Conte e il campo largo: “Non siamo i guastafeste. In Puglia il Pd decida se vuole il rinnovamento”
di Ernesto Ferrara“Non siamo noi i guastafeste”, rivendica Giuseppe Conte dal palco del Festival 'Fornaci Rosse' a Vicenza. Il Pd ancora non sbroglia la matassa pugliese e anche quella campana, bloccate tra De Luca e Emiliano, e il leader del Movimento 5 Stelle punzecchia. Tiene a dire che il M5S nel campo largo c’è, anzi lavora già “per costruire l’alternativa in vista del 2027”, sui territori, sui programmi, dalla Toscana alle Marche, perché “le regionali sono un pilastro di questo progetto per costruire un’alternativa al governo Meloni” che sta “sprecando i 209 miliardi del Pnrr” e “sta finanziando un folle piano di riarmo che sarà difficilissimo interrompere se torneremo a governare”.
Ma è il Pd che si deve decidere, sferza Conte. In Puglia e in Campania, per stare alle regionali. E anche in politica estera con il campo largo molte cose andranno chiarite, avverte: “All’interno delle forze di opposizione prevalgono posizioni diverse, anche confuse. Ma non si può fare confusione quando si tratta del …
“Non siamo noi i guastafeste”, rivendica Giuseppe Conte dal palco del Festival 'Fornaci Rosse' a Vicenza. Il Pd ancora non sbroglia la matassa pugliese e anche quella campana, bloccate tra De Luca e Emiliano, e il leader del Movimento 5 Stelle punzecchia. Tiene a dire che il M5S nel campo largo c’è, anzi lavora già “per costruire l’alternativa in vista del 2027”, sui territori, sui programmi, dalla Toscana alle Marche, perché “le regionali sono un pilastro di questo progetto per costruire un’alternativa al governo Meloni” che sta “sprecando i 209 miliardi del Pnrr” e “sta finanziando un folle piano di riarmo che sarà difficilissimo interrompere se torneremo a governare”.
Ma è il Pd che si deve decidere, sferza Conte. In Puglia e in Campania, per stare alle regionali. E anche in politica estera con il campo largo molte cose andranno chiarite, avverte: “All’interno delle forze di opposizione prevalgono posizioni diverse, anche confuse. Ma non si può fare confusione quando si tratta del futuro dei nostri figli. Col piano di riarmo stiamo assumendo impegni che sarà faticosissimo rivedere quando saremo al governo. E non trascuriamo i fondi di investimento internazionali che si sono già buttati sugli armamenti. Con i dividendi che stanno ricavando contano più dei governanti. Il riarmo sta ponendo un problema che non stiamo percependo, in Germania il dibattito si è già avviato. Non puoi riarmare tutta l’Europa e non incrementare l’esercito. Il punto è la reintroduzione della leva obbligatoria, il tema si porrà anche qui. Ma i nostri figli non devono andare in guerra. Noi siamo e saremo contrarissimi al ritorno della leva obbligatoria” chiarisce Conte.
Pragmatico ma con molti paletti, il leader M5S. E’ in Veneto e spinge il candidato del centrosinistra alle regionali Giovanni Manildo: “L’era Zaia è finita”. Insiste sul reddito di cittadinanza: “Dovremo sempre lavorare per un sostegno di dignità. E perché, qui in Veneto il bonus Zaia cos’è? Non si può affamare la popolazione mentre si finanzia la guerra. Lavoriamo per migliorare lo strumento del reddito ma non si può eliminare il tema”. Sulla prospettiva del campo largo rilancia: Ci rendiamo perfettamente conto che serve un’alternativa. Non possiamo permetterci altri 5 anni di plateale incapacità. Meloni e la sua svolta moderata sono una truffa. Noi lavoriamo in silenzio per l’alternativa. Penso alle Marche con Ricci, abbiamo fatto un lavoro interno forte dopo l’avviso di garanzia. Come in Toscana con Giani contro cui abbiamo fatto 5 anni di opposizione. Ma prendiamo la Puglia: noi ci siamo, Decaro è un candidato forte e chiede rinnovamento. Ma siamo impallati perché il Pd si deve decidere. Decaro è competitivo, se non volete il rinnovamento andiamo da soli ma non ci chiedete di perpetuare il sistema di oggi che è franato sotto molte inchieste giudiziarie. Non siamo guastafeste” tiene a dire Conte. Idem in Campania: “Spero di poter andare a Napoli, nei prossimi giorni, e di concludere il coronamento ufficiale di questo percorso e lo farò da lì" che vedrebbe l'ex presidente della Camera, Roberto Fico, del Movimento 5 Stelle, correre per la carica di presidente della Regione. "Il processo è ancora in corso e stiamo cercando di capire il percorso travagliato del Pd, ora pare che ci sia questa schiarita" insiste Conte. La prospettiva di fare il presidente del Consiglio per la terza volta? “Lasciateci lavorare. Ridurre il lavoro del Movimento all’ambizione personale vuole dire che non avete capito chi sono e chi siamo” dice il leader del Movimento. Anche sulle questioni internazionali Conte ha un messaggio al Pd e al campo largo: “Non potete dirci che dettiamo la linea, noi abbiamo una linea. E’ diversa la vostra? Confrontiamoci. Ma noi abbiamo questa linea. E i principi e i valori non sono negoziabili per noi. Noi in questo nuovo corso siamo più radicali di prima”.
Su Gaza stoccata a Meloni: “Ho provato un sentimento di profondo dispiacere. Su Gaza dopo due anni di complicità, Meloni si permette di fare polemiche sulle nostre mozioni, vergogna. Perché si è superato adesso il limite? 50-60mila palestinesi morti andavano bene? Per non parlare delle migliaia di bambini morti". Cosa ha fatto in due anni Meloni di fronte a tutte le misure che doveva prendere? Non è ipocrita dire che oggi si è superato il limite?. E allora perché la premier domani mattina non dispone in Consiglio dei Ministri il totale embargo da portare in Europa? E perché non interrompono il memorandum di cooperazione militare ancora attuato Italia-Israele? A Gaza sta morendo gente sotto le bombe, siamo alla carestia e per molti è un processo irreversibile, perché molti palestinesi anche se fossero ricoverati non riuscirebbero a recuperare nonostante le cure”. Per il presidente M5S a Gaza occorrerebbero “i caschi blu”.
Rilancia anche il reddito di