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Schlein: “Mai così uniti per le regionali. È un avviso a Meloni”

La segretaria del Pd, Elly Schlein

 

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Colloquio con la leader Pd a margine dell’Altra Cernobbio. Il 17 la sfida alla premier: sarà nelle Marche nelle stesse ore
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CERNOBBIO – Maglietta gialla, jeans e sneakers, Elly Schlein arriva nel pomeriggio all’Altra Cernobbio, il contro forum centrato sul tema “addio alle armi!”. È raggiante e si capisce il motivo: in una settimana ha chiuso due accordi che sembravano impossibili, quello con De Luca in Campania (facendogli digerire il candidato Fico) e quello con Antonio Decaro in Puglia. Dopo l’intervento all’oratorio San Giuseppe di Cernobbio, insieme ad Angelo Bonelli, la segretaria dem scambia qualche battuta su quanto sta accadendo nel centrosinistra. «Con la candidatura di Decaro - esordisce - possiamo dire che la coalizione progressista è in campo compatta in tutte le regioni al voto. In queste settimane di lavoro mi ha colpito che non abbiamo litigato su nessun candidato e invece le forze di maggioranza stano ancora litigando sui loro e non sappiamo chi candidano in Veneto, Campania e Puglia».

Schlein guarda a questo punto con ottimismo alla sfida nazionale con Meloni. «Abbiamo una coalizione un…

CERNOBBIO – Maglietta gialla, jeans e sneakers, Elly Schlein arriva nel pomeriggio all’Altra Cernobbio, il contro forum centrato sul tema “addio alle armi!”. È raggiante e si capisce il motivo: in una settimana ha chiuso due accordi che sembravano impossibili, quello con De Luca in Campania (facendogli digerire il candidato Fico) e quello con Antonio Decaro in Puglia. Dopo l’intervento all’oratorio San Giuseppe di Cernobbio, insieme ad Angelo Bonelli, la segretaria dem scambia qualche battuta su quanto sta accadendo nel centrosinistra. «Con la candidatura di Decaro - esordisce - possiamo dire che la coalizione progressista è in campo compatta in tutte le regioni al voto. In queste settimane di lavoro mi ha colpito che non abbiamo litigato su nessun candidato e invece le forze di maggioranza stano ancora litigando sui loro e non sappiamo chi candidano in Veneto, Campania e Puglia».

Schlein guarda a questo punto con ottimismo alla sfida nazionale con Meloni. «Abbiamo una coalizione unita come non si vedeva dal 2005 e stavolta non faremo alla destra il favore di dividerci. Se abbiamo fatto l’accordo alle regionali, figuratevi alle politiche: andremo insieme in tutti i collegi e stavolta vinciamo noi. Lo dicono i sondaggi, basta fare la somma. Per questo vogliono cambiare la legge elettorale, perché hanno paura, altrimenti perché?».

Vincere sarebbe possibile, ma poi come governare con una coalizione che rischia di fare la fine dell’Unione di Prodi? Schlein smentisce questo «luogo comune» e prova a fornire qualche prova di unità anche sul programma. «Sulla sanità, sul lavoro, sulle politiche sociali e ambientali, sul salario minimo, siamo già d’accordo. Sulla politica estera guardate Gaza, ci siamo finalmente ritrovati con il nostro popolo in piazza, tutti insieme noi, AvS e cinque stelle. Anche sulla difesa comune europea, che non è il piano Ursula, i cinque stelle ci sono. Con loro c’è solo una differenza sull’invio di armi all’Ucraina». Resta un altro “piccolo” problema: decidere chi sarà il candidato premier alle prossime elezioni. Ma la segretaria sfoggia tranquillità, oppure sa nascondere bene gli artigli: «Troveremo la soluzione anche per questo problema, occorre solo mettersi d’accordo sul metodo». Quando qualcuno le suggerisce il «metodo» adottato dal centrodestra, ovvero va a palazzo Chigi il leader del partito che prende più voti, “Elly” sorride e non risponde. L’importante ora è concentrarsi sulla battaglia per le regionali, cercando di sfruttare il vantaggio di aver individuato in tutte le sei regioni al voto i candidati presidenti prima degli avversari. «I nostri elettori se ci vedono uniti e convinti vanno a votare compatti. E già noto un cambiamento d’umore. Dovevate vedere che è successo ieri sera a Bisceglie: quando Decaro ha sciolto la riserva e ha accettato la candidatura, da quella piazza stracolma è partito un boato, è stato elettrizzante ed emozionante. Poco prima me lo aveva confidato in privato e ci eravamo abbracciati». Giorni di tensioni, di litigi, di ricatti e minacce che si scioglievano in un attimo. Anche se ancora resta indeterminato il futuro di Michele Emiliano (che ieri ha disertato la festa dell’Unità a Bisceglie, brutto segno). «Emiliano - assicura Schlein - avrà un ruolo a livello regionale o nazionale». Quale ancora però non si sa.

Ora è tempo di buttarsi a capofitto in campagna elettorale, per strappare al centrodestra quante più regioni possibili. A partire dalle Marche, al voto tra due settimane. «Mi concentrerò sui piccoli centri - spiega la segretaria - perché la gente lì non si sente ascoltata. Matteo Ricci ha fatto già qualcosa di straordinario, pensate che ha visitato il 70 per cento dei comuni. E in molti c’è stato in bicicletta!». L’appuntamento clou è però quello del 17 settembre, quando Schlein sarà a Pesaro per un comizio nelle stesse ore in cui è attesa in città Giorgia Meloni. Sarà una sfida all’ok Corral. Un clima molto diverso da quel mesto 2022 quando il centrosinistra si presentava diviso. Schlein rivela un retroscena di quella sfortunata campagna elettorale: «Mi chiamò Enrico Letta per chiedermi una mano e iniziai a girare la mia regione. Ma il morale dei nostri non era a terra, era sottoterra. Prenderlo da lì e lanciarlo in aria non era possibile. Oggi invece la nostra gente vede che siamo uniti, che siamo competitivi, e ci crede».

All’ingresso del contro-forum vendono magliette e altri gadget con la scritta “Tax the rich”, Elly accetta una calamita da frigo come regalo. Stamane sarà dai “ricchi” di villa d’Este a parlare, ma non ci vede una contraddizione: «È giusto interloquire con tutti e naturalmente farlo con la coerenza di sempre».

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