“Un parterre senza precedenti, d’eccezione”. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, fotografa così la sala Koch “la più ampia del Senato”, stracolma di dirigenti e funzionari dello Stato. “Raramente – dice infatti la seconda carica dello Stato - si sono visti in quest'aula i presidenti emeriti di Senato e Camera Maria Elisabetta Alberti Casellati, Pietro Grasso, Renato Schifani, Pier Ferdinando Casini, Marcello Pera”. In prima fila anche Ugo Zampetti, già segretario generale della Camera e adesso segretario generale del presidenza della Repubblica. Poi tutti i presidenti dei gruppi parlamentari, ma anche il ministro Calderoli, e Gianni Letta, l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio ai tempi di Silvio Berlusconi, più volte citato da La Russa, e tra gli ospiti siede Giulio Napolitano, figlio dell’ex capo dello Stato. Tutti insieme per assistere alla presentazione del volume “Codice parlamentare. Raccolta sistematica delle disposizioni rilevanti per l'attività parlamentare” curato da Federico Silvio Toniato, segretario generale del Senato.
"È un'occasione importante. Il codice parlamentare – aggiunge La Russa - è il modo per ricordare a tutti noi che al di là delle differenze politiche, che sono il sale della democrazia, c'è qualcosa che costituisce la via maestra: il rispetto delle regole nel lavoro parlamentare. Il presidente della Repubblica ci dà sempre questa indicazione: il rispetto delle regole. Questo codice ci dà i paletti, grazie per questo Toniato. Questo insegnamento, questa indicazione viene tradotta da Toniato in comportamenti concreti. Tutte le volte che c'è da avere un confronto con il segretario, lui arriva attenendosi al codice parlamentare che diventa codice etico".
L’ex presidente Casellati anche osserva l’unicità dell’evento: “Non si è mai visto in tutti questi anni una riunione di tanti presidenti emeriti del Senato che testimoniano 25 anni di storia repubblicana. È un evento eccezionale. Il codice parlamentare è uno strumento fondamentale”.
"Questa pubblicazione rappresenta non solo una pregevole raccolta documentale utilissima per operatori e studiosi del diritto parlamentare, ma uno strumento innovativo per i cittadini che vogliano capire con immediatezza, con semplicità, rigore e completezza i passaggi fondamentali delle procedure”, è il giudizio di Schifani. Anche per Casini questo volume “costituisce un contributo significativo e originale utile per tutti coloro che lavorano nelle Camere”. Poi Grasso ricorda che ai tempi in cui era presidente del Senato “ha sempre potuto contare su Toniato come bussola del diritto parlamentare”. Sembra un’opera che “si rivolge ai membri di un setta”, scherza Pera.
Quindi ecco Toniato spiegare l’origine di quest’opera “scritta da chi è in sala e da chi non c’è. Nel 1990 l'allora segretario generale Gaetano Gifuni con la collaborazione del vicesegretario generale Bertolini pensò ad un codice parlamentare molto scarno, essenziale, lapidario, ma che dava il senso di una direzione. Se è vero che l'origine è la meta questa meta è proprio quel tipo di intuizione, non è un merito di chi oggi è in servizio”.