Cambiano i vertici della fondazione An: corsa per la presidenza della “cassaforte” di FdI
di Lorenzo De CiccoGran giro di nomine ai vertici della fondazione An, la cassaforte della destra italiana (e proprietaria del grosso delle sezioni di FdI). Ieri decine di deputati e senatori di Fratelli d’Italia si sono riuniti nell’assemblea della fondazione di Alleanza nazionale, il vecchio partito di Gianfranco Fini, antenato (dopo il Msi) di quello fondato da Giorgia Meloni. All’ordine del giorno, un bel valzer di incarichi. Ed è solo il primo step. L’assemblea ha eletto il nuovo “comitato dei 100” (Comitato dei partecipanti di diritto e degli aderenti di nomina dell’assemblea), l’organismo che ha il compito di vigilare sull’attività e soprattutto le finanze della fondazione. Un po’ seduta online, un po’ in presenza, nella sala Capranichetta di piazza Monte Citorio. Passaggio delicato, perché il comitato a dicembre dovrà designare il suo nuovo presidente (l’attuale Ignazio La Russa sarà avvicendato in quanto presidente del Senato) e il nuovo Cda. Da cui passano tutti gli atti esecutivi.
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Gran giro di nomine ai vertici della fondazione An, la cassaforte della destra italiana (e proprietaria del grosso delle sezioni di FdI). Ieri decine di deputati e senatori di Fratelli d’Italia si sono riuniti nell’assemblea della fondazione di Alleanza nazionale, il vecchio partito di Gianfranco Fini, antenato (dopo il Msi) di quello fondato da Giorgia Meloni. All’ordine del giorno, un bel valzer di incarichi. Ed è solo il primo step. L’assemblea ha eletto il nuovo “comitato dei 100” (Comitato dei partecipanti di diritto e degli aderenti di nomina dell’assemblea), l’organismo che ha il compito di vigilare sull’attività e soprattutto le finanze della fondazione. Un po’ seduta online, un po’ in presenza, nella sala Capranichetta di piazza Monte Citorio. Passaggio delicato, perché il comitato a dicembre dovrà designare il suo nuovo presidente (l’attuale Ignazio La Russa sarà avvicendato in quanto presidente del Senato) e il nuovo Cda. Da cui passano tutti gli atti esecutivi.
Da tempo a destra si discuteva sul riassetto della fondazione. Alcune caselle sono da rimpiazzare. Nel Cda della fondazione figura ancora Gianni Alemanno, l’ex sindaco di Roma ora agli arresti. Nello stesso board siede Arianna Meloni, la sorella della premier, e diversi big della fiamma, da Fabio Rampelli a Roberto Menia e Antonio Giordano, segretario generale dei Conservatori europei. Le nomine? Fedelissimi di Meloni. Entra il capogruppo alla Camera, Galeazzo Bignami, ma anche Andrea De Priamo, vicino ad Arianna ma pure all’area di Fabio Rampelli, che porta nell’organismo anche Marco Milani. Come detto, questa mano di nomine è il primo passaggio per il rinnovo dei vertici apicali: il post La Russa al vertice del comitato, il rinnovo del Cda. Entro fine anno. È un modo anche per pesare le varie anime del partito di Giorgia Meloni, considerato che la fondazione An annovera a tutt’oggi anche esponenti di altre forze politiche, come Maurizio Gasparri, in Forza Italia da tempo.
La fondazione An è appunto la cassaforte della destra italiana, ne custodisce il patrimonio storico e immobiliare. Il grosso delle sezioni di FdI, come quella di via Sommacampagna, balzata di nuovo sulle cronache di recente per l’occupazione dei locali da parte del movimento giovanile di FdI contro i vertici del partito che avrebbero voluto cambiarne l’utilizzo. E nel patrimonio compare ovviamente anche via della Scrofa, indirizzo che ospita sia il quartier generale dei Fratelli che la redazione del Secolo d’Italia. E la sede della stessa fondazione.