ROMA – Una bufera politica. A scatenarla è il ministro Luca Ciriani che evoca un «clima da Br» e riesce in una sola dichiarazione ad accomunare le Brigate rosse, l'omicidio dell'attivista di destra americano Kirk, gli attacchi in aula a Tajani definito dai 5stelle «influencer prezzolato di Israele» e l'interrogazione di Renzi sul recente viaggio a New York di Meloni.
Inevitabili e dure le reazioni delle opposizioni con il leader Iv che vuole le dimissioni per «il gesto immondo» del ministro e il Pd che non esita a definirlo «delirante» e in preda «a un colpo di sole». Di «attacchi inaccettabili», parla la segretaria dem Elly Schlein che interviene in difesa di Italia viva. «Pensino a governare e non imitino Trump», attacca il dem Francesco Boccia.
Ma da destra insistono, con il capogruppo FdI alla Camera Galeazzo Bignami che parla di «un'aggressione politica scomposta» ai danni dello stesso Ciriani da «chi avvelena il clima ogni giorno», e rivela: il momento è talmente delicato che il…
ROMA – Una bufera politica. A scatenarla è il ministro Luca Ciriani che evoca un «clima da Br» e riesce in una sola dichiarazione ad accomunare le Brigate rosse, l'omicidio dell'attivista di destra americano Kirk, gli attacchi in aula a Tajani definito dai 5stelle «influencer prezzolato di Israele» e l'interrogazione di Renzi sul recente viaggio a New York di Meloni.
Inevitabili e dure le reazioni delle opposizioni con il leader Iv che vuole le dimissioni per «il gesto immondo» del ministro e il Pd che non esita a definirlo «delirante» e in preda «a un colpo di sole». Di «attacchi inaccettabili», parla la segretaria dem Elly Schlein che interviene in difesa di Italia viva. «Pensino a governare e non imitino Trump», attacca il dem Francesco Boccia.
Ma da destra insistono, con il capogruppo FdI alla Camera Galeazzo Bignami che parla di «un'aggressione politica scomposta» ai danni dello stesso Ciriani da «chi avvelena il clima ogni giorno», e rivela: il momento è talmente delicato che il Viminale ha aggiornato i livelli di protezione di politici e istituzioni.
La solidarietà di via della Scrofa conferma che l'iniziativa del ministro per i rapporti con il Parlamento non è di carattere personale. Renzi chiede a Meloni «di mettere una museruola ai pit bull» ma era stata proprio la premier a dare la stura ai suoi commentando i post dei collettivi studenteschi con Kirk a testa in giù. «Questo il clima», ma «noi non ci faremo intimidire», le sue parole.
E proprio di «clima da Br» parla Ciriani. Chi dice che «in fondo l'attivista conservatore se la sia meritata» fa «gli stessi ragionamenti che si sentivano ai tempi di Sergio Ramelli e delle Brigate rosse». Per poi concludere: «Abbiamo scoperto l'odio democratico, dei civili democratici» che «non dicono una parola di umana commiserazione verso un uomo che aveva il torto di non pensarla come loro».
La prima linea di FdI è compatta: «A sinistra giustificano l'assassino», dicono, come ha scritto anche la stampa di destra. Così sempre Bignami su X: «Uccidono un ragazzo, padre di due bimbi e la sinistra non dice una parola perché era di destra. Non cambieranno mai». Mentre il presidente dei senatori Lucio Malan attacca Corrado Formigli per non aver toccato l'omicidio Kirk nella puntata di Piazza pulita: «Una forma subdola per non dover condannare l'episodio e continuare così a strizzare l'occhio a chi ha gioito per la morte di un esponente politico di destra».
Come se la zuffa verbale non fosse già sufficiente, Angelo Bonelli di Avs lancia un allarme concreto e inquietante: «Invitano a uccidermi e Bandecchi, sindaco di Terni e alleato della destra, commenta dicendo che per me finirà male».
In questo quadro tutt'altro che sereno si innesta la dura polemica tra Tajani e Conte. Con il ministro degli Esteri che accusa il Movimento di non essersi scusato per le parole della senatrice Maiorino e anzi lo definisce «alla guida di chi usa un linguaggio violento». La replica del presidente M5S: «La violenza è nel silenzio complice» su Gaza. Controreplica: «Ho chiesto a Conte di non prendere le distanze e non lo ha fatto, vuol dire che è complice».
La vera campagna elettorale per le regionali, a quindici giorni dal voto nelle Marche, è appena cominciata.