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Mattarella: “Lieto che la pala del Carpaccio torni in Slovenia, cultura elemento che unisce”

(agf)

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Il Capo dello Stato ha parlato nel consiglio comunale di Capodistria
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Capodistria – È l’ultimo atto del viaggio in Slovenia. Sergio Mattarella parla nel consiglio comunale di Capodistria. E qui, a sorpresa, si dice “molto lieto che proprio nei giorni scorsi la Pala del Carpaccio abbia trovato ricollocazione nel luogo per cui era stata originariamente concepita: la chiesa del convento di San Francesco a Pirano”. Per poi aggiungere: “La cultura non sarà mai un elemento di contrapposizione”.

Antefatto. Nei giorni scorsi il senatore di Fratelli d’Italia Roberto Menia e la europarlamentare della Lega Anna Maria Cisint avevano guidato una piccola rivolta da destra contro la ricollocazione, vista come un tradimento nei confronti degli esuli istriani. Al grido l’Italia regala la Pala alla Slovenia avevano mobilitato i giornali d’area, e Cisint aveva anche scritto a Mattarella, chiedendogli di impedire la restituzione. Era dovuto intervenire il presidente di Federesuli, Renzo Codarin, per smentire questa lettura. I rapporti tra sloveni e italiani non sono mai st…

Capodistria – È l’ultimo atto del viaggio in Slovenia. Sergio Mattarella parla nel consiglio comunale di Capodistria. E qui, a sorpresa, si dice “molto lieto che proprio nei giorni scorsi la Pala del Carpaccio abbia trovato ricollocazione nel luogo per cui era stata originariamente concepita: la chiesa del convento di San Francesco a Pirano”. Per poi aggiungere: “La cultura non sarà mai un elemento di contrapposizione”.

Antefatto. Nei giorni scorsi il senatore di Fratelli d’Italia Roberto Menia e la europarlamentare della Lega Anna Maria Cisint avevano guidato una piccola rivolta da destra contro la ricollocazione, vista come un tradimento nei confronti degli esuli istriani. Al grido l’Italia regala la Pala alla Slovenia avevano mobilitato i giornali d’area, e Cisint aveva anche scritto a Mattarella, chiedendogli di impedire la restituzione. Era dovuto intervenire il presidente di Federesuli, Renzo Codarin, per smentire questa lettura. I rapporti tra sloveni e italiani non sono mai stati così buoni, il governo sloveno ha appena finanziato con sei milioni di euro il restauro del Collegio dei Nobili, il liceo degli italiani oggi inaugurato dal Mattarella, e si ipotizza un museo dell’Esodo. E nel segno della riconciliazione e del dialogo è stata la visita del Capo dello Stato ieri a Lubiana, oggi a Capodistria.

La pala ha una storia che attraversa la ferocia del Novecento. Perché dallo Slovenia, dal convento di Pirano, venne portata in Italia nel 1940, per proteggerla dalle razzie naziste, e a Padova rimase, custodita dai frati, per preservarla dai comunisti di Tito. Quindi ora è tornata torna nel suo luogo originario, a Pirano, nel convento di San Francesco. “Una ricollocazione – ha detto Mattarella – a lungo perseguita dalla Provincia italiana di Sant’Antonio di Padova dei Frati minori conventuali. La cultura unisce e riconnette storie, esperienze, rapporti umani”. Poi ha potuto visitare gli altri dipinti di Carpaccio custoditi nella cattedrale dell’Assunta e di San Nazario mentre l’ultima luce della sera tagliava piazza Tito.

“Le relazioni Italia-Slovenia sono un esempio da seguire” aveva detto al liceo, sempre accompagnato dalla presidente slovena Natasa Pirc Musar. La sua attenzione al tema delle minoranze è noto. È un modo per levigare i conflitti, sempre possibili, e in passato drammaticissimi. L’attenzione ai Balcani, volta all’ampliamento dei paesi dell’Est nella Ue, nasce dalla convinzione di far entrare in Europa paesi altrimenti soggetti al gioco russo. L’8 per cento della popolazione in Europa fa parte delle minoranze, e l’ultimo in ingresso, della Croazia, risale a dodici anni fa, ha ricordato a Lubiana. “Troppo tempo senza nuove adesioni”.

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