ROMA – Elly Schlein, a Rimini Giorgia Meloni ha descritto un’Italia col vento in poppa.
«Sono stupita. Da tempo la premier comunica con monologhi senza contradittorio. Discorsi autocelebrativi che negano la realtà».
Ha detto che l’Italia non è più la malata d’Europa.
«Ma le pare possibile che non abbia mai citato la sanità pubblica, i dazi, dimenticato la scuola pubblica? Che non abbia detto una parola su salari e precarietà, quando questa estate un gran numero di italiani non è riuscito nemmeno a partire per le vacanze. Niente, tutto rimosso».
Non è un fatto che c’è più lavoro di prima?
«Ma lei dimentica che ciò è dovuto agli investimenti del Pnrr e su cui rivendica primati inesistenti, perché usa i numeri assoluti e ovviamente si…
ROMA – Elly Schlein, a Rimini Giorgia Meloni ha descritto un’Italia col vento in poppa.
«Sono stupita. Da tempo la premier comunica con monologhi senza contradittorio. Discorsi autocelebrativi che negano la realtà».
Ha detto che l’Italia non è più la malata d’Europa.
«Ma le pare possibile che non abbia mai citato la sanità pubblica, i dazi, dimenticato la scuola pubblica? Che non abbia detto una parola su salari e precarietà, quando questa estate un gran numero di italiani non è riuscito nemmeno a partire per le vacanze. Niente, tutto rimosso».
Non è un fatto che c’è più lavoro di prima?
«Ma lei dimentica che ciò è dovuto agli investimenti del Pnrr e su cui rivendica primati inesistenti, perché usa i numeri assoluti e ovviamente siamo i maggiori beneficiari in Ue. Dentro quei dati sull’occupazione c’è troppo lavoro povero e precario. Poi se uno va a vedere nel dettaglio scopre che l’occupazione è aumentata tra gli over 50, mentre i giovani fanno fatica come prima, il 31,5 per cento delle donne occupate lavora in part time contro l’8 degli uomini, e la metà con meno di ottomila lordi l’anno? Part time forzato, perché non trovano di meglio».
Quindi il lavoro c’è, ma è più povero?
«Spesso da fame proprio, al punto che si fatica ad arrivare a fine mese considerato l’aumento del costo della vita. Ma per Meloni se una cosa va bene è merito suo, se no al contrario è colpa degli altri».
L’aumento dell’occupazione è propaganda?
«Sceglie i dati che convengono e nega gli altri. L’economia frena, i dazi peggioreranno le cose e ancora non ci ha detto come intende aiutare imprese e lavoro. L’occupazione cresce più del Pil, e non aumentano le ore lavorate: sono dati eloquenti».
Meloni però ha promesso una cura per il ceto medio.
«Sembra sempre che sia arrivata al potere ieri, mentre governa da tre anni».
La convince il piano casa?
«Anche qui. Noi sono tre anni che diciamo che c’è un’emergenza abitativa e facciamo proposte, Salvini ha annunciato almeno trenta volte un suo piano casa, ma l’unica cosa che hanno fatto è stato togliere il fondo per l’affitto, 330milioni per chi rischiava lo sfratto».
Qual è la vostra proposta?
«Il fondo va ripristinato e triplicato e occorre recuperate le case popolari sfitte. Quando ero vicepresidente in Emilia Romagna con un investimento di dieci milioni abbiamo recuperato 730 alloggi in sette mesi. Pensi agli studenti fuorisede: con gli affitti alle stelle si mina il diritto allo studio. È un tema enorme. Ma fin qui la destra ha fatto solo condoni».
Si aspettava l’attacco ai magistrati?
«La strategia prevede un nemico al giorno: giudici, opposizione, l’Europa, la cultura, tutto va bene pure di mascherare le magagne. Vogliono sottoporre la magistratura al controllo dell’esecutivo, come sogna Trump, perché non sopportano di essere sottoposti alla legge, si credono al di sopra».
L’Europa ora non vuole copiare il modello Albania?
«Ma hanno buttato un miliardo per calpestate diritti fondamentali, soldi che si potevano spendere per assumere medici e infermieri negli ospedali. Vuole sapere cosa mi ha detto una signora di Bergamo che deve togliersi il gesso della gamba fratturata a giugno?».
Quando glielo tolgono?
«Nel pubblico a luglio 2026. Chi ha i soldi va dai privati, gli altri smettono di curarsi. Secondo l’Istat sono sei milioni di italiani, erano quattro e mezzo un anno prima. E Meloni continua a parlare del più grande investimento mai fatto sulla sanità pubblica».
Però è stata molto applaudita, dal popolo di Cl.
«E non ha detto una sola parola su come alleviare la pressione dei dazi».
Cosa farebbe se fosse al governo?
«Due cose, per cominciare. Introdurre il salario minimo, che c’è in ventidue paesi. Com’è noto la nostra proposta la destra l’ha messa sul binario morto, ma la riproporremo. E in secondo luogo intervenire sul costo dell’energia. Disallinearlo da quello del gas, ed impedire così di avere le bollette più care d’Europa. È una delle principali ragioni di perdita di competitività delle imprese».
Perché non lo fa?
«Perché non vuole intaccare gli extraprofitti di un pugno di imprese energetiche a scapito di tutte le altre».
Lei disegna un quadro cupo, ma Meloni fa notare che la stampa internazionale riconosce la stabilità italiana.
«Ma è una stabilità fittizia, che si regge su un patto di potere sulle riforme: il premierato a Fratelli d’Italia, l’autonomia differenziata alla Lega, la giustizia Forza Italia. In realtà litigano su tutto. E hanno umiliato il ministro sulla sanità sui vaccini».
Su Gaza Meloni dice che voi firmate le mozioni e loro salvano i bambini.
«L’ho trovato uno dei passaggi più gravi del monologo. Intanto perché calpesta il ruolo del Parlamento. Su Gaza finora solo parole tardive, niente atti concreti. Non interrompono la collaborazione militare con israele, sostenendo un governo criminale. A frenare una posizione più netta sono rimasti solo il governo tedesco e italiano. il nostro è governo è ideologicamente subalterno a Netanyahu e Trump».
Che autunno sarà?
«Di lotta. In Europa bisognerebbe subito pensare a mettere in cantiere gli investimenti comuni, altrimenti dopo il Pnrr rischiamo una brusca frenata dell’economia. Al Meeting Meloni con grande ipocrisia ha finto di essere d’accordo ma non ha mai fatto questa battaglia, e ha sempre difeso i veti nazionali che ci riducono al margine».
Si è riposata questa estate, segretaria?
«Non molto, incombono le regionali e vogliamo fare bene».
In Campania è fatta per Fico?
«Stiamo arrivando a chiudere nelle sette regioni al voto alleanze inclusive e plurali, siamo già in campo in quasi tutte mentre la destra finora ha ufficializzato un solo candidato: li batteremo».
Prodi ha detto a Repubblica che in Italia l’opposizione non esiste.
«Le ultime elezioni locali e regionali le abbiamo vinte unendo tutte le forze alternative alla destra, e puntiamo a fare lo stesso anche con il voto in autunno. Siamo uniti anche in Parlamento su molte priorità, e spesso nelle piazze, come ha dimostrato la grande manifestazione per Gaza lo scorso 7 giugno a Roma».