Uno squillo di tromba, foderato dalla pacatezza dei toni. «Il comitato l’abbiamo appena costituito, ora tocca a noi», avverte il presidente dell’Anm, Cesare Parodi. «Invito tutti voi a coinvolgere pezzi diversi di società. Associazioni, gruppi culturali, giovani, parrocchie, chiunque. Dobbiamo invitare tutti. Anche i politici, certo: perché negare a qualcuno di sostenere le nostre idee? Sarà dura, forse durissima. Ma la partita del referendum, contro questa riforma sbagliata, resta aperta. Adesso mettiamoci la faccia».
È sera quando il numero uno del sindacato delle toghe,con il segretario Rocco Maruotti, con Marcello De Chiara, Stefano Celli e tutta la giunta, lascia lo studio notarile che ha appena visto nascere il gruppo “A difesa della Costituzione”, presieduto dal magistrato Antonio Diella, (il vice è Gerardo Giuliano, la tesoriera Maria Giulia Locati). Con la separazione delle carriere che correrà veloce nella seconda e definitiva approvazione tra Camera e Senato — già dopodoman…
Uno squillo di tromba, foderato dalla pacatezza dei toni. «Il comitato l’abbiamo appena costituito, ora tocca a noi», avverte il presidente dell’Anm, Cesare Parodi. «Invito tutti voi a coinvolgere pezzi diversi di società. Associazioni, gruppi culturali, giovani, parrocchie, chiunque. Dobbiamo invitare tutti. Anche i politici, certo: perché negare a qualcuno di sostenere le nostre idee? Sarà dura, forse durissima. Ma la partita del referendum, contro questa riforma sbagliata, resta aperta. Adesso mettiamoci la faccia».
È sera quando il numero uno del sindacato delle toghe,con il segretario Rocco Maruotti, con Marcello De Chiara, Stefano Celli e tutta la giunta, lascia lo studio notarile che ha appena visto nascere il gruppo “A difesa della Costituzione”, presieduto dal magistrato Antonio Diella, (il vice è Gerardo Giuliano, la tesoriera Maria Giulia Locati). Con la separazione delle carriere che correrà veloce nella seconda e definitiva approvazione tra Camera e Senato — già dopodomani è in aula a Montecitorio — il tema della discesa in campo dei magistrati occupa ieri i lavori del comitato direttivo Anm.
Tra le scelte imminenti, anche quella della strategia di comunicazione e dell’agenzia cui affidarla, per il no alla riforma Nordio-Meloni: valore 500 mila euro. Una chiamata alle armi che arriva dopo «un’estate di escalation, tra accuse ingiustificate e attacchi ignobili», scandisce il pur mite Parodi (di Mi, il gruppo vicino al governo), in piena unità d’intenti col braccio destro Maruotti (dei progressisti di Area).
«Magistrati killer secondo Musumeci, magistrati cancro per i giornali vicino alla destra — riassume Parodi — Magistrati che parlano troppo e necessitano di infermieri secondo Nordio, fino all’affermazione più inaccettabile di tutte, direi indegna: e cioè che i giudici, in particolare il Tribunale dei ministri, usano il caso Almasri e indagano i ministri, o la collega capo di gabinetto Bartolozzi, per vendicarsi della separazione delle carriere. Ma gli insulti non ci fermano: e se aumentano è perché forse non stiamo sbagliando tutto. Ma alzare i toni è pericoloso per le istituzioni». Maruotti sollecita: «Sono stato a parlare alla Festa dell’Unità, alla Cgil, mi aspetto ci invitino anche alla festa della destra di Atreju, come in passato». E il deputato meloniano Francesco Filini non perde la battuta: «Capisco che abbiano una voglia matta di tornare da noi. Li aspettiamo».