ROMA – Adesso lo scontro nella maggioranza dopo la revoca del Nitag, l’organismo che coadiuva il ministero della Salute in cui erano stati nominati due esperti vicini a posizioni No vax, si sposta sul tema di fondo delle vaccinazioni. Con il leader della Lega che abbassa i toni sul ministro Orazio Schillaci ma ora lo alza contro la stessa obbligatorietà vaccinale: «Giusto avere dei dubbi», dice. Scatenando un nuovo polverone di polemiche, con la segretaria dei dem Elly Schlein che attacca: «Questo governo pensa solo ai No vax» dice chiedendo quindi «chiarezza» allo stesso ministro e sfidandolo a battere i pugni al tavolo a Palazzo Chigi per ottenere maggiori risorse per il sistema sanitario.
È un ultimo scorcio d’estate infuocato, quello che si respira al dicastero alla Salute. Il telefono di Schillaci non smette di squillare: è la comunità scientifica che gli manifesta vicinanza per gli attacchi ricevuti da Lega e FdI sulla revoca del Nitag. E nonostante il Carroccio insista su posiz…
ROMA – Adesso lo scontro nella maggioranza dopo la revoca del Nitag, l’organismo che coadiuva il ministero della Salute in cui erano stati nominati due esperti vicini a posizioni No vax, si sposta sul tema di fondo delle vaccinazioni. Con il leader della Lega che abbassa i toni sul ministro Orazio Schillaci ma ora lo alza contro la stessa obbligatorietà vaccinale: «Giusto avere dei dubbi», dice. Scatenando un nuovo polverone di polemiche, con la segretaria dei dem Elly Schlein che attacca: «Questo governo pensa solo ai No vax» dice chiedendo quindi «chiarezza» allo stesso ministro e sfidandolo a battere i pugni al tavolo a Palazzo Chigi per ottenere maggiori risorse per il sistema sanitario.
È un ultimo scorcio d’estate infuocato, quello che si respira al dicastero alla Salute. Il telefono di Schillaci non smette di squillare: è la comunità scientifica che gli manifesta vicinanza per gli attacchi ricevuti da Lega e FdI sulla revoca del Nitag. E nonostante il Carroccio insista su posizioni ammiccanti al mondo No vax, lo Schillaci-pensiero continua ad andare in tutt’altra direzione. Le polemiche sul nostro lavoro, ha detto ai suoi collaboratori rientrando al ministero, «stanno finendo e adesso bisogna iniziare a pensare alla prossima manovra e a guardare ai prossimi impegni».
Le polemiche non si placano. La segretaria del Pd Schlein lo incalza elencando le troppe incompiute su cui adesso occorre agire: dalle assunzioni di medici e infermieri «ancora bloccate» alle liste di attesa «che si allungano sempre di più», fino al rapporto tra spesa sanitaria e Pil, «ai minimi storici degli ultimi 15 anni». «Questo governo — attacca la numero uno del Nazareno — si occupa di sanità solo per provare a nominare gli amici No vax». Dunque il guanto di sfida a Schillaci: «Perché non alza la testa anche quando il governo taglia le risorse per la sanità pubblica? Visto che si è ravveduto su quelle nomine indegne, ora inizi coi fatti a difendere il servizio sanitario e non accetti di fare la foglia di fico di un governo che non crede né alla sanità pubblica, né pare troppo convinto sulla scienza».
E se il ministro incassa dalla comunità scientifica l’apprezzamento del “Patto trasversale per la scienza”, cioè della stessa associazione che si era scagliata contro di lui nei giorni successivi alla nomina di alcuni componenti No vax al Nitag, resta il gelo con Palazzo Chigi, che ha parlato di «scelte non concordate» fatte dal ministro. E resta una certa tensione con i principali partiti di governo.
A partire dal Carroccio. Il vicepremier Matteo Salvini è in parte meno netto nell’attaccare direttamente il ministro, in un sottile equilibrio tra i rapporti con gli alleati e la conquista di una fetta di elettorato. A domanda diretta se la Lega chiederà le dimissioni di Schillaci risponde di no. Ma Salvini continua a strizzare l’occhio al mondo vaccino-scettico: «Dirsi dubbiosi sull’obbligo vaccinale che non c’è nella maggior parte dei Paesi europei — sottolinea — non penso sia antiscientifico, penso sia di buon senso».
Una posizione ancora una volta agli antipodi rispetto a quella del ministro, che ha per questo revocato il Nitag. In difesa del titolare della Salute, dopo le frasi di Salvini, interviene il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi: «Quella di Schillaci è stata una scelta che rappresenta un segnale importante di rafforzamento del legame tra istituzioni e comunità scientifica e che ribadisce il valore e l’importanza della ricerca, che oggi ci consente di prolungare l’aspettativa di vita e di migliorarne la qualità». Insomma, se al momento la permanenza di Schillaci al governo non sembra in discussione, resta lo scontro interno alla maggioranza sul delicato argomento dei vaccini. E per lui mediare non sarà facile.