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Ricci e l’inchiesta Affidopoli: “Le mie chat con Santini? Sono sereno, ho già chiarito”

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L’ex collaboratore accusa il candidato nelle Marche, indagato per concorso in corruzione. Ma Schlein lo blinda. E M5S non lo molla
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ROMA – Gli sviluppi dell’inchiesta Affidopoli non lo turbano: «Massimiliano Santini ha consegnato la sua sim in questura? Sono tranquillissimo». Matteo Ricci, indagato per concorso in corruzione, prosegue la campagna elettorale da candidato del centrosinistra alla presidenza delle Marche, tra tour sulle spiagge e città per città.

Il sostegno del campo largo, almeno per ora, rimane immutato. Nessuno scossone politico, dunque, dopo che il suo ex collaboratore ha consegnato la scheda telefonica affinché il Parlamento europeo possa esprimersi sull’autorizzazione all’utilizzo delle chat. Una mossa suggerita dall’avvocato Gioacchino Genchi e che fa il paio con le dichiarazioni fornite ai pm in cui Santini ha detto che Ricci, da sindaco di Pesaro, era a co…

ROMA – Gli sviluppi dell’inchiesta Affidopoli non lo turbano: «Massimiliano Santini ha consegnato la sua sim in questura? Sono tranquillissimo». Matteo Ricci, indagato per concorso in corruzione, prosegue la campagna elettorale da candidato del centrosinistra alla presidenza delle Marche, tra tour sulle spiagge e città per città.

Il sostegno del campo largo, almeno per ora, rimane immutato. Nessuno scossone politico, dunque, dopo che il suo ex collaboratore ha consegnato la scheda telefonica affinché il Parlamento europeo possa esprimersi sull’autorizzazione all’utilizzo delle chat. Una mossa suggerita dall’avvocato Gioacchino Genchi e che fa il paio con le dichiarazioni fornite ai pm in cui Santini ha detto che Ricci, da sindaco di Pesaro, era a conoscenza del contenuto di tutte le delibere che riguardano gli affidamenti su cui indaga la Procura.

Ma l’europarlamentare, adesso candidato governatore, prosegue sulla sua strada: «Tutto quello che avevo da dire sull’inchiesta l’ho detto agli inquirenti a cui ho risposto a lungo e in maniera puntuale appena sono stato chiamato», prima ancora che parlasse Santini. E poi ancora: «Sono tranquillissimo perché sono totalmente estraneo e ho chiarito tutto».

Non vuol sentire parlare dell’inchiesta perché dice che «ogni mia singola energia adesso va spesa in campagna elettorale per i marchigiani dopo questi cinque anni disastrosi della giunta Acquaroli che hanno portato la sanità al disastro e creato grandi difficoltà all’economia della nostra regione. Vogliamo cambiare le Marche e ridare speranza a un popolo straordinario».

Il Partito democratico lo blinda con la segretaria Elly Schlein che, intervistata dall’agenzia Adnkronos, garantisce che «nelle Marche, attorno alla candidatura di Ricci è stato costruito un progetto credibile e una coalizione forte e plurale, con sette liste».

La numero uno del Nazareno, come Ricci, rimarca che «il presidente Acquaroli, in linea con il governo Meloni, ha smantellato gradualmente la sanità pubblica: la Regione spende 160 milioni per le migrazioni sanitarie; i marchigiani pagano due volte, con le tasse e con i viaggi per curarsi altrove».

La concentrazione sulle Marche è massima, anche perché alcuni sondaggi interni, prima che Ricci ricevesse l’avviso di garanzia, davano il candidato di centrosinistra in un testa a testa con il presidente Acquaroli di Fratelli d’Italia e in forte crescita. Per questo, al Nazareno, si spera ancora di poter strappare la regione alla destra e si fa leva anche sul salario minimo: «Ricci e tutta la coalizione si impegnano ad approvare nelle Marche lo stesso provvedimento della Toscana dopo l’impugnazione da parte del governo».

Il Movimento 5 Stelle ufficialmente non è intervenuto, dopo le indiscrezioni trapelate dall’interrogatorio di Santini, ma da via di Campo Marzio garantiscono che il sostegno a Ricci non è messo in dubbio. Almeno per adesso, salvo nuovi sviluppi. E Schlein insiste: «Corriamo ovunque per vincere» e «quando siamo uniti su candidature credibili e un programma condiviso, siamo competitivi e vinciamo». E quasi per sgombrare il campo da eventuali dubbi aggiunge, rivolta ai 5S come a Renzi: «Confido che tutti abbiano l’obiettivo di costruire un’alternativa a questo governo di destra. Con Conte e gli altri leader delle forze alternative alle destre abbiamo già trovato convergenze importanti». Quindi: non sono permessi passi indietro.

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