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Almasri, Nordio: “Nesso tra mio operato e di Bartolozzi, la giudichi il tribunale dei ministri”

Carlo Nordio 

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La maggioranza chiederà all’ufficio di presidenza della Camera di sollevare presso la Corte costituzionale un conflitto di competenza. In caso di accoglimento della richiesta per procedere sarà necessaria l’autorizzazione del Parlamento
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ROMA – La maggioranza chiederà all’ufficio di presidenza della Camera di sollevare presso la Corte costituzionale un conflitto di competenza affinché la capo di gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, possa usufruire dello stesso trattamento riservato ai ministri. Ovvero chiederà che l’inchiesta legata al caso Almasri, il torturatore libico inseguito da un mandato di arresto della Corte penale internazionale che invece di essere fermato dalle autorità italiane fu rimpatriato in Libia su un volo di Stato del nostro Paese, passi dal tribunale di Roma a quello dei ministri. E quindi per procedere sarà necessaria l’autorizzazione del Parlamento, come sta avvenendo per i componenti del governo coinvolti.

Quando manca poco alla riunione della Giunt…

ROMA – La maggioranza chiederà all’ufficio di presidenza della Camera di sollevare presso la Corte costituzionale un conflitto di competenza affinché la capo di gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, possa usufruire dello stesso trattamento riservato ai ministri. Ovvero chiederà che l’inchiesta legata al caso Almasri, il torturatore libico inseguito da un mandato di arresto della Corte penale internazionale che invece di essere fermato dalle autorità italiane fu rimpatriato in Libia su un volo di Stato del nostro Paese, passi dal tribunale di Roma a quello dei ministri. E quindi per procedere sarà necessaria l’autorizzazione del Parlamento, come sta avvenendo per i componenti del governo coinvolti.

Quando manca poco alla riunione della Giunta, chiamata ad esprimersi sulla richiesta di autorizzazione a procedere avanzata dal Tribunale dei ministri nei confronti del guardasigilli Carlo Nordio, del titolare dell'Interno Matteo Piantedosi e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, è lo stesso ministro della Giustizia a confermare l’obiettivo della maggioranza, come è emerso nella memoria difensiva depositata in Giunta. Adesso guarda al passo successivo.

Già oggi la maggioranza chiederà alla Giunta di acquisire gli atti che riguardano Bartolozzi, spiega Nordio in una pausa per bere un bicchiere di vino in buvette mentre in Aula sta per essere approvata la riforma sulla separazione delle carriere. Poi illustra cosa avverrà dopo che il Parlamento avrà bocciato la richiesta di procedere nei loro confronti.“Nel testo del tribunale dei ministri c’è quello che si chiama un nesso teleologico tra quello che avrebbe fatto la capo di gabinetto e quanto fatto dal ministro. Teleologico è quando si commette un reato per occultarne un altro, quindi la connessione è evidente”, dice Nordio.

In pratica il reato di cui viene accusata Bartolozzi dal tribunale di Roma, ovvero false dichiarazioni ai pm, sarebbe connesso all’operato dei ministri, accusati a loro volta: Nordio di omissione di atti di ufficio, tutti e tre di concorso in favoreggiamento, e il ministro dell’Interno e il sottosegretario anche per concorso in peculato. Dunque anche per lei andrebbe chiesta alla Camera l’autorizzazione a procedere. Che ovviamente la maggioranza negherebbe così come sarà negata l’autorizzazione a procedere nei confronti dei ministri, quando il 5 ottobre ne discuterà l’Aula.

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