Letizia Moratti presiede la Consulta nazionale di Forza Italia ed è europarlamentare.
Ha fatto bene il ministro alla Salute Schillaci a revocare il Nitag?
«Sì, ha agito nel modo giusto. Le linee guida riguardo al funzionamento dei Nitag dei vari Paesi sono dell’Oms, e indicano che i membri di questi organismi devono avere comprovate esperienze e competenze scientifiche e dare raccomandazioni “evidence–based”, appunto. Non si tratta di organismi basati sulla diversità delle opinioni, sul confronto, ma sui dati che vengono raccolti dalla scienza».
Tutta Forza Italia si è da subito schierata contro le due nomine.
«Il nostro partito sostiene da sempre una linea a favore della scienza e lo ha fatto anche in questo caso. Quando eravamo nel governo Draghi e c’era ancora Berlusconi, la sua linea era di sostenere la politica vaccinale dell’esecutivo».
La reazione del mondo medico e scientifico ha pesato sulla marcia indietro?
«C’è stata una grande mobilitazione, sono state raccolte 35 mila fir…
Letizia Moratti presiede la Consulta nazionale di Forza Italia ed è europarlamentare.
Ha fatto bene il ministro alla Salute Schillaci a revocare il Nitag?
«Sì, ha agito nel modo giusto. Le linee guida riguardo al funzionamento dei Nitag dei vari Paesi sono dell’Oms, e indicano che i membri di questi organismi devono avere comprovate esperienze e competenze scientifiche e dare raccomandazioni “evidence–based”, appunto. Non si tratta di organismi basati sulla diversità delle opinioni, sul confronto, ma sui dati che vengono raccolti dalla scienza».
Tutta Forza Italia si è da subito schierata contro le due nomine.
«Il nostro partito sostiene da sempre una linea a favore della scienza e lo ha fatto anche in questo caso. Quando eravamo nel governo Draghi e c’era ancora Berlusconi, la sua linea era di sostenere la politica vaccinale dell’esecutivo».
La reazione del mondo medico e scientifico ha pesato sulla marcia indietro?
«C’è stata una grande mobilitazione, sono state raccolte 35 mila firme in pochi giorni, c’è stata una compattezza che reputo positiva. Dobbiamo ringraziare quel mondo per come si è mosso. La fiducia nelle politiche sanitarie da parte dei cittadini si costruisce attraverso trasparenza, autorevolezza e rigore. La promozione delle vaccinazioni, come di ogni altra misura di sanità pubblica, deve poggiare su basi scientifiche solide e condivise, non su opinioni personali».
Cosa pensa delle posizioni di FdI e Lega opposte alla vostra?
«Non parlo delle altre forze politiche. Posso dire che Forza Italia ha vissuto sulla sua pelle, e per quanto mi riguarda anche da assessore alla Salute della Lombardia, la drammaticità della pandemia. I vaccini hanno salvato milioni di persone. Non si può negare questa evidenza».
La sanità entra con difficoltà al centro del dibattito politico. L’eccezione sono i vaccini. Perché?
«Per quanto ci riguarda, come Forza Italia l’abbiamo messa in cima alle nostre priorità, del resto un recente sondaggio la indica come la seconda preoccupazione degli italiani dopo prezzi e inflazione. Abbiamo un nostro progetto».
Quale?
«Le criticità sono le liste di attesa, i pochi posti letto, l’affollamento dei pronto soccorso e il basso numero degli infermieri e dei medici in certe specialità. Il nostro progetto prevede l’assunzione di 10 mila medici e 20 mila infermieri, un’operazione che costerebbe circa 6 miliardi e potrebbe essere diluita in 3 anni. Poi pensiamo ad aprire 50 mila posti letto in più e a migliorare l’integrazione territorio ospedale. Così rispondiamo alle difficoltà, ad esempio con i posti letto in più eliminiamo le barelle nei pronto soccorso. Poi pensiamo a valorizzare i medici di famiglia per garantire miglior presa in carico dei pazienti sul territorio. Ma lavoriamo anche sulla prevenzione, visto che a livello europeo non abbiamo buoni dati, ad esempio sull’obesità. Altro punto su cui intervenire è la lentezza dell’arrivo sul mercato dei medicinali innovativi che salvano la vita a più di 20 milioni di italiani. Infine, è fondamentale puntare sulle nuove tecnologie e la telemedicina».
Alla luce delle divisioni sui vaccini, è sicura di trovare l’accordo in maggioranza sulle riforme?
«Questo è un tema che non dividerà la maggioranza, dobbiamo concentrarci sulle priorità dei cittadini. I vaccini, seppur importantissimi, non sono tra queste e poi siamo stati a discutere su un organo consultivo. Adesso abbiamo tante sfide davanti e dobbiamo affrontarle».