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“Odio verso di noi”, Meloni accusa la sinistra di fomentare la violenza

(ansa)

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Il discorso dal palco dell’Udc rilancia le tesi secondo cui la destra italiana sarebbe criminalizzata dagli avversari come negli Usa. Crosetto: “Terrorismo verbale”
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La sinistra smetta di «giustificare l’odio politico» perché «il clima, anche qui in Italia, sta diventando insostenibile». Sul palco della piccola Udc, nel centro congressi di un albergone sull’Appia Antica dove i militanti di Lorenzo Cesa attendono l’ora di pranzo (annunciati gnocchi al baccalà), Giorgia Meloni torna sull’omicidio del trumpiano Charlie Kirk in Utah. Per rafforzare il concetto, sostenere che ci siano connivenze o reticenze nella sinistra italiana, tali da fomentare possibili agguati anche nel Belpaese. «L’odio e la violenza politica stanno tornando drammaticamente una realtà, la violenza inizia sempre come violenza verbale ma qualche volta diventa anche violenza fisica», è la tesi che scodella Meloni. La premier bolla come «disumani e spaventosi» alcuni commenti come quello di Piergiorgio Odifreddi. Tesi «impresentabili e pericolose». Meloni sfrutta una dichiarazione del matematico per «chiedere conto alla sinistra italiana di questo continuo minimizzare o addirittura…

La sinistra smetta di «giustificare l’odio politico» perché «il clima, anche qui in Italia, sta diventando insostenibile». Sul palco della piccola Udc, nel centro congressi di un albergone sull’Appia Antica dove i militanti di Lorenzo Cesa attendono l’ora di pranzo (annunciati gnocchi al baccalà), Giorgia Meloni torna sull’omicidio del trumpiano Charlie Kirk in Utah. Per rafforzare il concetto, sostenere che ci siano connivenze o reticenze nella sinistra italiana, tali da fomentare possibili agguati anche nel Belpaese. «L’odio e la violenza politica stanno tornando drammaticamente una realtà, la violenza inizia sempre come violenza verbale ma qualche volta diventa anche violenza fisica», è la tesi che scodella Meloni. La premier bolla come «disumani e spaventosi» alcuni commenti come quello di Piergiorgio Odifreddi. Tesi «impresentabili e pericolose». Meloni sfrutta una dichiarazione del matematico per «chiedere conto alla sinistra italiana di questo continuo minimizzare o addirittura di questo continuo giustificazionismo della criminalizzazione della violenza nei confronti di chi non la pensa come loro». Sono i passaggi salienti del discorso, che rimbalzano nei tiggì, più del resto: i rilanci sulla separazione delle carriere e sul premierato, la prossima finanziaria che, promette, si concentrerà sugli aiuti «al ceto medio». Sugli ammiccamenti alla platea dell’Udc, «ma non vado a caccia di cattolici, anche se c’è chi dice che sono diventata una democristiana 2.0».

Tutto il centrodestra si allinea, batte sullo stesso chiodo, Kirk, per tutto il giorno. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, su X parla di «un terrorismo verbale che potrebbe avere prima o poi conseguenze reali e fisiche violente». Altro big di FdI, Tommaso Foti, ministro degli Affari Ue: «Il clima è avvelenato per deliberata volontà delle sinistre. Sta a chi le rappresenta gettare acqua sul fuoco, anziché benzina, prendendo in modo chiaro le distanze da coloro che follemente equiparano vittime e carnefici». Dalla festa dei giovani azzurri si fa sentire il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani. Come? Puntando il dito contro il M5S, che qualche giorno fa in Parlamento, durante la discussione su Gaza, l’aveva paragonato a un influencer «prezzolato di Israele». Il forzista allora addossa al partito di Conte responsabilità su possibili, eventuali minacce: «Soprattutto da parte del M5S - sostiene - c’è l’uso di un linguaggio di odio che punta ad additare personalmente alcuni personaggi politici come responsabili di nefandezze di cui non hanno alcuna responsabilità. È pericoloso, c’è sempre qualche pazzo che ascolta alla lettera».

Critiche alla destra italiana arrivano però dal referente di Elon Musk in Italia, Andrea Stroppa, un tempo ricevuto alla festa di FdI e a Palazzo Chigi: «Kirk amava il confronto, il dialogo, le conferenze stampa. Parte della destra italiana si sottrae al confronto, ignora i giornalisti, vede le critiche anche legittime come attacchi da parte di nemici». Ogni riferimento a Meloni non pare casuale.

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