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Campania e Puglia al voto il 23 e 24 novembre. De Luca: “In arrivo anche il decreto per il Veneto”

De Luca 
Verso l’election day per le Regionali. Il centrodestra attacca per la coincidenza con il terremoto dell’Irpinia del 1980. Salvini approva e assicura: “I candidati dopo Pontida”
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ROMA – Dopo la kermesse leghista, ma più probabilmente dopo il voto nelle Marche. Matteo Salvini alla fine rinuncia a imporre tempi stretti per la scelta dei candidati: «Contiamo di chiudere bene la partita delle regionali dopo il raduno di Pontida», in programma il 21 settembre. Però anche il week end successivo, quello del 28-29 settembre, è cerchiato in rosso perché Giorgia Meloni attende di sapere se il suo Francesco Acquaroli sarà riconfermato governatore nella corsa contro il candidato del centrosinistra Matteo Ricci.

E quindi i tempi si allungano. Solo dopo le Marche la premier potrebbe sciogliere il nodo principale e dare il via libera alla candidatura di un leghista in Veneto, come chiede il suo vice, che infatti ieri è tornato a insistere rivendicando la golden share sulla scelta del successore di Luca Zaia. «Noi — ha detto Salvini — riteniamo di avere persone assolutamente di spessore da offrire alla coalizione. Abbiamo un’ottima classe dirigente come hanno anche gli altri. Diciamo che in Veneto noi ci teniamo particolarmente». Non a caso Salvini continua a sponsorizzare per palazzo Balbi il suo vicesegretario Alberto Stefani: «È uno dei nomi, ha 33 anni non ancora compiuti, ha fatto il sindaco per due mandati, è in Parlamento, ha dimostrato di saper amministrare. Lo mettiamo a disposizione, non imponiamo niente a nessuno». Mentre molti in Fratelli d’Italia non sembrano intenzionati a rinunciare tanto facilmente alla possibilità di esprimere un proprio candidato nella ricca regione del Nord-Est.

Occorre ancora del tempo per trovare l’accordo, ma a disposizione non ce n’è troppo anche perché la data del voto in Campania e in Puglia è stata fissata per il 23 e 24 novembre, e adesso in calendario manca solo quella del Veneto. Probabile comunque che ci sia un election day, come auspicato anche dallo stesso leader leghista.

Prima di tutto però serve superare lo scoglio delle Marche. E infatti oggi i tre leader del centrodestra, Meloni, Tajani e Salvini, saranno ad Ancona per tirare la volata ad Acquaroli. Nelle stesse ore ci sarà la segretaria del Pd, Elly Schlein, a Pesaro insieme a Ricci, intenzionata a riconquistare la regione dopo cinque anni di governo di centrodestra.

Tornando al centrodestra, il nodo non è solo il Veneto. I partiti di maggioranza devono scegliere anche chi sarà il candidato in Puglia e in Campania. «Basta che sia in gamba», dice Salvini riferendosi ai dubbi che in queste settimane il centrodestra vive all’ombra del Vesuvio. La strada del candidato civico resta comunque la più probabile. Tra i nomi che circolano quello del presidente dell’Unione industriali di Napoli, Costanzo Jannotti Pecci, ma in campo ci sarebbero anche il prefetto, Michele Di Bari, il coordinatore unico della Zes, Giosy Romano, il rettore dell’Università Vanvitelli, Gianfranco Nicoletti e quello della Federico II Matteo Lorito.

Nel centrosinistra Roberto Fico è ormai in piena campagna elettorale e intento a preparare un incontro con la coalizione per stilare il programma. Il governatore uscente Vincenzo De Luca, per adesso, dice che non si siederà al tavolo con l’aspirante governatore, pur presentando le sue due liste. Poi parla del suo futuro e fa sapere che non abbandonerà la politica: «Io ho un virus che mi porterà a fare qualcosa. Perché sono come un robot costruito per fare. Se qualcuno vuole, abbiamo un altro quarto di secolo davanti, quindi non vi scalmanate, non vi confondete. È possibile che ci ritroviamo non domani, ma dopodomani». Il presidente uscente sta lavorando alle liste, ma non è detto che ne ottenga due.

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