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Magi: “Usa imprevedibili, ora la premier creda nella forza dell’Europa”

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Il segretario di +Europa: “Chi ci governa non ha sostenuto l’Unione e ha millantato inutili ruoli da “pontiere” con l’America”
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Onorevole Riccardo Magi, segretario di +Europa, Trump ha sposato la linea Ue a difesa dell’Ucraina contro le pretese russe. C’è da fidarsi?

«Non possiamo metterci la mano sul fuoco trattandosi di Trump, ma anche lui sa che avrà più forza nel negoziato se arriverà al cospetto di Putin mostrando un fronte unito fra Usa e Unione europea. Detto ciò, il dato politico fondamentale è che non si indietreggia di un passo sul sostegno all’Ucraina».

Meloni non ha questi dubbi: ha ringraziato Trump ed è tornata a ribadire l’importanza di continuare a lavorare al suo fianco.

«È sempre la solita storia. Insiste a millantare un ruolo di ponte che già abbiamo visto sui dazi quanto sia inconsistente. Non capisce che quel che conta è la compattezza della Ue: solo se accantoniamo divisioni e distinguo riusciremo a non essere irrilevanti e a tutelare gli interessi nazionali. Purtroppo in Italia ci ritroviamo al governo chi non ci ha mai creduto e pensa che la soluzione migliore sia quella delle piccole p…

Onorevole Riccardo Magi, segretario di +Europa, Trump ha sposato la linea Ue a difesa dell’Ucraina contro le pretese russe. C’è da fidarsi?

«Non possiamo metterci la mano sul fuoco trattandosi di Trump, ma anche lui sa che avrà più forza nel negoziato se arriverà al cospetto di Putin mostrando un fronte unito fra Usa e Unione europea. Detto ciò, il dato politico fondamentale è che non si indietreggia di un passo sul sostegno all’Ucraina».

Meloni non ha questi dubbi: ha ringraziato Trump ed è tornata a ribadire l’importanza di continuare a lavorare al suo fianco.

«È sempre la solita storia. Insiste a millantare un ruolo di ponte che già abbiamo visto sui dazi quanto sia inconsistente. Non capisce che quel che conta è la compattezza della Ue: solo se accantoniamo divisioni e distinguo riusciremo a non essere irrilevanti e a tutelare gli interessi nazionali. Purtroppo in Italia ci ritroviamo al governo chi non ci ha mai creduto e pensa che la soluzione migliore sia quella delle piccole patrie anziché il rafforzamento politico di una patria europea comune».

Ha pure partecipato al summit dei volenterosi. Ha fatto bene?

«Finalmente, verrebbe da dire. All’inizio, chiamarsi fuori dal gruppo di testa europeo è stato un errore: convinta di poter unire le due sponde dell’Atlantico Meloni era rimasta in mezzo all’oceano, esclusa dai partner più influenti. Ed è stato un problema, sia per l’Italia sia per la coesione europea. Se la premier recupera è un fatto positivo. Aveva isolato il Paese».

Ma lei condivide l’entusiasmo per il presidente degli Stati Uniti?

«Io sarei molto cauto perché Trump ci ha abituati a continue capriole, voltafaccia e repentini cambi di fronte. Bisogna andare a vedere cosa succede in Alaska. Perciò, invece di congratularsi anzitempo, Meloni farebbe bene a ribadire la necessità che l’Ucraina entri a far parte della Ue».

Il cessate il fuoco è la prima condizione che sarà posta ad Anchorage: quante possibilità ci sono che la Russia accetti?

«Trump ha già detto che sarà complicato convincere Putin a interrompere i bombardamenti. Però se terrà una linea davvero intransigente, quella illustrata ai leader Ue, e confermerà nuovi aiuti militari e nuove sanzioni, questa unità di intenti può risultare assai efficace. L’unica che può mettere in difficoltà il presidente russo».

Ma quindi a che cosa serve questo vertice in Alaska?

«Dobbiamo sperare che serva a mettere Putin di fronte a una richiesta molto netta sulla fine del conflitto, che prepari il tavolo negoziale con Zelensky. Nessun incontro potrà essere risolutivo se non vedrà la partecipazione del Paese invaso, l’Ucraina, che da tre anni porta avanti una resistenza che, come ha sottolineato Mattarella, è la resistenza delle democrazie europee rispetto all’imperialismo russo».

Ma lei è sicuro che Putin accetterà di sedersi al tavolo con il presidente ucraino?

«Nessuno può saperlo perché Putin, come Trump, è un altro giocatore d’azzardo. Di sicuro lui vorrebbe proseguire l’offensiva, i suoi lo hanno dichiarato più volte, e questo fa dubitare che sia disponibile a un cessate il fuoco immediato. Ma ripeto: quel che è importante è che nella call Usa-Ue si sia stabilito che senza Zelensky non può iniziare nessuna trattativa sui territori da scambiare».

E torniamo al punto: Trump manterrà la parola data alla Ue?

«Per ora ha scelto la linea dura nei confronti di Putin, ma non è possibile dire se e quanto durerà. Non vorrei che fosse un bluff».

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