Cassazione, il Csm si divide: D’Ascola eletto nuovo primo presidente
di Conchita SanninoPrevisioni rispettate. Il Csm si spacca comunque, anche se dinanzi al presidente Sergio Mattarella che presiede e nei toni più istituzionali di Palazzo Bachelet, si preferisce ovviare e cogliere "la ricchezza delle proposte che la magistratura è in grado di offrire al Paese". È quindi Pasquale D'Ascola, il 67enne vice di Margherita Cassano, il fine giurista originario di Reggio Calabria, magistrato civilista di riconosciuto rigore e autore di sentenze importanti, il nuovo primo presidente della Cassazione. Un profilo che, seppur con estrema sobrietà e nella volontà di schivare i riflettori, parla anche di un impegno culturale e politico speso, da cattolico, a sinistra, nelle fila di Movimento per la Giustizia e quindi di Area.
Con 14 voti su 13, nel plenum guidato dal presidente della Repubblica, D’Ascola prevale su Stefano Mogini, segretario generale al Palazzaccio, suo coetaneo, altro curric…
Previsioni rispettate. Il Csm si spacca comunque, anche se dinanzi al presidente Sergio Mattarella che presiede e nei toni più istituzionali di Palazzo Bachelet, si preferisce ovviare e cogliere "la ricchezza delle proposte che la magistratura è in grado di offrire al Paese". È quindi Pasquale D'Ascola, il 67enne vice di Margherita Cassano, il fine giurista originario di Reggio Calabria, magistrato civilista di riconosciuto rigore e autore di sentenze importanti, il nuovo primo presidente della Cassazione. Un profilo che, seppur con estrema sobrietà e nella volontà di schivare i riflettori, parla anche di un impegno culturale e politico speso, da cattolico, a sinistra, nelle fila di Movimento per la Giustizia e quindi di Area.
Con 14 voti su 13, nel plenum guidato dal presidente della Repubblica, D’Ascola prevale su Stefano Mogini, segretario generale al Palazzaccio, suo coetaneo, altro curriculum d’eccellenza, ma con minore anzianità nei ruoli direttivi di legittimità.
Al primo "gli auguri fervidi di buon lavoro" del Capo dello Stato. Che rimarca: "Il sapere giuridico e la lunga esperienza consentiranno al dottor D’Ascola di guidare con efficacia la Corte" e di diventare "un punto di riferimento nel Csm", i cui lavori - tiene a sottolineare il presidente Mattarella - "auspico che si svolgano sempre in un confronto leale e in un dibattito sereno, sempre nell'obiettivo dell'interesse istituzionale". Il riconoscimento del presidente della Repubblica va anche a Mogini, "magistrato di elevato e indiscusso valore". Ma il motivo ricorrente, sia nelle parole di Mattarella, sia negli interventi del vicepresidente Fabio Pinelli e dei consiglieri dei vari gruppi, è la lode per "l'eccellente lavoro svolto dalla presidente Cassano, che con la sua capacità organizzativa ha raggiunto risultati straordinari in Cassazione", per la sua “capacità d’ascolto e profondità di analisi anche nei contributi in Csm”, come ha ricordato Pinelli, e "per il modello di magistrato incarnato dalla presidente”. Alla quale subentrerà il nuovo designato dal 10 settembre prossimo.
A votare per D'Ascola, i gruppi di Area, Md e Unicost, con i togati e laici, insieme al renziano Ernesto Carbone; mentre per Mogini si sono espressi i magistrati e i laici di Mi e destra. Cinque gli astenuti: non solo l'ufficio di presidenza (Pinelli, Cassano e il Procuratore generale presso la Cassazione, Piero Gaeta), ma anche i togati indipendenti, Roberto Fontana e Antonio Mirenda. La cui decisione di non partecipare al voto, denunciando perfino in una conferenza stampa, 24 ore prima, la "degenerazione correntizia" nella spaccatura tra le due figure, è stata al centro di aspre reazioni, in tutte le correnti. Ed è una scelta implicitamente"bacchettata", in plenum, dal lungo e raffinato intervento del Pg Gaeta che ha definito "inaccettabile" ridurre a "mere logiche di appartenenza" o di ricerca di consenso la volontà delle varie aree di orientarsi sulle due proposte.
Ed è un punto su cui è tornato anche il presidente Mattarella. Nel salutare i consiglieri ed augurare al Csm buon lavoro (si tratterebbe dell'ultimo Csm così composto, peraltro, se passasse la riforma sulla separazione delle carriere e sui due Consigli Superiori), il Capo dello Stato ha indicato: "Auspico come sempre che il Csm continui ad assicurare tempestività e trasparenza alle proprie decisioni. Siamo tutti consapevoli che queste devono essere fondate su criteri ed elementi di valutazione al di sopra di pregiudiziarie divisioni di parte".