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Cuperlo: “Questa destra vuole screditare l’antifascismo e usa toni da irresponsabili”

Gianni Cuperlo 

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Intervista al deputato Pd: “Scomodare per una polemica politica le presunte responsabilità dell’altro campo risponde a una logica di avvelenamento dei pozzi”
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ROMA – Gianni Cuperlo risponde al telefono da Milano. «Sto per salire su un palco per presentare l’autobiografia di Maurizio Landini. In quel libro c’è un passaggio sul sindacalista Guido Rossa, che nel 1979 a Genova aveva denunciato le infiltrazioni brigatiste nello stabilimento e per questo venne ucciso dalle Brigate rosse. Con garbo suggerirei a questi esponenti della destra di rileggere le pagine più tragiche della storia recente di questo Paese», dice il deputato Pd, ultimo segretario della Fgci.

Il ministro Ciriani, parlando dell’omicidio di Kirk e delle reazioni a sinistra, evoca le Br e tira in ballo i partiti di opposizione. Dice così: è odio dem.

«Vedo un elemento di incoscienza o di ignoranza sulla storia di questo Paese, una storia dolorosa da questo punto di vista. La violenza politica ha prodotto una scia di odio e di vittime rispetto alle quali la polemica non dovrebbe mai trascendere il senso di responsabilità istituzionale. Scomodare per un argomento polemico, che p…

ROMA – Gianni Cuperlo risponde al telefono da Milano. «Sto per salire su un palco per presentare l’autobiografia di Maurizio Landini. In quel libro c’è un passaggio sul sindacalista Guido Rossa, che nel 1979 a Genova aveva denunciato le infiltrazioni brigatiste nello stabilimento e per questo venne ucciso dalle Brigate rosse. Con garbo suggerirei a questi esponenti della destra di rileggere le pagine più tragiche della storia recente di questo Paese», dice il deputato Pd, ultimo segretario della Fgci.

Il ministro Ciriani, parlando dell’omicidio di Kirk e delle reazioni a sinistra, evoca le Br e tira in ballo i partiti di opposizione. Dice così: è odio dem.

«Vedo un elemento di incoscienza o di ignoranza sulla storia di questo Paese, una storia dolorosa da questo punto di vista. La violenza politica ha prodotto una scia di odio e di vittime rispetto alle quali la polemica non dovrebbe mai trascendere il senso di responsabilità istituzionale. Scomodare per un argomento polemico, che peraltro non ha né capo né coda, le presunte responsabilità dell’altro campo politico risponde a una logica di avvelenamento dei pozzi. È davvero irresponsabile, mi auguro che sia una dichiarazione dal sen fuggita, anche se ne dubito, trattandosi di un ministro della Repubblica ed essendo parole che seguono altre dichiarazioni, perfino della presidente del Consiglio, che riposta sui social una sciagurata immagine, facendo intuire che ci sia una sorta di tacito consenso nel centrosinistra verso posizioni irricevibili e da condannare. Voglio sperare che sia una triste parentesi. Temo di no».

Meloni ha pubblicato il post di un semisconosciuto gruppo di estrema sinistra, che ha accostato la foto di Kirk alla scritta “-1”. Scrive la premier: «Questi sono i sedicenti antifascisti». È il tentativo di sfruttare l’assassinio di Orem per screditare l’antifascismo?

«Per Meloni questo è un evergreen. Mi sono perfino stancato di chiedere che si dichiari antifascista: non lo è, non lo è stata nella sua biografia e nella sua militanza, non lo è ora che occupa un posto di responsabilità al governo del Paese. Il fatto che la sua parte politica continui a negare la matrice antifascista della nostra Carta costituzionale dice molto sulla loro cultura storica e istituzionale. La Costituzione loro non l’hanno scritta e a volte credo non l’abbiano nemmeno letta».

Sulla vicenda di Kirk c’è stata in alcuni ambienti di sinistra una certa reticenza nel condannare?

«Nel modo più assoluto no. Stiamo parlando di un omicidio messo in atto da un giovane di 22 anni fanatizzato e radicalizzato che spara a un esponente della destra più reazionaria. Ma non c’è alcuna concessione verso un atto che si manifesta per ciò che è: un assassinio da condannare con la fermezza più assoluta».

La destra invece sta cavalcando l’episodio?

«Sarebbe un atto di profonda irresponsabilità. Una classe dirigente che si comporta come un gruppo estremista che incendia il deposito degli esplosivi pensando che questo porti un po’ di consenso. È miope e irricevibile».

L’omicidio di Kirk è ovviamente ingiustificabile. Ma quel clima d’odio da dove nasce?

«Negli Usa il primo artefice di quel clima d’odio è Trump, per il linguaggio che usa, per la violenza con cui delegittima qualunque forma di dissenso e opposizione».

L’assalto a Capitol Hill.

«Giustificato da Trump, che ha difeso l’approccio eversivo di alcuni fanatici suoi sostenitori. Imputare invece al campo democratico e progressista connivenza con questo clima d’odio è semplicemente folle. E lo ripeto ancora un volta: è un atto di totale irresponsabilità».

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