Antonio Tajani prende la parola in Senato e subito condanna «la carneficina» in atto a Gaza «sempre più inaccettabile». Poi il ministro degli Esteri annuncia che l’Italia è pronta «a valutare le ulteriori nuove proposte di sanzioni preannunciate dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen». Quindi misure restrittive dell’Unione contro i ministri della Sicurezza interna e delle Finanaze israeliani, Ben Gvir e Bezalel Smotrich, e dure sanzioni nei confronti dei coloni violenti. Un cambio di passo legato anche all’attacco di martedì che il titolare della Farnesina definisce una «violazione della sovranità di uno Stato, il Qatar, che non è parte del conflitto e che, al contrario, è da tempo impegnato, insieme a Stati Uniti ed Egitto, in una preziosa opera di mediazione».
Concetti insufficienti per Elly Schlein: «Da mesi chiediamo sanzioni contro il governo criminale di Netanyahu e l’esecutivo italiano continua a mettere in campo parole ipocrite che non sopportiamo più»…
Antonio Tajani prende la parola in Senato e subito condanna «la carneficina» in atto a Gaza «sempre più inaccettabile». Poi il ministro degli Esteri annuncia che l’Italia è pronta «a valutare le ulteriori nuove proposte di sanzioni preannunciate dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen». Quindi misure restrittive dell’Unione contro i ministri della Sicurezza interna e delle Finanaze israeliani, Ben Gvir e Bezalel Smotrich, e dure sanzioni nei confronti dei coloni violenti. Un cambio di passo legato anche all’attacco di martedì che il titolare della Farnesina definisce una «violazione della sovranità di uno Stato, il Qatar, che non è parte del conflitto e che, al contrario, è da tempo impegnato, insieme a Stati Uniti ed Egitto, in una preziosa opera di mediazione».
Concetti insufficienti per Elly Schlein: «Da mesi chiediamo sanzioni contro il governo criminale di Netanyahu e l’esecutivo italiano continua a mettere in campo parole ipocrite che non sopportiamo più». Dunque, spiega la segretaria del Pd a Reggio Calabria in tour elettorale, se Giorgia Meloni «vuole dare un segno interrompa il memorandum militare con il governo di Israele e riconosca subito lo Stato di Palestina».
Feroce il M5S, che sta cercando di ritagliarsi un suo protagonismo nella difesa della popolazione palestinese. La senatrice Alessandra Maiorino non approva la linea del ministro considerandola troppo filo Netanyahu e in Aula lo accusa di «raccontare favolette» comportandosi «come uno di quegli influencer prezzolati dal governo israeliano».
La maggioranza protesta, l’Aula si scalda e dagli scranni c’è chi alza la voce. Il centrodestra fa quadrato, la prima a parlare è la senatrice Licia Ronzulli per Forza Italia: «Si potrebbe rispondere con correttezza, soprattutto per quanto riguarda il linguaggio». Poi è lo stesso Tajani a replicare, questa volta dall’emiciclo di Montecitorio: «Se vengo accusato di essere un influencer prezzolato da Israele, vuol dire che io, come ministro, sono corrotto da uno Stato straniero per compiere azioni criminose». Lasciando l’Aula il titolare della Farnesina è ancora molto infastidito: «Dimostrino che sono prezzolato, sono uno che ha rinunciato a mezzo milione di euro di buona uscita da commissario europeo. Avrò tanti difetti ma sull’onestà non mi si può dire niente». E poi aggiunge di non aver ancora ricevuto delle scuse, se le aspetterebbe dal presidente M5S Conte, ma non arriveranno.
Più cauti in Aula i toni del Pd che però non manca di puntualizzare con il presidente dei senatori Francesco Boccia che il governo in politica estera «è inconsistente e fragile». E a Montecitorio la capogruppo Chiara Braga precisa che i dem non hanno «mai messo in discussione l’onestà» del ministro degli Esteri ma «il balbettio è lo specchio dell’ignavia e dell’ipocrisia dell’esecutivo». A Nicola Fratoianni di Avs non è sfuggita quella che definisce «una variazione di tono» da parte del governo ma non la ritiene «sufficiente: a chi governa è richiesto di agire».
Più condivisa la posizione sull’Ucraina all’indomani della violazione dello spazio aereo della Nato da parte di droni russi. «L’attacco al territorio polacco – spiega Tajani - è un fatto gravissimo e inaccettabile, un’offesa alla sicurezza dell’intera area euro-atlantica». Anche se Davide Faraone, vice presidente di Italia viva, fa notare che la posizione dell’Italia sul conflitto a Kiev «è più vicina a quella del presidente dell’Ungheria Orbán che a quella dei Volenterosi».