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Regionali, tensione nel centrodestra su tempi e candidati. Salvini: chiudiamo subito

Matteo Salvini e Alberto Stefani 

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Ancora nessun nome deciso per Veneto, Campania e Puglia. Zaia apre a Stefani per la successione. Schlein: “Noi compatti, loro divisi”
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La trattativa, nel centrodestra, è ancora in stallo. Fratelli d’Italia vorrebbe legare la scelta dei candidati alle prossime elezioni in Veneto, Campania e Puglia all’esito del voto nelle Marche in programma il 28 e 29 settembre, dove è in corsa il governatore uscente Francesco Acquaroli del partito della premier. Dunque, Giorgia Meloni vorrebbe la garanzia che venga riconfermato il suo presidente e alla luce di questo decidere i prossimi passi con gli alleati.

Matteo Salvini invece chiede di accelerare, ma il vertice di maggioranza previsto in settimana, la data ipotetica era mercoledì, potrebbe slittare. «Non siamo in ritardo, stiamo lavorando», dice il leader di Forza Italia, Antonio Tajani. Niente è deciso, si ripete in via della Scrofa. Anche se, ufficialmente, il capogruppo FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, considera «plausibile» che il dossier si chiuda prima del voto di fine settembre.

Sta di fatto che la segretaria del Pd, Elly Schlein, ai microfoni del Tg3 ha gioco facile p…

La trattativa, nel centrodestra, è ancora in stallo. Fratelli d’Italia vorrebbe legare la scelta dei candidati alle prossime elezioni in Veneto, Campania e Puglia all’esito del voto nelle Marche in programma il 28 e 29 settembre, dove è in corsa il governatore uscente Francesco Acquaroli del partito della premier. Dunque, Giorgia Meloni vorrebbe la garanzia che venga riconfermato il suo presidente e alla luce di questo decidere i prossimi passi con gli alleati.

Matteo Salvini invece chiede di accelerare, ma il vertice di maggioranza previsto in settimana, la data ipotetica era mercoledì, potrebbe slittare. «Non siamo in ritardo, stiamo lavorando», dice il leader di Forza Italia, Antonio Tajani. Niente è deciso, si ripete in via della Scrofa. Anche se, ufficialmente, il capogruppo FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, considera «plausibile» che il dossier si chiuda prima del voto di fine settembre.

Sta di fatto che la segretaria del Pd, Elly Schlein, ai microfoni del Tg3 ha gioco facile per dire che «il centrosinistra è unito» mentre «la destra continua a litigare con i candidati e si dimentica di governare». E anche in Veneto la numero uno del Nazareno, con il candidato Giovanni Manildo, afferma di voler «giocare per vincere» proprio perché questa regione rappresenta il nodo principale per gli avversari.

La Lega continua a rivendicarla. Salvini sabato scorso ha parlato pubblicamente della corsa del suo 32enne vice Alberto Stefani, sciogliendo la riserva su chi vedrebbe come erede di Zaia. Quest’ultimo ha apprezzato: «Non è una sorpresa ma adesso dobbiamo attendere di capire quale sarà la scelta del tavolo nazionale». E sempre il tavolo nazionale dovrà stabilire se dare il via libera o fermare una lista civica a suo nome, che Salvini si è limitato a definire un «valore aggiunto», rinviando tuttavia anche questa decisione.

Nel campo del centrosinistra è ormai chiaro che Azione appoggerà il candidato in Veneto, ma non Roberto Fico in Campania: «Siamo davanti una situazione imbarazzante. Non puoi avere Piero De Luca che candida Roberto Fico che odia Vincenzo De Luca. Va bene l’unità ma c’è un limite di decoro», dice Calenda. E proprio ieri il governatore uscente è tornato a pungere l’aspirante suo successore, la cui candidatura sarebbe stata ufficializzata senza un programma condiviso.

«Stiamo dando un’immagine di politica politicante priva di dignità», dice De Luca: «Se il buongiorno si vede dal mattino, buonanotte». Sullo sfondo la definizione delle liste campane.

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