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Interviene la leader Pd, in Campania più vicina l’intesa sul nome di Fico

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(ansa)

Schlein accelera il congresso locale. L’ipotesi di Ruotolo come sfidante di De Luca junior per la segreteria regionale

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La prossima settimana inizierà a mettersi in moto la macchina che dovrà organizzare il congresso regionale dei dem in Campania dopo un commissariamento di due anni. La volontà politica c’è, tanto che la segretaria del Partito democratico Elly Schlein ha chiesto di accelerare. Soprattutto perché l’elezione del nuovo segretario regionale è legata a doppio filo con l’ufficializzazione della candidatura dell’esponente M5s Roberto Fico a governatore, su cui pesano i dubbi del governatore Vincenzo De Luca.

Solo con il congresso regionale, dove a correre sarà Piero De Luca, figlio del presidente uscente, si riuscirà a venir fuori dallo stallo in cui si trova adesso il centrosinistra in vista del voto di metà novembre. L’elezione del nuovo segretario regionale, che dovrà guidare la nuova fase, è infatti tra le condizioni poste dai deluchiani per appoggiare la candidatura dell’ex presidente della Camera. Insieme anche a due assessorati di peso, quali infrastrutture e sanità in caso di vittoria.

La base Pd però ribolle. Nei giorni scorsi c’è stata un’assemblea con dirigenti e iscritti al partito, alla presenza di Sandro Ruotolo e Marco Sarracino, entrambi della segreteria nazionale e rappresentanti della mozione Schlein in Campania, in cui sono emersi forti malumori per un congresso «convocato in fretta e furia» che ha «come obiettivo quello di eleggere il figlio del governatore a segretario regionale». E Ruotolo e Sarracino non hanno mai fatto mistero della loro contrarietà a questo congresso.

Ma adesso, di fronte all’appuntamento ormai alle porte, questa fetta di partito è pronta a schierare Ruotolo, responsabile informazione e cultura del Pd, contro De Luca e andare alla conta. In ballo ci sono anche i congressi provinciali di Napoli e Caserta, che i deluchiani avrebbero offerto agli sfidanti in cambio del via libera al congresso regionale e all’elezione a segretario del deputato Pd. Ma nulla da fare, le distanze rimangono e sono incolmabili. Le condizioni poste dal governatore uscente sarebbero troppo pesanti da accettare, se si considera che negli ultimi tempi, nel Pd, si è parlato di cambio di passo. Mentre il governatore avrebbe anche l’intenzione di presentare alle elezioni regionali due sue liste, sempre a sostegno di Fico, ma fuori dal Pd. «Sarebbe un paradosso avere un segretario regionale Pd, con il padre governatore che lavora a candidature fuori dai dem», ragiona chi si è messo di traverso a questo congresso.

Va invece verso il via libera definitivo la candidatura dell’eurodeputato M5S Pasquale Tridico a governatore della Calabria, dove si voterà il 5 e 6 ottobre. I leader del centrosinistra, tra cui Schlein e Giuseppe Conte, si sono sentiti. Domani si riunirà il tavolo regionale della coalizione, per ufficializzare la corsa dell’ex presidente dell’Inps e provare anche a risolvere i dubbi manifestati da Italia viva, che comunque potrebbero cadere alla luce delle parole di Matteo Renzi, rivolte a Carlo Calenda di Azione, sulla necessità di non abbandonare il campo «per la presenza di M5S e Avs» e non regalare «il centrosinistra alla sinistra radicale e il Paese alla trimurti Meloni, Salvini, Lollobrigida».

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