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Regionali, mire di FdI sulla Lombardia. La Lega fa muro: “Nessuno scambio con il Veneto”

Arianna Meloni

 

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Arianna Meloni a Milano da Fidanza. Zaia rinuncia alla sua lista, lunedì prevista una riunione a Roma. Vannacci all’attacco
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È la Lombardia l’ultimo incaglio a destra. Le trattative sulle regionali d’autunno sono ancora in alto mare. FdI sembra rassegnata a lasciare il Veneto alla Lega, in pole c’è Alberto Stefani, ma chiede compensazioni al Nord. Da segnalare: oggi arriva a Milano Arianna Meloni. La sorella d’Italia parteciperà alla convention meneghina di Carlo Fidanza. È il nome su cui un pezzo di FdI punta forte come successore di Attilio Fontana. Tanto che, non è un mistero, ai Fratelli non dispiacerebbe anticipare le elezioni del Pirellone alla primavera del 2027, anziché a febbraio ‘28, per permettere al governatore uscente di accasarsi a Palazzo Madama, alle politiche. Il Carroccio però rema contro. Lo faceva capire ieri il capogruppo al Senato, Max Romeo: intanto perché, come ripete anche Matteo Salvini in privato, «in Lombardia si vota tra tre anni ed è frettoloso discuterne ora». E in più, mette in chiaro Romeo, «noi vogliamo mantenere le Regioni che governiamo: devono restare alla Lega». Il part…

È la Lombardia l’ultimo incaglio a destra. Le trattative sulle regionali d’autunno sono ancora in alto mare. FdI sembra rassegnata a lasciare il Veneto alla Lega, in pole c’è Alberto Stefani, ma chiede compensazioni al Nord. Da segnalare: oggi arriva a Milano Arianna Meloni. La sorella d’Italia parteciperà alla convention meneghina di Carlo Fidanza. È il nome su cui un pezzo di FdI punta forte come successore di Attilio Fontana. Tanto che, non è un mistero, ai Fratelli non dispiacerebbe anticipare le elezioni del Pirellone alla primavera del 2027, anziché a febbraio ‘28, per permettere al governatore uscente di accasarsi a Palazzo Madama, alle politiche. Il Carroccio però rema contro. Lo faceva capire ieri il capogruppo al Senato, Max Romeo: intanto perché, come ripete anche Matteo Salvini in privato, «in Lombardia si vota tra tre anni ed è frettoloso discuterne ora». E in più, mette in chiaro Romeo, «noi vogliamo mantenere le Regioni che governiamo: devono restare alla Lega». Il partito lombardo è in fibrillazione: in questi giorni si riunirà in Valtellina, con i ministri. E rilancerà l’idea di stipendi differenziati nel pubblico impiego, «per adeguarli al costo della vita», vecchia battaglia lumbard. Ci sarà una “Carta del Nord”, risposta a Roberto Vannacci che intanto insiste: «La vannaccizzazione della Lega continuerà».

Sulla Lombardia Salvini non può cedere. Non alla vigilia di Pontida, in programma il 21 settembre. Il vicepremier però ha fretta di chiudere sul Veneto, per portare proprio sul “pratone” il suo candidato governatore. Gli alleati invece schiacciano sul freno. «Ma vedete quello che succede nel mondo? Ci sono cose più urgenti, non si vota domattina», taglia corto il segretario di FI Antonio Tajani, uscendo da Montecitorio. Più o meno sulla stessa lunghezza d’onda Giovanni Donzelli, capo dell’organizzazione di FdI: «Scegliere il migliore richiede tempo, non si fanno le cose con superficialità».

Anche i Fratelli hanno le loro grane. Meloni non ha deciso chi schierare in Campania, dove la partita è in salita. Rischiare un big come il viceministro Edmondo Cirielli, piazzato meglio nei sondaggi, esporrebbe il governo in caso di sconfitta. Con i civici, stando alle rilevazioni interne, c’è il pericolo di una batosta. Anche se il rettore della Federico II, Matteo Lorito, ieri non negava la possibile discesa in campo: «Il rettore - parole sue - fa il rettore e sta in silenzio».

Quanto al Veneto, Luca Zaia sembra ormai essersi convinto a non presentare la sua lista personale, se sarà Stefani a succedergli. Anzi, valuta di correre da capolista in tutti i collegi, per la Lega. E poi? «Rappresenterò il Veneto, ma in altre sedi», ripete ai suoi. Come dire: non in consiglio regionale, da peone. Probabile che subentri alla Camera, al posto di Stefani. Ma resta in ballo il posto da sindaco di Venezia o, dicono nella sua cerchia, da presidente dell’Eni. Il “Doge” sarà a Roma lunedì.

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