CITTÀ DEL VATICANO – I politici cattolici devono avere «il coraggio di dire a volte “‘no, non posso!”, quando è in gioco la verità». Leone XIV ha pronunciato queste parole in un contesto molto circoscritto, l’udienza a piccolo gruppo di amministratori locali francesi, ma il concetto vale per tutti i credenti impegnati in politica. Ci sono questioni fondamentali sulle quali non è possibile un compromesso. «Sono ben consapevole che l’impegno apertamente cristiano di un responsabile pubblico non è facile, in particolare in certe società occidentali in cui Cristo e la sua Chiesa sono emarginati, spesso ignorati, a volte ridicolizzati», ha detto Prevost. «Non ignoro neppure le pressioni, le direttive di partito, le “colonizzazioni ideologiche” — per riprendere una felice espressione di papa Francesco — a cui gli uomini politici sono sottoposti. Devono avere coraggio: il coraggio di dire a volte “no, non posso!”, quando è in gioco la verità».
CITTÀ DEL VATICANO – I politici cattolici devono avere «il coraggio di dire a volte “‘no, non posso!”, quando è in gioco la verità». Leone XIV ha pronunciato queste parole in un contesto molto circoscritto, l’udienza a piccolo gruppo di amministratori locali francesi, ma il concetto vale per tutti i credenti impegnati in politica. Ci sono questioni fondamentali sulle quali non è possibile un compromesso. «Sono ben consapevole che l’impegno apertamente cristiano di un responsabile pubblico non è facile, in particolare in certe società occidentali in cui Cristo e la sua Chiesa sono emarginati, spesso ignorati, a volte ridicolizzati», ha detto Prevost. «Non ignoro neppure le pressioni, le direttive di partito, le “colonizzazioni ideologiche” — per riprendere una felice espressione di papa Francesco — a cui gli uomini politici sono sottoposti. Devono avere coraggio: il coraggio di dire a volte “no, non posso!”, quando è in gioco la verità».
Il Papa si è rivolto a una quarantina di sindaci e consiglieri comunali della regione della Val-de-Marne, a sud-est di Parigi, rappresentanti dei diversi partiti. Se in questi mesi il dibattito politico che ha più arroventato il cattolicesimo francese è quello sul fine vita, e negli anni passati non sono mancate scintille tra l’episcopato e Macron sulla bioetica, Leone ha evitato riferimenti precisi ed è entrato nel concreto solo quando ha elencato «le grandi questioni sociali» che gli amministratori locali devono affrontare quotidianamente, «come la violenza in alcuni quartieri, l’insicurezza, la precarietà, le reti della droga, la disoccupazione, la scomparsa della convivialità».
Prevost è stato invece sferzante nei confronti di un certo modo di intendere la laicità Oltralpe, quando ha elogiato l’impegno dei politici cattolici, «tanto più lodevole in quanto non è facile in Francia, per un eletto, per una laicità a volte fraintesa, agire e decidere in coerenza con la propria fede nell’esercizio di responsabilità pubbliche». Parole non nuove se si pensa che anche Francesco ha preso di mira la laicité à la francaise, che, ebbe a dire, «ha una colorazione ereditata dai Lumi troppo forte» e tende a vedere le religioni «come una sotto-cultura».
Il Papa nato a Chicago ha invitato gli amministratori francesi ad «approfondire la dottrina — in particolare la dottrina sociale — che Gesù ha insegnato al mondo», non per rivendicare una alterità, perché «i suoi fondamenti sono in sintonia con la natura umana, la legge naturale che tutti possono riconoscere, anche i non cristiani, persino i non credenti». Essa, ha detto, «mira al bene di ogni essere umano, all’edificazione di società pacifiche, armoniose, prospere e riconciliate».
Per Leone il messaggio salvifico cristiano tutte le dimensioni della vita umana «quali la cultura, l’economia e il lavoro, la famiglia e il matrimonio, il rispetto della dignità umana e della vita, la salute, passando per la comunicazione, l’educazione e la politica». Per questo «il cristianesimo non si può ridurre a una semplice devozione privata». In questo senso, «non c’è separazione nella personalità di un personaggio pubblico: non c’è da una parte l’uomo politico e dall’altra il cristiano. Ma c’è l’uomo politico che, sotto lo sguardo di Dio e della sua coscienza, vive cristianamente i propri impegni e le proprie responsabilità». Pronto, in alcuni casi, a dire no.