Michele Emiliano, lo sa che si è diffusa la notizia che lei abbia ritirato la candidatura a consigliere regionale della Puglia?
«Non è vero, stiamo solo cercando di uscire da questa situazione tutti insieme, come sempre abbiamo fatto».
L’aspirante candidato presidente Antonio Decaro ha messo un veto su di lei. Nei giorni scorsi vi siete incontrati, alla presenza di Igor Taruffi della segreteria nazionale. Come state risolvendo la questione?
«Io vorrei andare avanti. In questi venti anni abbiamo cambiato la storia della Puglia, abbiamo costruito la sua identità e abbiamo fatto conoscere al mondo quanto è bella e innovativa. È un mio diritto costituzionale correre per il consiglio e non può esistere un diritto di veto sulle candidature, salvo che non si tratti di nomi impresentabili e non è questo il caso. Sarebbe un’esclusione immotivata».
Facciamo un esempio. Mettiamo che Decaro volesse approvare un provvedimento che modifica una sua precedente delibera. La sua presenza, da ex preside…
Michele Emiliano, lo sa che si è diffusa la notizia che lei abbia ritirato la candidatura a consigliere regionale della Puglia?
«Non è vero, stiamo solo cercando di uscire da questa situazione tutti insieme, come sempre abbiamo fatto».
L’aspirante candidato presidente Antonio Decaro ha messo un veto su di lei. Nei giorni scorsi vi siete incontrati, alla presenza di Igor Taruffi della segreteria nazionale. Come state risolvendo la questione?
«Io vorrei andare avanti. In questi venti anni abbiamo cambiato la storia della Puglia, abbiamo costruito la sua identità e abbiamo fatto conoscere al mondo quanto è bella e innovativa. È un mio diritto costituzionale correre per il consiglio e non può esistere un diritto di veto sulle candidature, salvo che non si tratti di nomi impresentabili e non è questo il caso. Sarebbe un’esclusione immotivata».
Facciamo un esempio. Mettiamo che Decaro volesse approvare un provvedimento che modifica una sua precedente delibera. La sua presenza, da ex presidente di Regione, potrebbe creare disagio?
«E perché? Solo gli stupidi non cambiano mai idea. La Puglia è in continua evoluzione e Decaro ha tante idee innovative alle quali non siamo ancora arrivati. Io ho cambiato spesso idea nella mia vita, sono pronto ad accogliere tutto ciò che di buono viene proposto. E sono sicuro che Decaro saprà fare anche meglio di me».
Ma se lei la dovesse pensare diversamente?
«È implicito che il nuovo presidente sia discontinuo rispetto al precedente e ha il diritto dovere di imprimere il suo indirizzo politico. Non vedo l’ora di dargli una mano anche nel realizzare quello che di nuovo vuole fare».
Come può negare che la sua figura, come quella di Vincenzo De Luca in Campania, in un consiglio regionale sia altamente ingombrante?
«Non è previsto da nessun regolamento che un politico venga escluso per eccesso di capacità e di esperienza. Piuttosto è un motivo in più per inserirlo nelle liste. Posso capire che ci sia un piccolo momento di smarrimento di fronte a candidature così, ma i poteri e il ruolo di un presidente di Regione, peraltro competente come lo è Decaro, nessuno li può fermare».
Decaro le ha proposto di fare l’assessore, quindi può comunque lavorare per la Puglia. Perché non accettare e sciogliere così questo nodo?
«Io non farò mai l’assessore nella Giunta pugliese perché, in questo caso, diventerei ingombrante controllando dall’interno ogni atto dell’esecutivo. Ma nell’assemblea legislativa la mia storia si diluisce tra quella di cinquanta consiglieri e certamente non opprime nessuno. Decaro continua ad essere il mio candidato. Io vorrei che la Regione, a cui ho dedicato tutta la mia vita, prima da magistrato poi da presidente, fosse guidata da lui. Spero che si convinca di non avere nulla da temere da una mia eventuale elezione».
Significherebbe avere anche Nichi Vendola di Avs in consiglio regionale, un altro ex governatore.
«Io spero che Decaro ci ripensi perché quando il capo di una comunità politica riesce a tornare indietro diventa più forte, non meno forte».
Qualcuno sospetta che lei voglia alzare la posta, insistendo su questa sua candidatura che Decaro non vuole, per avere in cambio un posto in lista alle prossime Politiche. È così? Si candiderà?
«Sinceramente non ci ho proprio pensato. Adesso ho nella testa e nel cuore solo la Puglia e le tante cose che dobbiamo completare e innovare».
Non pensa in questo modo di mettere a rischio la candidatura di Decaro?
«Non ho mai smesso di avere fiducia in lui. Ho investito su di lui per vent’anni, l’ho nominato assessore nel 2004, poi nel 2008 l’ho voluto in consiglio regionale, l’ho sostenuto elettoralmente e, su mia richiesta, è diventato capogruppo del Pd. Poi si è candidato in Parlamento e io ho insistito moltissimo perché si candidasse a sindaco di Bari. Ho anche fatto campagna elettorale per lui alle Europee».
Insomma, potrebbe essere un parricidio?
«Io non sono il padre, Antonio ha un bellissimo papà. Ma io sono sicuramente la persona che lo ha scoperto. E ho detto subito che non avrei fatto il terzo mandato, mentre lui sarebbe stato il candidato perfetto».