ROMA – Giuseppe Conte, il leader M5S, definisce «imbarazzante l’esultanza» di Giorgia Meloni per «gli spiragli di pace» intravisti nel vertice in Alaska. Il sentimento dell’opposizione è univoco nel bollare come fallimentare l’incontro tra Trump e Putin. È un’altra narrazione, opposta rispetto a quella veicolata dalla maggioranza. «I toni trionfalistici sono fuori posto», fa notare infatti la segretaria del Pd, Elly Schlein. «L’Ucraina non c’era. La Ue non c’era. Trump non ha ottenuto nulla da Putin». E il cessate il fuoco non è più sul tavolo. «Non si negozia la pace giusta senza l’Ucraina e senza l’Europa, serve ora più che mai un ruolo diplomatico dell’Unione europea», è il suo pensiero.
Per Carlo Calenda, leader di Azione, «le scene di sottomissione a…
ROMA – Giuseppe Conte, il leader M5S, definisce «imbarazzante l’esultanza» di Giorgia Meloni per «gli spiragli di pace» intravisti nel vertice in Alaska. Il sentimento dell’opposizione è univoco nel bollare come fallimentare l’incontro tra Trump e Putin. È un’altra narrazione, opposta rispetto a quella veicolata dalla maggioranza. «I toni trionfalistici sono fuori posto», fa notare infatti la segretaria del Pd, Elly Schlein. «L’Ucraina non c’era. La Ue non c’era. Trump non ha ottenuto nulla da Putin». E il cessate il fuoco non è più sul tavolo. «Non si negozia la pace giusta senza l’Ucraina e senza l’Europa, serve ora più che mai un ruolo diplomatico dell’Unione europea», è il suo pensiero.
Per Carlo Calenda, leader di Azione, «le scene di sottomissione adorante di Trump a Putin non hanno precedenti nella storia delle relazioni internazionali Usa. Trump è interessato al business e allo show, Putin a ripristinare la sfera d’influenza sovietica. Non può esserci partita». «È stato pessimo teatro, parlare di progressi senza fermare le armi è un insulto a chi soffre», sottolinea Fiorella Zabatta, co-portavoce di Europa Verde. Le sorti dell’Ucraina sono nelle mani di due autocrati, denuncia l’altro co-portavoce Angelo Bonelli, il quale allarga la responsabilità all’Europa: «Ha sbagliato a inseguire solo la logica militare, senza costruire una strategia diplomatica credibile. Il risultato è che ora non siede al tavolo delle decisioni, ridotta a comprimario».
Siamo alla «fine del diritto internazionale, piegato alle logiche dell’affarismo, cos’altro deve accadere affinché l’Europa si svegli?», si domanda anche Riccardo Magi, il segretario di Più Europa. Critico con Bruxelles pure Conte, «attore non protagonista». Palazzo Chigi è definito «guerrafondaio e ostile ai negoziati».