Schillaci revoca la commissione vaccini. Ira di Meloni: “Non era concordato”
di Michele BocciEugenio Serravalle e Paolo Bellavite non fanno più parte di Nitag, l’organismo consulente del ministero alla Salute per i vaccini, perché il Nitag non esiste più. Il ministro alla Salute Orazio Schillaci, come annunciato, ha firmato questa mattina l’atto che revoca la commissione esattamente dieci giorno dopo il decreto di nomina. Una decisione che - da quanto filtra – avrebbe irritato la premier Giorgia Meloni, che avrebbe parlato ai suoi di una decisione “non concordata” perché “noi da sempre crediamo nel pluralismo e nel confronto”.
Il 6 agosto, dopo la diffusione dei nomi scelti, c’era stata una sollevazione da parte della comunità scientifica e professionale per la scelta di due persone (uno è medico l’altro si è cancellato dall’Ordine) considerate contrarie ai vaccini (“si tratta di ultrà No-Vax”, hanno detto da Italia Viva). Non solo: ci sono state anche una petizione (sostenuta anche dal premio Nobel Giorgio Parisi), una rumorosa rinuncia all’incarico, e pure una presa di posi…
Eugenio Serravalle e Paolo Bellavite non fanno più parte di Nitag, l’organismo consulente del ministero alla Salute per i vaccini, perché il Nitag non esiste più. Il ministro alla Salute Orazio Schillaci, come annunciato, ha firmato questa mattina l’atto che revoca la commissione esattamente dieci giorno dopo il decreto di nomina. Una decisione che - da quanto filtra – avrebbe irritato la premier Giorgia Meloni, che avrebbe parlato ai suoi di una decisione “non concordata” perché “noi da sempre crediamo nel pluralismo e nel confronto”.
Il 6 agosto, dopo la diffusione dei nomi scelti, c’era stata una sollevazione da parte della comunità scientifica e professionale per la scelta di due persone (uno è medico l’altro si è cancellato dall’Ordine) considerate contrarie ai vaccini (“si tratta di ultrà No-Vax”, hanno detto da Italia Viva). Non solo: ci sono state anche una petizione (sostenuta anche dal premio Nobel Giorgio Parisi), una rumorosa rinuncia all’incarico, e pure una presa di posizione pesantissima, quella di Fnomceo, la Federazione degli Ordini dei medici che ha chiesto di rifare il comitato. Senza contare gli attacchi politici delle opposizioni.
Dal ministero spiegano oggi che “si ritiene necessario avviare un nuovo procedimento di nomina dei componenti del Nitag per coinvolgere tutte le categorie e gli stakeholder interessati”. Schillaci spiega: “La tutela della salute pubblica richiede la massima attenzione e un lavoro serio, rigoroso e lontano dal clamore. Con questo spirito abbiamo sempre lavorato e continueremo ad agire nell’esclusivo interesse dei cittadini”.
La minaccia delle dimissioni
Schillaci aveva chiesto a Fratelli d’Italia, che tramite la segretaria politica del ministero Rita Di Quinzio aveva fatto mettere nell’elenco i due personaggi, di pretendere le loro dimissioni. Non sono arrivate, allora il ministro mercoledì mattina ha preparato un decreto per annullare il precedente. Lo ha sottoposto alla presidenza del consiglio ma il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari avrebbe provato a fermalo, sostenendo che sarebbe stato meglio aspettare settembre, per far calmare le acque. Ma per il ministro alla Salute, che è un medico e professore, l’onta di avere due persone così critiche sui vaccini in commissione sarebbe stata troppo pesante, alla luce di tutte le polemiche che si sono alzate dal suo mondo. Così ha detto che sarebbe stato disposto ad andarsene se non gli avessero fatto annullare il Nitag. A questo punto il Nitag sarà rinominato più avanti, con altri componenti. Tra l’altro i medici si erano lamentati anche perché nel gruppo di esperti mancavano medici e pediatri di famiglia. “La salute pubblica è un valore prezioso che va sostenuto con il rigore scientifico, un principio che da medico e da ministro ho sempre seguito. Dibattiti di altra natura ci allontanano dal nostro vero compito al servizio dei cittadini”, ha detto giovedì il ministro a Repubblica, chiarendo così che sarebbe andato avanti.
Gli attacchi sui nomi
Le due nomine avevano scatenato un putiferio. Prima è andata all’attacco di Schillaci tutta l’opposizione, poi si sono mossi i medici igienisti (che hanno quattro rappresentanti nel nuovo Nitag), successivamente, venerdì scorso, è arrivata la comunicazione della scelta di Francesca Russo, la responsabile della Prevenzione del Veneto, e coordinatrice del settore per le Regioni, che è stata subito appoggiata dal presidente Luca Zaia. Infine, mentre veniva aperta una petizione online per la revoca delle nomine dell’organismo, è arrivato il colpo probabilmente più pesante. Hanno infatti scritto gli Ordini dei medici, attraverso la loro federazione, Fnomceo. “Va rivista la composizione del Nitag”, ha detto il presidente Filippo Anelli a Schillaci, ricordando come non ci fossero nella commissione rappresentanti degli Ordini, come dei pediatri e dei medici di famiglia.
Le Reazioni: il plauso degli Ordini dei medici
Oggi Anelli è il primo a complimentarsi con Schillaci per la scelta. "Accogliamo con estremo favore l'iniziativa del ministro della Salute. Da medici condividiamo, senza se e senza ma, la sua affermazione: la salute va difesa con rigore scientifico. Essere medici significa anche combattere le fake news e, soprattutto, attenersi nella pratica professionale alle evidenze scientifiche: è questo il filo rosso che percorre e lega tutto il nostro Codice di Deontologia. Il vaccino rappresenta per i medici uno strumento fondamentale a favore della salute individuale e collettiva: previene le malattie, ne riduce la gravità in chi si ammala nonostante la vaccinazione, protegge, sia direttamente che indirettamente, riducendo la circolazione dei patogeni, le persone fragili. Ne abbiamo avuto un'ulteriore prova durante la pandemia da Covid-19, quando i vaccini, tra il 2020 e il 2024, hanno salvato, secondo uno studio internazionale appena pubblicato su Jama Health Forum, oltre due milioni e mezzo di vite”. Anelli chiude dicendo: “Grazi ministro Schillaci, grazie per aver attestato che la scienza significa progresso, crescita sociale e miglioramento della vita. Esattamente quello che deve fare un buon governo per i suoi cittadini”.
Il presidente dei senatori Pd Francesco Boccia aggiunge: "E' senz'altro una buona notizia la scelta del ministro Schillaci . Restiamo convinti che la salute vada difesa con rigore scientifico. I vaccini sono lo strumento principale per la tutela della salute individuale e collettiva. Nel condividere la scelta del ministro, non possiamo non sottolineare pero' come a destra si continui a flirtare con la cultura no vax e antiscientifica”. La vicepresidente dei senatori del Pd, ed ex ministra della Salute, Beatrice Lorenzin aggiunge: “l'azzeramento del gruppo tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni da parte del ministro è una vittoria del mondo scientifico italiano che, a prescindere dalle legittime idee politiche dei singoli, si è schierato apertamente contro una scelta tutta politica che minava l'integrità scientifica e l'autorevolezza del comitato vaccini ed insieme ad esso del ministero della Salute. questa vicenda si è consumata tutta tra il 6 e il 15 agosto, a parlamento chiuso e probabilmente nella convinzione che il clima feriale avrebbe fatto passare in sordina l'ennesimo colpo di mano da parte di una maggioranza che mostra di avere in spregio le istituzioni scientifiche e la salute pubblica”.
Dalla maggioranza arriva il plauso alla decisioni di Schillaci di Forza Italia. Licia Ronzulli, vicepresidente dei senatori del partito, dice: "La decisione del ministro di revocare le nomine rappresenta un atto di responsabilità e di tutela verso i cittadini. È fondamentale che chi siede in organismi così delicati sia coerente con l'evidenza scientifica. in un contesto dove la disinformazione è ancora diffusa e dannosa, era giusto e doveroso sgombrare il campo da ogni ambiguità, per non minare la fiducia collettiva nel sistema sanitario”.