Sacrificare un ministro a due esponenti del mondo contrario ai vaccini. È lo scenario clamoroso che si sta prefigurando alla Salute, dove Orazio Schillaci minaccerebbe dimissioni. Il caso è quello delle nomine al Nitag, l’organismo di consulenza sui vaccini nel quale sono entrati Eugenio Serravalle e Paolo Bellavite, tacciati come “ultrà No-Vax” da un variegato schieramento politico (praticamente tutta l’opposizione) e soprattutto dal mondo medico e scientifico.
A inserirli nell’elenco delle persone da nominare è stata la potente segretaria politica del ministero, Rita Di Quinzio, su indicazione di alcuni esponenti di Fratelli d’Italia. Schillaci mercoledì 6 agosto ha firmato il decreto di incarico loro e di altri 20 membri del Nitag. Subito dopo sono arrivate le durissime reazioni di molti colleghi del ministro (che è medico nucleare e professore), poi c’è stato il rifiuto per protesta dell’incarico della responsabile Prevenzione della Regione Veneto, Francesca Russo, che ha ricevuto…
Sacrificare un ministro a due esponenti del mondo contrario ai vaccini. È lo scenario clamoroso che si sta prefigurando alla Salute, dove Orazio Schillaci minaccerebbe dimissioni. Il caso è quello delle nomine al Nitag, l’organismo di consulenza sui vaccini nel quale sono entrati Eugenio Serravalle e Paolo Bellavite, tacciati come “ultrà No-Vax” da un variegato schieramento politico (praticamente tutta l’opposizione) e soprattutto dal mondo medico e scientifico.
A inserirli nell’elenco delle persone da nominare è stata la potente segretaria politica del ministero, Rita Di Quinzio, su indicazione di alcuni esponenti di Fratelli d’Italia. Schillaci mercoledì 6 agosto ha firmato il decreto di incarico loro e di altri 20 membri del Nitag. Subito dopo sono arrivate le durissime reazioni di molti colleghi del ministro (che è medico nucleare e professore), poi c’è stato il rifiuto per protesta dell’incarico della responsabile Prevenzione della Regione Veneto, Francesca Russo, che ha ricevuto l’attestato di stima di Luca Zaia, e la richiesta di Fnomceo, la Federazione degli Ordini dei medici, di azzerare tutto. Ciliegina sulla torta è partita una petizione online rilanciata sui social dal premio Nobel Giorgio Parisi.
Il ministro tecnico che ha assicurato al governo di mantenere sulla sanità, salvo qualche crisi, un buon rapporto con il mondo professionale e pure con il Quirinale, ha deciso di intervenire. Ha chiesto che Fratelli d’Italia invitasse Serravalle e Bellavite a dimettersi, ma i due si sono opposti. Allora ieri mattina ha preparato un nuovo decreto nel quale fa decadere la commissione, che verrebbe poi rinominata con altri componenti a settembre. Quando però ha chiesto il via libera alla presidenza del Consiglio, Schillaci ha incontrato il no di un pezzo del partito. Sarebbe stato lo stesso Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla Presidenza, a dire di congelare tutto fino a settembre. Dopo l’estate si vedrà, intanto le nomine restano, la tesi.
Schillaci, che magari storcendo un po’ la bocca a suo tempo ha preso posizioni richieste dalla maggioranza (ad esempio facendo astenere l’Italia sull’accordo pandemico dell’Oms e bocciando il nuovo Regolamento sanitario internazionale), questa volta ha detto no. Ha intenzione di fare il nuovo decreto e ieri avrebbe fatto sapere a FdI che entro 48 ore deve dirgli la posizione. Se non ci sarà il via libera al nuovo atto sarebbe disposto a lasciare. Insomma, sulla sanità si è scatenata una inattesa tempesta in pieno agosto.
Tutto avviene per un organismo a guardar bene marginale, eppure c’è qualcuno in FdI disposto a fare le barricate sui due nomi del Nitag. E ieri pure la Lega ha lodato gli “esperti” finiti nelle polemiche. Schillaci, da parte sua, ha fatto l’errore di firmare il primo decreto senza studiare i nomi indicati dai suoi dirigenti. Con una rapida verifica poteva capire quali sono le posizioni di Serravalle e Bellavite, che mettono in relazione i vaccini con gravi problemi di salute e dicono, in particolare il primo, che i bambini non vaccinati sono più sani di quelli vaccinati. Quando sono iniziate le polemiche, il ministro si è messo a lavorare perché qualcuno chiedesse ai due di dimettersi. Non ha avuto successo e ha deciso di fare da solo, ma appunto un pezzo del partito non lo segue. Come invece starebbe facendo il sottosegretario Marcello Gemmato, anche lui FdI. Chiaramente contrario a dimissioni che farebbero decadere anche lui.
Una sanità con problemi gravissimi, come l’organico ridotto di medici e infermieri, le liste di attesa e una spesa farmaceutica che sta esplodendo (è salita quasi del 9% tra il 2023 e il 2024) discute e si accapiglia per due nomi di una commissione che sono criticati da praticamente tutto il mondo medico e scientifico. Rischiando di perdere il ministro.