Abolizione obbligo vaccinale, FdI e FI stoppano Salvini: “Non è nel programma”. Il Pd: “Una follia”
di Miriam Di PeriROMA – L’abolizione dell’obbligo vaccinale che la Lega vorrebbe riportare in Parlamento “non è una priorità”, ma soprattutto “non è nel programma elettorale”.
Si riaccende la polemica tra alleati nell’ultimo scorcio d’estate davanti al nuovo tentativo di via Bellerio di portare all’ordine del giorno lo stop al vincolo delle vaccinazione per bambini e ragazzi in età scolastica. Se la Lega punta a presentare un nuovo provvedimento in questa direzione, trova le porte chiuse da parte di FdI e FI.
Lo dice con chiarezza il capogruppo dei forzisti in Senato, Maurizio Gasparri, in questi giorni in tour per l’Italia proprio per raccontare il programma del partito sulla sanità. Questa mattina al Sant’Antonio Abate di Trapani, in Sicilia, epicentro dello scandalo c…
ROMA – L’abolizione dell’obbligo vaccinale che la Lega vorrebbe riportare in Parlamento “non è una priorità”, ma soprattutto “non è nel programma elettorale”.
Si riaccende la polemica tra alleati nell’ultimo scorcio d’estate davanti al nuovo tentativo di via Bellerio di portare all’ordine del giorno lo stop al vincolo delle vaccinazione per bambini e ragazzi in età scolastica. Se la Lega punta a presentare un nuovo provvedimento in questa direzione, trova le porte chiuse da parte di FdI e FI.
Lo dice con chiarezza il capogruppo dei forzisti in Senato, Maurizio Gasparri, in questi giorni in tour per l’Italia proprio per raccontare il programma del partito sulla sanità. Questa mattina al Sant’Antonio Abate di Trapani, in Sicilia, epicentro dello scandalo che ha visto protagonisti i pazienti oncologici rimasti per mesi in attesa dei referti istologici che confermassero la diagnosi. Gasparri non ci gira attorno: “Riteniamo che l’obbligo vaccinale sia stato stabilito per decisione del mondo scientifico e che sia un modo per tutelare tutti. Quelle procedure sono frutto di una maturazione ultradecennale da parte del mondo scientifico, non ritengo vadano messe in discussione”. Più avanti aggiungerà che “i vaccini sono utili” e che “le modalità attuate funzionano”: Gasparri guarda al suo privato, riporta la propria esperienza: “Quando ho portato mio figlio a fare i vaccini, non ho intavolato una discussione scientifica col pediatra”. Esattamente come fece il padre, un ufficiale dei carabinieri: “Quando ero piccolo c’era il vaccino antipolio, mi portò a farlo, mi diedero lo zuccherino, fine della storia. Non è che si aprì un dibattito”. Agli alleati dice: “Poi, attenzione, ognuno è libero di voler introdurre spunti nuovi, vedremo. Non mi pare fosse nel programma. D’altronde, lo abbiamo visto con la pandemia, sono state inoculate miliardi di dosi di vaccino. Certo, ci sarà stato qualche caso, ma non mi pare ci sia stata una strage: siamo sopravvissuti e abbiamo superato una pandemia. C’è gente che è morta per un barattolo di cime di rapa mal conservato, le cose brutte accadono, ma non possiamo non fidarci della scienza. Noi siamo a favore di quello che la comunità scientifica prescrive in Italia e nel mondo. Di norma gli aggiornamenti si fanno per ampliare le tutele, non il contrario”.
Mugugni anche in casa FdI, dove l’invettiva leghista viene bollata come una “boutade estiva”. La tesi di FdI, che circola tra i massimi vertici di via della Scrofa, è di attenersi al programma elettorale, dove all’azionista di maggioranza del governo di Giorgio Meloni “non risulta che ci fossero cenni all’abolizione dell’obbligo vaccinale”.
Interviene anche il Pd: "Sarebbe una follia abolire, come chiede la Lega, l'obbligatorietà dei vaccini per poter iscrivere i bimbi al nido e alla scuola materna. La legge approvata nel 2017 fu una scelta sacrosanta, conseguenza dell'allarme suscitato dalla diminuzione della percentuale di bambini vaccinati contro malattie particolarmente contagiose e pericolose come il morbillo. E ha prodotto dei cambiamenti in positivo, come testimoniano i dati dell'Istituto Superiore di Sanità e dello stesso Ministero della Salute. Ancora oggi tuttavia la percentuale ottimale del 95% di bambini e bambine vaccinati non è raggiunta in diverse regioni d'Italia. Occorre dunque piuttosto lavorare per informare correttamente e adeguatamente i genitori dei gravi rischi che possono correre i loro figli se non vaccinati". Così in una nota Marina Sereni, responsabile Sanità nella segreteria dem.