ROMA – Alzare gli stipendi, che in Italia sono i più bassi d’Europa. Combattere il caro-vita attraverso «un grande patto anti-inflazione» in grado di abbattere i prezzi del carrello della spesa. Potenziare gli ospedali mediante l’assunzione massiccia di medici e infermieri per tagliare le liste d’attesa. Alla vigilia di Ferragosto, la segretaria del Pd Elly Schlein rilancia le proposte del centrosinistra per «tornare fra due anni al governo». Convinta che sui veri problemi del Paese — dall’economia alle questioni salariale e sociale — la destra guidata da Giorgia Meloni sia rimasta ferma o, peggio, abbia inanellato solo flop. Mentre «noi indichiamo una visione che ridà speranza agli italiani», rivendica ieri la leader dem intervistata dal direttore dell’Adnkronos Davide Desario: «Abbiamo cinque priorità che parlano alle condizioni materiali delle persone. Non siamo condannati a un governo ideologico che riduce il sostegno a sanità, scuola e lavoro».
ROMA – Alzare gli stipendi, che in Italia sono i più bassi d’Europa. Combattere il caro-vita attraverso «un grande patto anti-inflazione» in grado di abbattere i prezzi del carrello della spesa. Potenziare gli ospedali mediante l’assunzione massiccia di medici e infermieri per tagliare le liste d’attesa. Alla vigilia di Ferragosto, la segretaria del Pd Elly Schlein rilancia le proposte del centrosinistra per «tornare fra due anni al governo». Convinta che sui veri problemi del Paese — dall’economia alle questioni salariale e sociale — la destra guidata da Giorgia Meloni sia rimasta ferma o, peggio, abbia inanellato solo flop. Mentre «noi indichiamo una visione che ridà speranza agli italiani», rivendica ieri la leader dem intervistata dal direttore dell’Adnkronos Davide Desario: «Abbiamo cinque priorità che parlano alle condizioni materiali delle persone. Non siamo condannati a un governo ideologico che riduce il sostegno a sanità, scuola e lavoro».
Eccoli i pilastri del programma attorno al quale il campo progressista proverà prima a riunire tutte le forze d’opposizione e poi a espugnare Palazzo Chigi. Gli occhi puntati sulle famiglie che fanno sempre più fatica a quadrare i conti. «Credo che l’Italia dovrebbe seguire l’esempio francese e fare un accordo con la grande distribuzione organizzata per garantire stabilità e controllo sull’andamento dei prezzi dei generi di prima necessità e sostenere il potere d’acquisto», spiega Schlein. «Lì hanno fatto un patto anti-inflazione con le aziende e inserito misure che evitano speculazioni. Un accordo strutturale, non una iniziativa episodica e propagandistica come il Carrello tricolore proposto nel 2023 dal governo Meloni».
Intesa da accompagnare, «nell’immediato», a due interventi «a costo zero»: cavalli di battaglia portati avanti per mesi dalla minoranza, ma sempre rispediti al mittente dalla maggioranza. «Primo, e non mi stancherò di ripeterlo, il salario minimo legale a 9 euro lordi l’ora che esiste in 22 Paesi europei: in Germania lo introdusse Angela Merkel e ha innescato dinamiche positive sugli stipendi. Secondo: scollegare il prezzo dell’energia da quello del gas, come in Spagna e Portogallo, per dare sollievo a imprese e famiglie e restituire competitività. Serve coraggio per cambiare un meccanismo che oggi garantisce extraprofitti a poche società energetiche a scapito del sistema produttivo».
Schlein: "Il Governo agisca su energia e salario minimo per aiutare le famiglie"
Un’azione a tutto campo. In grado di curare, anche, la piaga del lavoro instabile e sottopagato. A dispetto dei record vantati da Meloni. «I numeri vanno letti: c’è più occupazione, trainata soprattutto dal Pnrr che noi abbiamo ottenuto e il governo ha rallentato», avverte Schlein. «Dentro però c’è tanto lavoro precario, povero e sfruttato». Per questo occorre «incentivare i rinnovi contrattuali». Senza dimenticare la sanità: «Bisogna sbloccare il tetto alle assunzioni di medici e infermieri per ridurre le liste d’attesa: chi ha soldi salta la coda nel privato, chi non li ha rinuncia a curarsi: saliti tra il 2023 e il 2024 da 4,5 a 6 milioni. La destra vuole una sanità a misura di portafoglio; noi universalistica, come vuole la Costituzione». Una serie di insuccessi che vanno di pari passo con quelli in politica estera: «Sui dazi i governi nazionalisti, incluso il nostro, hanno spinto per un approccio morbido rivelatosi fallimentare. Meloni non ha ancora detto come intende aiutare imprese e famiglie: mesi fa parlava di un piano da 24 miliardi di cui non c’è più traccia». Il solito gioco delle tre carte, per la segreteria del Pd. Ma la destra non ci sta: «Alle provocazioni di Schlein noi rispondiamo con i fatti concreti», replica il leghista Romeo. E alla proposta di aumentare i salari degli insegnanti ribatte il ministro Valditara: «Da Schlein barzellette».