Brosio e il Tg con Fede: “Le sue urla a fin di bene e quando mi tirò dietro la macchina da scrivere”
di Concetto VecchioPaolo Brosio, che ricordi ha di Emilio Fede?
“Mi ha fatto il colloquio di assunzione alle due di notte”.
Alle due di notte?
“Mi aveva dato appuntamento alle tre del pomeriggio, arrivai per tempo, era gennaio, c’era una nebbia mai vista prima, e quindi mi misi in attesa nella redazione del Tg4. Ma proprio quel giorno scoppiò la guerra del Golfo e Fede fece una diretta di dodici ore”.
Non poteva tornare all’indomani?
“Ogni volta che mettevo il naso nel suo ufficio esplodeva un altro missile, e lui mi ricacciava fuori, “è un casino, un casino”, diceva, e quindi l’appuntamento slittava di ora in ora…”.
Poi finalmente venne il suo turno.
“Mi mise in mano una notizia di agenzia che raccontava di un missile caduto in una zona desertica e lì aveva provocato un cratere di sei metri per tre…“Fammi un pezzo da questa agenzia, vediamo se sei capace”, disse Fede.
E lei?
“Mi sono inventato un po’ di cazzate, che dovevo fare? Però quella stessa notte mi prese con la motivazione che lavoravo al Secol…
Paolo Brosio, che ricordi ha di Emilio Fede?
“Mi ha fatto il colloquio di assunzione alle due di notte”.
Alle due di notte?
“Mi aveva dato appuntamento alle tre del pomeriggio, arrivai per tempo, era gennaio, c’era una nebbia mai vista prima, e quindi mi misi in attesa nella redazione del Tg4. Ma proprio quel giorno scoppiò la guerra del Golfo e Fede fece una diretta di dodici ore”.
Non poteva tornare all’indomani?
“Ogni volta che mettevo il naso nel suo ufficio esplodeva un altro missile, e lui mi ricacciava fuori, “è un casino, un casino”, diceva, e quindi l’appuntamento slittava di ora in ora…”.
Poi finalmente venne il suo turno.
“Mi mise in mano una notizia di agenzia che raccontava di un missile caduto in una zona desertica e lì aveva provocato un cratere di sei metri per tre…“Fammi un pezzo da questa agenzia, vediamo se sei capace”, disse Fede.
E lei?
“Mi sono inventato un po’ di cazzate, che dovevo fare? Però quella stessa notte mi prese con la motivazione che lavoravo al Secolo XIX, perché da ragazzo era stato l’unico giornale che gli pagava le corrispondenze da Torino”.
Ma com’era arrivato a Fede?
“Grazie a Silvio Berlusconi, che avevo conosciuto anni prima. Ero l’addetto stampa del Pisa, e il presidente Anconetani mi mandò a prenderlo all’aeroporto. Al Cavaliere feci subito simpatia. “Hai un curriculum che mi piace, sei laureato, parli le lingue, io farò i tg e mi servono degli inviati”. E mi diede il contatto di Marinella Brambilla, la sua segretaria”.
Quindi lei chiama Marinella?
“Ma non subito, tempo dopo. Un’estate mi sono innamorato di una bellissima ragazza di Milano, dirigente della Sipra, che lo scrittore Marco Buticchi mi aveva presentato in spiaggia a Lerici. Ed io volevo assolutamente raggiungerla a Milano, dove lei lavorava. Allora mi ricordai di quel numero della Brambilla, la chiamai, e lei mi fissò un appuntamento con Fede”.
Lei faceva il cronista in provincia.
“E per arrotondare pure il maestro di tennis”.
In molti ricordano le vostre dirette davanti a palazzo di giustizia.
“Cinque ore giorno, a tutte le ore, per sette anni…”
Erano gli anni di Tangentopoli.
“Ed io con Goffredo Buccini, Piero Colaprico, Luca Fazzo, Maurizio Losa della Rai, abbiamo seguito tutto, dall’inizio alla fine…”
Perché la scelse per quel ruolo?
“Ero in Austria per un servizio sulla mummia del Similaun, mi riempiva di richieste, voleva che intervistassi pure la mummia (ride), dimoravo in un albergo che lui conosceva e di cui ricordava le belle cameriere…Fede era così. Poi mi chiama e mi dice che hanno arrestato Mario Chiesa. “Torna subito!” mi ordina. Rientrai con un aereo privato a Milano e lui mi piazzò davanti al tribunale, con gli autobus che mi passavano alle spalle…”
La strigliava in diretta.
“Era un padre padrone, ma pure un maestro della notizia, un genio della televisione. Ti strapazzava a fin di bene, aveva ragione lui”.
Che rapporto è stato?
“Di amore e odio”.
Era nervoso?
“Era sempre agitato, incavolato, ti mandava a quel Paese facilmente. Poi si faceva pace. In me si rivedeva ragazzo, del resto comincia subito con uno scoop sulla Moby Prince”.
E lei aveva raggiunto la sua ragazza.
“Sì, ma quella donna che nel frattempo era diventata mia moglie mi lasciò, perché Fede mi faceva girare il mondo".
Fede ha inventato il giornalismo super fazioso?
“Lui era innamorato di Berlusconi, e lo era ancor prima della discesa in campo. Infatti, io penso che i veri dolori della sua vita siano stati due: la morte della moglie, Diana - le voleva un gran bene anche se era sempre stato un malandrino con le donne - e poi quando lo allontanarono per la storia delle Olgettine. Lì si è sentito tradito. E’ stato come morire”.
Gli deve molto.
“Tutto. Nel 1996 Fabio Fazio mi fece un contratto di tre anni per Quelli che il calcio, una trasmissione da otto milioni di spettatori, poi vennero Sanremo, Domenica In, Linea verde… Una carriera inimmaginabile agli inizi”.
Come la prese Fede quando disse che andava via?
“Mi tirò dietro una macchina da scrivere”.