“False dichiarazioni” su Almasri: indagata Bartolozzi. Nordio: “Da lei massima correttezza”
di Giuliano FoschiniLa capa di gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, è iscritta nel registro degli indagati della procura di Roma per “false dichiarazioni” ai giudici del tribunale dei ministri nell’ambito dell’inchiesta sulla scarcerazione del criminale libico Almasri.
Bartolozzi – la più fidata collaboratrice del ministro della giustizia, Carlo Nordio, magistrata ed ex parlamentare – davanti ai suoi colleghi avrebbe offerto una “versione dei fatti”, nel ricostruire le fasi che portarono alla liberazione e al rimpatrio del torturatore, “sotto diversi profili inattendibile e, anzi, mendace”. Così avevano scritto le giudici del tribunale dei ministri negli atti inviati al Parlamento. In particolare rifiutavano la sua spiegazione circa il motivo per cui non abbia sottoposto il provvedimento preparato dagli uffici al ministro Nordio, che avrebbe potuto impedire la liberazione di Almasri.
La capa di gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, è iscritta nel registro degli indagati della procura di Roma per “false dichiarazioni” ai giudici del tribunale dei ministri nell’ambito dell’inchiesta sulla scarcerazione del criminale libico Almasri.
Bartolozzi – la più fidata collaboratrice del ministro della giustizia, Carlo Nordio, magistrata ed ex parlamentare – davanti ai suoi colleghi avrebbe offerto una “versione dei fatti”, nel ricostruire le fasi che portarono alla liberazione e al rimpatrio del torturatore, “sotto diversi profili inattendibile e, anzi, mendace”. Così avevano scritto le giudici del tribunale dei ministri negli atti inviati al Parlamento. In particolare rifiutavano la sua spiegazione circa il motivo per cui non abbia sottoposto il provvedimento preparato dagli uffici al ministro Nordio, che avrebbe potuto impedire la liberazione di Almasri.
Ieri Bartolozzi è stata vista a Palazzo Chigi, scura in volto, mentre attendeva di incontrare il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e probabilmente anche la premier Giorgia Meloni.
Proprio in queste ore la giunta per le autorizzazioni sta chiudendo l’iter della prima fase di discussione per arrivare al voto sulla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dei tre membri del governo: Nordio, appunto, Mantovano e il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. La tempistica della notizia dell’iscrizione di Bartolozzi non sembra per questo motivo casuale. Domani la giunta avrà l’occasione per votare proprio se allargare o meno l’immunità alla Bartolozzi: qualche parlamentare di centrodestra, ancor prima di sapere se la capa di gabinetto fosse o meno indagata, aveva già proposto di farlo.
Intanto, in serata, arriva una nota del ministro Nordio a difesa di Bartolozzi: "Esprimo la mia piena e incondizionata solidarietà al mio Capo di Gabinetto – afferma -. La dottoressa Giusi Bartolozzi, infatti, ha sempre agito nella massima correttezza e lealtà, informandomi tempestivamente ed esaurientemente delle varie fasi della vicenda Almasri e di tutti gli aspetti ad essa relativi. Sulla base di questi ho fondato le mie valutazioni".
Pd: “Subito le dimissioni di Bartolozzi”
Intanto il Pd chiede le dimissioni immediate. La responsabile giustizia, Debora Serracchiani, afferma: "Chiediamo con forza un passo indietro immediato e un'assunzione di responsabilità da parte del governo. La giustizia non può essere amministrata da chi è a sua volta sotto inchiesta per fatti così gravi. E non si evochi il garantismo perché qui stiamo parlando di precondizioni essenziali per assumere e svolgere ruoli così importanti".
"Abbiamo - prosegue - un ministro della Giustizia indagato per favoreggiamento e omissione di atti d'ufficio, e la sua Capo di Gabinetto, Giusi Bartolozzi, per false dichiarazioni ai magistrati in un Paese normale, chi riveste incarichi così delicati avrebbe già rassegnato le proprie dimissioni per rispetto delle istituzioni e dei cittadini”.