ROMA – Dice Michele Emiliano: «Nessuno può chiedermi un passo di lato». Tradotto: io l’ho fatto per 10 anni, tocca ad Antonio Decaro ora fare il capo e sbrogliare la situazione. Certo Emiliano a tutti sta ripetendo di non essere disposto a rinunciare a un diritto costituzionale, quello della candidatura. E Nichi Vendola invece? Risponde Avs, mentre l’ex governatore è in vacanza dall’altra parte del mondo: «Le liste di Avs, le decide Avs».
Se qualcuno avesse avuto dubbi, le ultime ore hanno confermato che il centrosinistra in Puglia, in vista delle prossime regionali, non sta troppo bene. Il messaggio dritto che Antonio Decaro ha consegnato al suo partito, il Pd («Se sono in lista Vendola ed Emiliano, io non ci sono»), non ha smosso nessuna acqua. Nessun passo indietro dei due gover…
ROMA – Dice Michele Emiliano: «Nessuno può chiedermi un passo di lato». Tradotto: io l’ho fatto per 10 anni, tocca ad Antonio Decaro ora fare il capo e sbrogliare la situazione. Certo Emiliano a tutti sta ripetendo di non essere disposto a rinunciare a un diritto costituzionale, quello della candidatura. E Nichi Vendola invece? Risponde Avs, mentre l’ex governatore è in vacanza dall’altra parte del mondo: «Le liste di Avs, le decide Avs».
Se qualcuno avesse avuto dubbi, le ultime ore hanno confermato che il centrosinistra in Puglia, in vista delle prossime regionali, non sta troppo bene. Il messaggio dritto che Antonio Decaro ha consegnato al suo partito, il Pd («Se sono in lista Vendola ed Emiliano, io non ci sono»), non ha smosso nessuna acqua. Nessun passo indietro dei due governatori che hanno incarnato la “Primavera pugliese”. Nessuno dei due intende rinunciare alla corsa in Consiglio regionale. Nello stesso tempo nessuno che ha il coraggio di puntare su un altro cavallo: i sondaggi dicono che il centrosinistra (che qui governa dal 2005) sarebbe in vantaggio con praticamente tutti i candidati ma non sfugge a nessuno che consegnare le chiavi della coalizione a Decaro, ex sindaco di Bari, oggi eurodeputato super votato, significherebbe mettere la Regione direttamente in cassaforte.
Nelle ultime ore il Pd nazionale sta provando un’ulteriore mediazione ma le posizioni sembrano davvero molto distanti: l’ex sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, con un appello pubblico, si è offerto come mediatore: «Credo sia giusto accogliere queste tue richieste», ha scritto a Decaro. «Ma credo sia importante che tu per primo faccia capire pubblicamente quanto sia importante avere comunque Michele al fianco. Tocca a te trovare le parole giuste per indicare pubblicamente Michele come indispensabile protagonista di questa nuova stagione politica. Ribadirgli che non ti senti minacciato dalla sua storia, semmai arricchito. O attraverso incarichi importanti nel governo della Regione». C’è chi ha immaginato che Emiliano possa entrare anche in un’eventuale giunta. Decaro tuttavia del potenziale impegno dei due “dioscuri” del centrosinistra pugliese non fa una questione di ruoli. Ma proprio un problema di agibilità politica. Troppo ingombrante la loro presenza in un Consiglio regionale che negli ultimi anni ha attraversato più di una turbolenza dovuta alle giravolte proprio di Emiliano.
Con Vendola, invece, diventato l’unica zattera per garantire ad Avs una rappresentanza che, diversamente, rischierebbe di perdere proprio nella regione da dove è scattata la sua risalita. Bel dilemma di fine estate in una terra dove il caro-ombrellone e il caro-frisella hanno fin qui oscurato la campagna elettorale. La mediazione di Francesco Boccia, luogotenente di Elly Schlein sul territorio, finora non ha sortito effetti. E la segretaria del Pd rischia di ritrovarsi con una matassa difficile da sbrogliare in una regione-fortino dove per il momento non è riuscita a imporre la sua linea. Solo «marketing politico» liquida la discussione Emiliano, in attesa di un cenno di Schlein. Ai suoi l’ex governatore ripete che non c’è fretta: «La campagna elettorale inizierà a fine settembre. Quel giorno avremo un candidato». Chissà se sarà Decaro.