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Bassetti “Io minacciato di morte, brutto clima creato da certi politici. Giusto sciogliere il Nitag”

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Intervista all’infettivologo: “Chi contesta la scelta di revocare il comitato si schiera contro tutta la comunità sanitaria. La scienza non può essere ridotta a tifo calcistico”
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Matteo Bassetti è infettivologo al San Martino di Genova. Dai tempi del Covid viene preso di mira dal mondo dei no-vax. È stato minacciato più volte, l’ultima un paio di giorni fa.

Il ministro alla Salute Orazio Schillaci ha fatto bene revocare il Nitag?

«Certo, del resto ha ascoltato il grido di dolore della comunità medica e scientifica. È un ex rettore, un medico e un uomo di alto livello scientifico e culturale. Adesso va sostenuto».

In realtà ora è sotto attacco da parte di esponenti della sua maggioranza. Cosa ne pensa?

«Quando la politica sceglie un tecnico al ministero alla Salute è perché ritiene che ci debba stare un tecnico, con pregi e difetti. Se questa figura deve essere governata dai partiti, allora tanto vale mandarci direttamente un politico. E adesso l’attacco al ministro è un attacco a tutto il mondo sanitario. Non si capisce a cosa serva, se non a scimmiottare quello che sta succedendo negli Usa».

Come diceva, da parte della comunità medica e scientifica c’è stata …

Matteo Bassetti è infettivologo al San Martino di Genova. Dai tempi del Covid viene preso di mira dal mondo dei no-vax. È stato minacciato più volte, l’ultima un paio di giorni fa.

Il ministro alla Salute Orazio Schillaci ha fatto bene revocare il Nitag?

«Certo, del resto ha ascoltato il grido di dolore della comunità medica e scientifica. È un ex rettore, un medico e un uomo di alto livello scientifico e culturale. Adesso va sostenuto».

In realtà ora è sotto attacco da parte di esponenti della sua maggioranza. Cosa ne pensa?

«Quando la politica sceglie un tecnico al ministero alla Salute è perché ritiene che ci debba stare un tecnico, con pregi e difetti. Se questa figura deve essere governata dai partiti, allora tanto vale mandarci direttamente un politico. E adesso l’attacco al ministro è un attacco a tutto il mondo sanitario. Non si capisce a cosa serva, se non a scimmiottare quello che sta succedendo negli Usa».

Come diceva, da parte della comunità medica e scientifica c’è stata una levata di scudi per il ministro alla Salute. Ricordava una cosa del genere in passato?

«Non l’avevo mai vista. Non c’è nemmeno una voce dissenziente, tra società scientifiche e Ordini. Per forza, sui vaccini non si può dire: io sto da una parte, io sto dall’altra. Non è tifo calcistico. Uno che mette in dubbio le vaccinazioni è come se scegliesse di bere l’acqua del pozzo invece di quella potabile».

Però la destra parla di necessità del pluralismo nella scienza.

«Non c’entra niente, chi vuole dimostrare qualcosa deve presentare degli studi, non fare dichiarazioni. Di queste materie si devono occupare le società scientifiche, la politica deve stare fuori. Ci si affida ai tecnici, internazionali e nazionali, e poi si fanno le leggi. La politica non può invadere un campo che non è il suo, è una questione di competenze. E noi non abbiamo intenzione di influenzarla, ma di tutelare la salute».

Forza Italia si è da subito schierata con Schillaci sulla revoca del Nitag.

«Hanno preso una posizione bellissima. Esula dal mio mestiere, ma vorrei chiedere una cosa. Quanto valgono dal punto di vista elettorale questi No-Vax per far prendere posizioni del genere a parte della maggioranza? L’elettorato moderato non è No-Vax, non ha dubbi riguardo alla vaccinazione dei figli, e Forza Italia lo sa. Se non c’era il vaccino contro il Covid magari restavamo con i problemi per due anni in più».

Ha denunciato di essere stato di nuovo minacciato. Cosa è successo?

«Lunedì sera ho aperto la mail prima di andare a letto e mi sono trovato due mail con minacce pesanti: “Siamo dei nazifascisti di destra vera, ti uccideremo presto, sei uno sporco comunista, vaccinatore infame”. Cose così. A me danno del comunista, mi vien da ridere».

Perché la minacciano così spesso?

«Non lo so. La cosa incredibile di queste minacce è che mi arrivano anche se non ho mai avuto un ruolo decisionale in alcuna commissione nazionale. Malgrado questo, quando si parla di vaccini, che salvano la vita, qualcuno arriva a me. Forse sono scomodo, per la forza social o mediatica che ho. Comunque, queste cose succedono quando la politica solletica ed accarezza il ventre molle di menti deboli e violente. Certa politica ha generato davvero un brutto clima per noi medici e uomini di scienza».

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