Da TeleMeloni a Meloni, Chiocci lascia la direzione del Tg1: sarà il portavoce della premier
ROMA – Il direttore del Tg1 Gianmarco Chiocci si appresta a diventare il nuovo portavoce di Giorgia Meloni. La notizia è stata pubblicata oggi dal Foglio. Il giornalista dovrebbe assumere il nuovo incarico il 15 settembre, anche se è possibile che i tempi diventino più stretti.
L’ipotesi che Chiocci potesse sancire una svolta professionale di questo tipo era sul tavolo di Palazzo Chigi da un bel po’. Uno scenario che incrociava il gradimento dell’attuale direttore del Tg1, convinto della necessità di andare oltre il capitolo Rai, segnato da colpi giornalistici come l’intervista a Gennaro Sangiuliano (costretto a lasciare l’incarico proprio dopo quel colloquio in tv), ma anche da momenti complessi (è di ieri la notizia di un sorpasso del Tg5 nell’edizione serale …
ROMA – Il direttore del Tg1 Gianmarco Chiocci si appresta a diventare il nuovo portavoce di Giorgia Meloni. La notizia è stata pubblicata oggi dal Foglio. Il giornalista dovrebbe assumere il nuovo incarico il 15 settembre, anche se è possibile che i tempi diventino più stretti.
L’ipotesi che Chiocci potesse sancire una svolta professionale di questo tipo era sul tavolo di Palazzo Chigi da un bel po’. Uno scenario che incrociava il gradimento dell’attuale direttore del Tg1, convinto della necessità di andare oltre il capitolo Rai, segnato da colpi giornalistici come l’intervista a Gennaro Sangiuliano (costretto a lasciare l’incarico proprio dopo quel colloquio in tv), ma anche da momenti complessi (è di ieri la notizia di un sorpasso del Tg5 nell’edizione serale del 28 agosto) e da rapporti tesi con i vertici aziendali.
Semmai, era Meloni a considerare con cautela la “chiamata” di Chiocci. Non per ragioni professionali – la premier stima il direttore del Tg1, ne è amica e con lui si consiglia da tempo – ma per la necessità di trovare un sostituto adeguato alla guida della testata ammiraglia dell’informazione di viale Mazzini. E’ possibile che a incidere sia stata anche la necessità di rafforzare la comunicazione della presidente del Consiglio, in vista di un autunno caldissimo, segnato dalla tornata elettorale delle regionali e da uno scenario internazionale in profonda evoluzione. Un nuovo segnale del rapporto molto fluido tra comunicazione meloniana e la galassia giornalistica d’area: prima di Chiocci, anche Mario Sechi, dopo la parentesi a Palazzo Chigi, è andato a guidare Libero e ha firmato un contratto con Rai Cultura.
Nel passato di Chiocci, nato a Gubbio, lunghi anni da cronista al Giornale, culminati nella pubblicazione della notizia della casa di Montecarlo di Gianfranco Fini. E poi ancora la direzione del Tempo e dell’Adnkronos, fino all’approdo al Tg1.
Resta al suo posto nell’attuale ruolo di capo ufficio stampa chi finora ha gestito l’immagine e la comunicazione di Meloni: si tratta di Fabrizio Alfano, un passato all’Agi, poi portavoce di Gianfranco Fini alla presidenza della Camera, infine chiamato dalla premier dopo la già citata e tormentata parentesi di Mario Sechi, durata circa sei mesi. E’ stato Alfano a gestire per due anni il rapporto con la stampa – italiana e internazionale - di Meloni, ma anche la comunicazione del sottosegretario Alfredo Mantovano.
Ora si apre la partita del cambio al vertice del Tg1. Il vero scossone politico provocato dalla chiamata di Chiocci a Palazzo Chigi. Intanto il diretto interessato frena: “Di vero c'è solo che nei giorni scorsi la premier mi ha sondato informalmente per capire una mia eventuale, futura, disponibilità nella gestione della comunicazione, affiancando il collega Fabrizio Alfano che segue già tutta la comunicazione di Palazzo Chigi e del Consiglio dei ministri. Una chiacchierata, come tante altre in questi mesi, a cui non è seguita assolutamente alcuna decisione da parte mia. E' ovvio che qualora dovessi prenderla in considerazione ne informerei per tempo prima l'azienda dimettendomi conseguentemente da direttore del Tg1. Ma allo stato, ripeto, non c'è nulla". Una frenata alla quale ha fatto seguito la riunione di redazione del Tg1 convocata per mezzogiorno, nel corso della quale Chiocci avrebbe preso tempo dicendo ai suoi: “Non me ne vado, sto bene al Tg1”.
“Ho avuto contatti in passato – avrebbe detto Chiocci nel corso della breve riunione con la redazione - come ne ho ogni giorno anche per altre proposte. Sto bene qui dove do l'anima ogni giorno. Da qui al voto ci saranno mille indiscrezioni, lo dico oggi per sempre: quando arriverà davvero una proposta che accetterò, avviserò subito voi e l'azienda”. Un centinaio i colleghi che avrebbero preso parte - in presenza o da remoto - all'incontro. Il direttore sarebbe intervenuto anche sulla questione ascolti del tg - sollevata ieri anche dal Pd, che ha chiesto di portare il caso in Vigilanza - sottolineando che non vanno male e che è cruciale il ruolo dei programmi traino. Avrebbe anche rivendicato che il Tg1, in base ai dati dell'Osservatorio di Pavia, è il telegiornale più equilibrato della Rai. Nella riunione - chiusa dopo appena un quarto d'ora, anche perché a ridosso dell'edizione del Tg delle 13.30 - ci sarebbe stato chi ha ringraziato Chiocci per i chiarimenti, ma anche chi ha dato voce ad alcune preoccupazioni per i rumors che lo indicano appunto come portavoce in pectore della presidenza del Consiglio.