ROMA – Il via libera è arrivato. Pasquale Tridico guiderà la coalizione di centrosinistra nella sfida contro Roberto Occhiuto in vista delle regionali del 5 e 6 ottobre prossimi. A smarcarsi è solo Azione di Carlo Calenda, sebbene il candidato in pectore faccia presente che «ho incontrato i suoi consiglieri regionali nel mio paese e c’è stata sintonia sui temi e sul progetto per la Calabria».
Lo strappo, però, alla fine si è consumato comunque.
«Io guardo oltre lo strappo e in generale mi pare un bel laboratorio che parte dal Sud Italia. Un segnale di unità importante e in brevissimo tempo, perché la candidatura è arrivata dopo che Occhiuto, imitando un po’ Salvini e il Papeete, pensava di mettersi al centro dell’agone politico senza avversari, sottraendosi dai suoi problemi giudiziari. Non è così che si tratta la d…
ROMA – Il via libera è arrivato. Pasquale Tridico guiderà la coalizione di centrosinistra nella sfida contro Roberto Occhiuto in vista delle regionali del 5 e 6 ottobre prossimi. A smarcarsi è solo Azione di Carlo Calenda, sebbene il candidato in pectore faccia presente che «ho incontrato i suoi consiglieri regionali nel mio paese e c’è stata sintonia sui temi e sul progetto per la Calabria».
Lo strappo, però, alla fine si è consumato comunque.
«Io guardo oltre lo strappo e in generale mi pare un bel laboratorio che parte dal Sud Italia. Un segnale di unità importante e in brevissimo tempo, perché la candidatura è arrivata dopo che Occhiuto, imitando un po’ Salvini e il Papeete, pensava di mettersi al centro dell’agone politico senza avversari, sottraendosi dai suoi problemi giudiziari. Non è così che si tratta la democrazia».
Adesso l’alternativa c’è. Com’è nata questa candidatura?
«Dal basso, dalla gente, dalla voglia di partecipare. Ora c’è l’investitura dei vertici nazionali, ma tutte le forze progressiste mi avevano chiesto la disponibilità alla candidatura: è un elemento che è stato determinante nella mia scelta perché vivo la politica con spirito di servizio».
Si aspettava che Calenda si smarcasse così?
«Ho letto dalla stampa. Io posso soltanto dire che la mia candidatura è stata richiesta da tantissimi cittadini. Anche dai consiglieri regionali di Azione in Calabria. Li ho incontrati a Scala Coeli in provincia di Cosenza e mi hanno chiesto loro la disponibilità a scendere in campo. Anzi, a voler essere precisi, a Pietrapaola, a pochi km dal mio Comune».
Quando?
«Prima di Ferragosto».
Sarà una campagna elettorale-lampo. Che idee avete per arrivare alla gente in quaranta giorni?
«Mi aspetto un grande risveglio di coscienze, mi conforta la richiesta enorme che arriva dai cittadini calabresi che mi incontrano per strada o mi scrivono. Sarà una campagna elettorale molto partecipata, con un obiettivo primario».
Quale?
«Raggiungere quel 56% di calabresi aventi diritto al voto che alle ultime regionali si sono astenuti. La sfida è rivolta a loro, che meritano di tornare ad avere fiducia nella politica e nelle istituzioni. La mia è una candidatura che nasce per unire».
Quali sono le priorità?
«Intanto la sanità, che è un disastro totale, proprio da Paese in via di sviluppo. Davanti a quel che vediamo a volte, sarebbe necessario l’intervento di Emergency. E poi il lavoro, lo sviluppo: siamo la regione più povera d’Europa. Noi vogliamo fare della Calabria una regione europea. Infine, un piano serio per le infrastrutture».
E il ponte sullo Stretto?
«Quattordici miliardi per costruire il Ponte è una scelta scellerata. Mi chiedo cosa cambierà per i calabresi: dal mio paesino a Reggio servono 5 ore. A che ci serve attraversare il Ponte in 5 minuti, in una regione in cui mancano le infrastrutture e i cui abitanti sono sempre più poveri?».
Avete un piano anche per le politiche sociali rivolte alle fasce meno abbienti?
«Vogliamo creare un reddito di dignità regionale fortemente collegato alle politiche attive del lavoro».
Con fondi regionali?
«No, facendo ricorso ai fondi europei legati al welfare e all’inserimento lavorativo».
E i fondi per le infrastrutture?
«Puntiamo molto sul Pnrr, ma prima ci stiamo appellando a sindaci e amministratori locali, abbiamo aperto una casella email: ci segnalino i disagi, ci dicano di cosa hanno bisogno. E insieme troveremo il modo di dare risposte».