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Cinecittà, Amato (M5S): “Si deve far luce, oggi il cinema è ridotto alla fame”

Gaetano Amato, M5S

 

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Intervista al deputato M5S Gaetano Amato
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ROMA – «Ora si faccia finalmente luce su come sono spesi i soldi pubblici e chi ne ha approfittato». Il deputato M5S Gaetano Amato ha presentato i due esposti in seguito ai quali la procura di Roma ha aperto cinque differenti fascicoli per approfondire eventuali illeciti nei finanziamenti al cinema: «Nessuno ha risposto alle mie interrogazioni parlamentari in cui chiedono di sapere come l’ex direttore di Cinecittà, Chiara Sbarigia, utilizzava i soldi pubblici, per esempio di Cinema revolution».

Sotto la lente degli investigatori anche l’ex società dell’attuale ad di Cinecittà, Manuela Cacciamani.

«Sì, ho chiesto di far luce anche sulla One more picture di Cacciamani, scelta dalle sorelle Meloni, e sui finanziamenti ricevuti per i film di Giulio Base».

Al centro di tutt…

ROMA – «Ora si faccia finalmente luce su come sono spesi i soldi pubblici e chi ne ha approfittato». Il deputato M5S Gaetano Amato ha presentato i due esposti in seguito ai quali la procura di Roma ha aperto cinque differenti fascicoli per approfondire eventuali illeciti nei finanziamenti al cinema: «Nessuno ha risposto alle mie interrogazioni parlamentari in cui chiedono di sapere come l’ex direttore di Cinecittà, Chiara Sbarigia, utilizzava i soldi pubblici, per esempio di Cinema revolution».

Sotto la lente degli investigatori anche l’ex società dell’attuale ad di Cinecittà, Manuela Cacciamani.

«Sì, ho chiesto di far luce anche sulla One more picture di Cacciamani, scelta dalle sorelle Meloni, e sui finanziamenti ricevuti per i film di Giulio Base».

Al centro di tutto c’è la riforma del tax credit, che giudizio dà al lavoro della destra?

«Il mondo del cinema è ai minimi storici, maestranze che non sanno come tirare avanti, il 60 per cento degli attori non ha la minima idea di cosa farà nei prossimi sei mesi. Un’intera filiera ridotta alla fame. Questo è il risultato del gran lavoro fatto da Lucia Borgonzoni e da questo governo. Il cinema italiano sta attraversando il periodo più buio della sua storia».

Come cambierebbe la legge?

«Sicuramente la legge del 2016 andava modificata, ma quello era compito di chi la gestiva. Cioè Lucia Borgonzoni. Dov’era quando il produttore di Kauffman percepiva centinaia di migliaia di euro per film mai fatti? Gli ultimi soldi li ha avuti nel 2024. In tre anni di governo sono stati in grado solo di peggiorare quanto già in atto».

Quindi cosa proponete?

«Abbiamo offerto più volte il nostro aiuto per legiferare a favore del cinema e non degli amici degli amici. L’hanno sempre rifiutato andando avanti come carri armati. Abbiamo depositato una mozione che lunedì andrà in Aula a firma del presidente Conte e ha già avuto il gradimento di associazioni e addetti ai lavori. La presenteremo martedì alla stampa».

Ufficialmente il ministero della Cultura difende Cacciamani, vede invece una faida all’interno del dicastero?

«La copertura politica a Cacciamani viene data dalle sorelle Meloni, visto che sono state loro ad indicarla per quel ruolo. Borgonzoni deve obbligatoriamente coprirla, perché ne è compartecipe nelle azioni. Se invece fosse estranea ci dovrebbe spiegare come mai non si è accorta di nulla».

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Riceviamo e pubblichiamo

Gentile Direttore, le scrivo in merito all’intervista da voi pubblicata il 13 settembre a firma di Gabriella Cerami. È evidente che l'onorevole Amato non ha ben chiaro il ruolo che ho ricoperto a Cinecittà, di cui sono stata Presidente, e non direttore come riportato nell’articolo. L'onorevole Amato mi attribuì più volte anche il ruolo di "Consulente della Sottosegretaria", altro incarico che non ho mai ricoperto. Ad ogni modo, l'Organigramma dell'Azienda è pubblico e facilmente consultabile sul sito di Cinecittà, così come le deleghe relative ad ogni incarico. In qualità di Presidente di Cinecittà, io non avevo deleghe operative per le quali potessi disporre di fondi. Queste prerogative sono riservate all'Amministratore Delegato, che nelle ultime due Governance ha anche assunto il ruolo di Direttore Generale. Tra queste, rientrano ovviamente anche le campagne di comunicazione sull'iniziativa promossa dal Ministero della Cultura "Cinema Revolution".

Cordiali saluti,

Chiara Sbarigia, Presidente di APA

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