia Francesco Boccia per sbrogliare la situazione. Ma nonostante i rapporti ottimi tra i tre (Boccia e Decaro sono stati giovani assessori nella prima giunta comunale di Bari guidata da Emiliano), non è riuscito a far ripartire un treno che rischia di ora essere finito su un binario morto. Il ragionamento che Decaro ha ripetuto a lui, così come agli altri dirigenti del partito che lo cercano al telefono (o lo inseguono sulle spiagge …

L’indicazione è stata chiara: bloccate tutta la macchina. Stop ai claim, stop alla scrittura del programma, niente più incontri per la formazione delle liste. Da ormai tre mesi la campagna elettorale di Antonio Decaro come presidente della regione Puglia è nei fatti ferma. Ma soprattutto non riprende. Non è una strategia. Ma una sorta di presa d’atto della situazione: a oggi Decaro non è il candidato del centrosinistra alle prossime regionali pugliesi. E non lo è diventato nelle ultime ore quando tutto sembrava potersi risolvere.

Il Pd aveva mandato in Puglia Francesco Boccia per sbrogliare la situazione. Ma nonostante i rapporti ottimi tra i tre (Boccia e Decaro sono stati giovani assessori nella prima giunta comunale di Bari guidata da Emiliano), non è riuscito a far ripartire un treno che rischia di ora essere finito su un binario morto. Il ragionamento che Decaro ha ripetuto a lui, così come agli altri dirigenti del partito che lo cercano al telefono (o lo inseguono sulle spiagge di Rosamarina, una sorta di Capalbio pugliese), suona più o meno così: sono felice e orgoglioso di fare l’europarlamentare, dove mi hanno votato in 500mila cittadine e cittadini, un numero incredibile, di cui quasi 200mila fuori dalla Puglia. Se me lo chiedete - sta spiegando in queste ore Decaro ai suoi - sarei onorato di fare il governatore della mia regione anche se dovrò spiegare a tutti i miei elettori perché dopo un anno di lavoro, che mi sta piacendo e impegnando, motivo di orgoglio anche per il Pd, presiedendo la commissione più importante, lascio Bruxelles. Per poter candidarmi a governare la Puglia devo avere possibilità e libertà di movimento che la candidatura dei due ex presidenti Emiliano e Vendola non mi possono per ovvie ragioni dare, la condizione. Decaro ha ribadito come sia una scelta senza precedenti quella di Emiliano: Bonaccini non ha pensato di candidarsi come consigliere regionale. Non lo ha fatto Zingaretti. Non lo farà De Luca. Lo stesso Vendola non si è ricandidato dopo due legislature. Perché allora Emiliano oggi lo pretende?, si domanda Decaro.

«Io sono innamorato di Vendola ed Emiliano» ha detto pubblicamente l’ex sindaco di Bari non più tardi di 24 ore fa, davanti ai ragazzi di una scuola politica. Ma – è il ragionamento fatto al Pd – non posso portarmi sulle spalle 20 anni di consigli regionali, è un problema di agibilità. Ogni qual volta, ha spiegato, bisognerà prendere una decisione si dovrebbe essere costretti a valutare quale era stata la posizione di Emiliano prima e di Vendola prima ancora. Ogni scelta in discontinuità diventerebbe, secondo Decaro, un problema, come a voler sconfessare il lavoro di chi lo ha proceduto. Con il risultato di ingessare il Consiglio. Insiste: non è una presa di distanza. Quando Fratelli d’Italia ha attaccato dicendo: «Basta con questa pantomima: sei il figlio di Emiliano e Vendola» lui ha risposto: «È vero». Ma, proprio come un figlio, ora Decaro rivendica il diritto di prendere altre strade senza il controllo dei genitori.

Da qui il messaggio netto: se ci sono loro, io non posso esserci. Scegliete un altro candidato e io sarò il primo a fare la campagna elettorale, il senso. In attesa di vedere come va a finire, il centrodestra non scopre le carte: se il candidato non è l’europarlamentare, la Puglia tornerebbe a essere contendibile. Nel centrosinistra la temperatura è alta: Conte ha provato a inserirsi, come sempre per spaccare il Pd. Mettendo il veto su Emiliano, fingendo di giocare di sponda con Decaro in un gioco che, però, non c’è. Mentre Avs, che non ha un candidato governatore nella tornata delle regionali di autunno, se tutto dovesse saltare è pronta a reclamare il suo spazio. Perché se Nichi Vendola non può fare il candidato consigliere magari potrebbe essere pronto a correre di nuovo da governatore. Ma questa sarebbe tutta un’altra storia.

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