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De Grauwe: “Prevost ha ragione, la soluzione è la patrimoniale”

Il direttore del Dipartimento Europa alla London School of Economics: “Siamo all’ancient regime la conseguenza è l’ascesa delle destre. Il patron di Tesla guadagnerà 2.400 volte la paga di un suo operaio”
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ROMA – Il Papa ha fatto benissimo a sollevare il problema delle disuguaglianze, la questione delle questioni in tutto il mondo. Temo però che perfino la sua voce rimarrà clamans in deserto come quella dei tanti economisti, sociologi, uomini politici, opinionisti, che sistematicamente e non da oggi denunciano questa piaga senza purtroppo ottenere alcun risultato per sanarla». Paul De Grauwe, belga di origine e già deputato progressista al parlamento di Bruxelles, oggi direttore del Dipartimento Europa alla London School of Economics, è però uno che non si arrende: «L’altro giorno — racconta — sono stato invitato a Bruxelles per un seminario riservato con cento capitani d’industria organizzato dal partito liberale, moderati di destra assolutamente no-tax. Bene, a fine giornata ne avevo convinti almeno 50 dell’urgenza di una tassa patrimoniale».

ROMA – Il Papa ha fatto benissimo a sollevare il problema delle disuguaglianze, la questione delle questioni in tutto il mondo. Temo però che perfino la sua voce rimarrà clamans in deserto come quella dei tanti economisti, sociologi, uomini politici, opinionisti, che sistematicamente e non da oggi denunciano questa piaga senza purtroppo ottenere alcun risultato per sanarla». Paul De Grauwe, belga di origine e già deputato progressista al parlamento di Bruxelles, oggi direttore del Dipartimento Europa alla London School of Economics, è però uno che non si arrende: «L’altro giorno — racconta — sono stato invitato a Bruxelles per un seminario riservato con cento capitani d’industria organizzato dal partito liberale, moderati di destra assolutamente no-tax. Bene, a fine giornata ne avevo convinti almeno 50 dell’urgenza di una tassa patrimoniale».

La patrimoniale quindi sarebbe una soluzione?

«Sicuramente sarebbe un provvedimento di grande giustizia sociale. Oggi, con una singolare coincidenza fra tutti i Paesi occidentali, la tassazione sui patrimoni è clamorosamente più favorevole rispetto al trattamento per chi lavora, a parità di reddito lordo: in media il 20% contro il 30-40%. Eppure chi osa proporre la patrimoniale, non sa quante volte è successo a me, viene tacciato di comunismo neanche fosse un orrendo bolscevico rivoluzionario. E la discussione finisce lì».

Dicono che così fuggirebbero gli imprenditori.

«È una bufala colossale. Ampliamo il discorso: in Belgio c’è la più grande fabbrica di birra d’Europa, la InBev. Anche se qualcuno dei titolari se n’è andato in Svizzera, gli impianti produttivi, la base installata compreso l’indotto, la produzione e lo sviluppo, sono rimasti lì. E su di essi le tasse che si pagano sono troppo poche, ancora una volta alle spalle dei lavoratori. Non è solo agli individui che si applica un trattamento di favore ma anche sulle grandi industrie: i tanti aspetti inspiegabili della complessa problematica sulle disuguaglianze. Sembriamo tornati all’ancient regime».

La conclusione sarà altrettanto cruenta?

«Guardi che la conclusione è già in corso, ed è l’ascesa delle destre populiste ovunque, in Francia, Germania, Italia, Gran Bretagna e in tanti altri Paesi. È la risposta assolutamente paradossale delle masse popolari al profondo e doloroso senso di ingiustizia creato da quelle disuguaglianze che il Pontefice ha denunciato, come aveva fatto per anni il suo predecessore Francesco».

Lei dice che è paradossale che del problema si siano impadronite le destre, ma cosa ha fatto la sinistra?

«È come se una cortina fumogena bloccasse qualsiasi tentativo di intervento. La tassa sui patrimoni che dicevamo simboleggia tutto: non accuso nessuno di corruzione, ma com’è possibile un tale silenzio?».

A proposito di simboli, papa Leone ha nominato Elon Musk. E ha detto che la democrazia non sempre risolve le disuguaglianze.

«Ma è la base per una società più giusta. L’America, dove l’1% della popolazione detiene il 39% della ricchezza e il 10% possiede il 91% delle azioni, stando all’Ocse, ormai dobbiamo considerarla una battaglia persa. E una democrazia irrecuperabile. Comandano solo gli straricchi a partire dal presidente. Dispongono di tutte le leve e ogni potere compresi quelli legislativo e temo in parte anche giudiziario. Come nella peggiore oligarchia corrotta fanno e disfanno leggi che consolidano il loro predominio e poi Trump si occupa di imporre all’estero».

E Musk?

«Ma l’ha visto che il board di Tesla sta mettendo ai voti il suo compenso per i prossimi dieci anni? Mille miliardi, 2.400 volte in più di un dipendente. In Europa dobbiamo assolutamente evitare una deriva del genere, anche se a tanti piacerebbe. L’unica è la valorizzazione del nostro welfare state, e ovviamente una tassazione più equa».

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