Lega: la vigilia di Pontida con il nodo regionali, i malumori su Vannacci e l’agenda per il Nord
di Matteo Pucciarelli"Un’agenda per un Nord più libero di gestire le proprie risorse e, allo stesso tempo, solidale e aperto", la definisce il capogruppo al Senato della Lega, Massimiliano Romeo. Domenica a Pontida - sabato si radunano invece i giovani -, tra le righe del comizio classico di riavvio della stagione politica dopo l'estate sul "sacro pratone", le due anime del Carroccio si manderanno più di un segnale. Quelli per il nord "solidale e aperto", affezionati alla vecchia idea del sindacato territoriale, si muovono coordinati contro la falange nera del vicesegretario Roberto Vannacci, che gode della piena protezione di Matteo Salvini.
Il presidente della Lombardia Attilio Fontana, giusto ieri, rispondendo sul generale in pensione e su quale sarà la natura del suo intervento, è stato glaciale: "Non posso anticipare cose che non conosco, sentiremo e poi valuteremo, l'unica cosa certa è che Pontida è la festa della Lega, è la festa dei territori, è la festa dei nostri valori, questa è l'unica cosa ce…
"Un’agenda per un Nord più libero di gestire le proprie risorse e, allo stesso tempo, solidale e aperto", la definisce il capogruppo al Senato della Lega, Massimiliano Romeo. Domenica a Pontida - sabato si radunano invece i giovani -, tra le righe del comizio classico di riavvio della stagione politica dopo l'estate sul "sacro pratone", le due anime del Carroccio si manderanno più di un segnale. Quelli per il nord "solidale e aperto", affezionati alla vecchia idea del sindacato territoriale, si muovono coordinati contro la falange nera del vicesegretario Roberto Vannacci, che gode della piena protezione di Matteo Salvini.
Il presidente della Lombardia Attilio Fontana, giusto ieri, rispondendo sul generale in pensione e su quale sarà la natura del suo intervento, è stato glaciale: "Non posso anticipare cose che non conosco, sentiremo e poi valuteremo, l'unica cosa certa è che Pontida è la festa della Lega, è la festa dei territori, è la festa dei nostri valori, questa è l'unica cosa certa, tutto il resto non lo so". Tradotto: non è la festa di Vannacci, anche se sulla carta sì. Ma è un posizionamento, una insofferenza, abbastanza diffusa. Come da tradizione, anche Fontana parlerà, così pure Luca Zaia e Massimiliano Fedriga. Il capitolo veneto non è stato ancora chiuso, si voleva arrivare al 21 settembre con un accordo di coalizione che premiasse la Lega e invece nulla. Il Doge, lo sta facendo capire in tutte le salse, non ha alcuna intenzione di morire sovranista. La suggestione che si fa strada tra i lighisti, sempre presenti con il leone di San Marco all'appuntamento in provincia di Bergamo, è di uno Zaia che non solo appoggerà l'Agenda nord, ma rimarcherà quella che secondo lui deve essere la natura del Carroccio.
All'ex militare fischieranno le orecchie, in Toscana ha dettato legge sulle liste (da quando ha preso il comando, cinque consiglieri regionali dei sei eletti se ne sono andati o hanno rinunciato a candidarsi) blindando i propri fedelissimi, magari neanche iscritti: se però alle urne non ci sarà lo "tsunami" promesso gliene verrà chiesto conto, a lui come a Salvini. Non c'è l'accordo veneto ma neanche quello con quattro regioni sull'autonomia da portare a mo' di spilla sulla giacca: Salvini durante l'estate aveva promesso a più riprese, nelle varie feste leghiste, che si sarebbe arrivati a Pontida con la firma dei primi protocolli con Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria.
Oggi intanto è previsto un consiglio federale del partito: all’ordine del giorno, tra le altre cose, la manovra economica e la manifestazione di Pontida. L'unico ospite straniero confermato, per ora, è il francese Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National. L'anno scorso Pontida fu una parata in mezzo al fango, e non molto partecipata, dell'internazionale sovranista, con Viktor Orban e Wilders tra gli altri; ma si era a ridosso del giudizio a Salvini del processo su Open Arms e si voleva puntare tutto sulla solidarietà verso chi "combatte il sistema". Sono attese delegazioni della giovanile del Partito repubblicano, di Vox (Spagna), Fidesz (Ungheria) e del Movimento nazionale polacco. E di sicuro ci si aspetta una coreografia speciale sul palco per ricordare Charlie Kirk, l'attivista Maga ucciso negli Usa in una dinamica non ancora chiara.