Romeo lancia la Carta della Lega lombarda: l’agenda nordista per recuperare l’anima federalista
di Matteo PucciarelliSono due Leghe molto diverse – una federalista e una schiacciata all'estrema destra – anche se in via Bellerio giurano che non c'è alcuna competizione e tutto può tenersi assieme. Ma intanto Massimiliano Romeo, capogruppo al Senato e segretario lombardo, lancia la sua “Carta della Lega Lombarda”.
Domenica sera, alla festa del partito in Brianza, Romeo ne ha parlato spiegando i punti principali. Tra le proposte figurano poteri speciali per Milano (sul modello di Roma Capitale) e zone economiche speciali nelle aree meno dinamiche della regione, come già accaduto in Umbria e nelle Marche. Poi: maggiore autonomia in sanità per assumere medici e infermieri e ridurre le liste d’attesa; obbligo di restare dieci anni in loco per chi vince i concorsi pubblici regionali; salari parametrati al costo della vita; incentivi alla contrattazione di secondo livello; detassazione sui rinnovi contrattuali; difesa del sistema produttivo lombardo con accordi tra regioni europee avanzate. Un manifesto che …
Sono due Leghe molto diverse – una federalista e una schiacciata all'estrema destra – anche se in via Bellerio giurano che non c'è alcuna competizione e tutto può tenersi assieme. Ma intanto Massimiliano Romeo, capogruppo al Senato e segretario lombardo, lancia la sua “Carta della Lega Lombarda”.
Domenica sera, alla festa del partito in Brianza, Romeo ne ha parlato spiegando i punti principali. Tra le proposte figurano poteri speciali per Milano (sul modello di Roma Capitale) e zone economiche speciali nelle aree meno dinamiche della regione, come già accaduto in Umbria e nelle Marche. Poi: maggiore autonomia in sanità per assumere medici e infermieri e ridurre le liste d’attesa; obbligo di restare dieci anni in loco per chi vince i concorsi pubblici regionali; salari parametrati al costo della vita; incentivi alla contrattazione di secondo livello; detassazione sui rinnovi contrattuali; difesa del sistema produttivo lombardo con accordi tra regioni europee avanzate. Un manifesto che a Pontida, il 21 settembre, i militanti potranno sottoscrivere negli stand regionali. “Questo lavoro rafforza la Lega nazionale”, ha assicurato lui. Difficile dire qualcosa di diverso in un partito irreggimentato com'è la Lega odierna.
Da quando è diventato segretario lombardo, Romeo ha impresso una scossa al partito laddove era nato e dove, dopo anni di commissariamento, la “spinta propulsiva” si era esaurita. Un nuovo protagonismo che di sicuro rischia di aprire tensioni nella coalizione: in Lombardia come in Veneto, la Lega non intende arretrare di un millimetro di fronte agli alleati di Fratelli d’Italia, oggi soverchianti in termini di voti. E anche se la partita si giocherà tra due anni e mezzo, per il dopo-Fontana i lumbard affilano già le armi. Fra le altre cose, Romeo sarebbe un ottimo candidato: conosce bene il Pirellone, fu capogruppo della Lega Nord con Roberto Maroni presidente.
Comunque sia, in prospettiva, l’“agenda lombarda” di Romeo si inserisce in un disegno più ampio di “agenda nord”, che accomuna anche Piemonte, Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Dai presidenti Luca Zaia (uscente), Massimiliano Fedriga e Attilio Fontana fino al ministro Roberto Calderoli, la questione settentrionale resta il cuore pulsante del Carroccio. Una Lega militante vecchia scuola che da un lato soffre le sbandate estremiste di Roberto Vannacci, dall’altro il “gentismo” di Matteo Salvini e il trasformismo della classe dirigente del Centro-sud.