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Cybersecurity alla Difesa, l’esercito potrà assumere hacker per attaccare: il ddl della maggioranza

(ansa)

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Una mossa fatta sentendo comunque il ministro Crosetto che da tempo predica un cambio delle norme. Tensioni con Mantovano. Il disegno di legge ha come primo firmatario e proponente il deputato Nino Minardo
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ROMA – Costruire un quarto ramo nelle forze armate, insieme a esercito, marina e aeronautica: quello per la cybersicurezza. Consentendo al ministero della Difesa di avere competenze in tema di attacchi cyber sia in caso di guerra ma anche in tempo di pace per prevenire eventuali sabotaggi della rete infrastrutturale e digitale del Paese. La maggioranza si muove, di concerto con il ministro Guido Crosetto che da tempo solleva il nodo dell’arretratezza dell’Italia nei nuovi scenari di guerra.

In commissione Difesa alla Camera il presidente Nino Minardo ha presentato una proposta di legge che rivoluziona il sistema delle forze armate facendole entrare in un comparto fino a oggi di stretta osservanza dei servizi segreti e in capo a Palazzo Chigi, segnatamente quindi al sottosegretario Alfredo Mantovano. Non a caso si mormora di un certo attrito in materia tra quest’ultimo e il ministro.

Di certo c’è che in commissione Difesa ci sarà una accelerazione per approvare in fretta il ddl che amp…

ROMA – Costruire un quarto ramo nelle forze armate, insieme a esercito, marina e aeronautica: quello per la cybersicurezza. Consentendo al ministero della Difesa di avere competenze in tema di attacchi cyber sia in caso di guerra ma anche in tempo di pace per prevenire eventuali sabotaggi della rete infrastrutturale e digitale del Paese. La maggioranza si muove, di concerto con il ministro Guido Crosetto che da tempo solleva il nodo dell’arretratezza dell’Italia nei nuovi scenari di guerra.

In commissione Difesa alla Camera il presidente Nino Minardo ha presentato una proposta di legge che rivoluziona il sistema delle forze armate facendole entrare in un comparto fino a oggi di stretta osservanza dei servizi segreti e in capo a Palazzo Chigi, segnatamente quindi al sottosegretario Alfredo Mantovano. Non a caso si mormora di un certo attrito in materia tra quest’ultimo e il ministro.

Di certo c’è che in commissione Difesa ci sarà una accelerazione per approvare in fretta il ddl che amplia le competenze delle forze armate: nel testo di Minardo confluiranno anche le proposte analoghe presentate dalla deputata di Fratelli D’Italia Paola Chiesa e dal vicepresidente della Camera Giorgio Mulè: «A conferma di una manovra complessiva avviata dopo aver ascoltato i vertici dell’esercito e lo stesso ministro in varie audizioni in commissione», dice Minardo.

In breve, nei ddl che saranno unificati si consente al ministero della Difesa di avere accesso agli elenchi delle reti infrastrutturali e informatiche «sensibili» e la possibilità di assumere hacker anche per prepararsi ad attaccare in caso di scenari di guerra. Inoltre verrebbero equiparati agli agenti dei servizi segreti i militari che si occuperanno del comparto cyber. Con questo ddl insomma la competenza in materia di cybersicurezza non sarà più solo di Palazzo Chigi e dei servizi.

Crosetto aveva posto il problema nei mesi scorsi, trovando resistenze. Ma ecco la proposta parlamentare che va in soccorso al ministro: «Questo intervento legislativo — dice Minardo — avviato dopo l’audizione di Crosetto non solo rafforza le capacità operative della Difesa, ma garantisce anche il pieno coinvolgimento del Parlamento. Il ministro riferirà periodicamente alle commissioni competenti della Camera e del Senato e al Copasir». Secondo Mulè non si tratta di togliere competenze ad altri rami dello stato: «Abbiamo la necessità di uscire dall’arcipelago in cui ci muoviamo adesso nel quale le competenze sono sparse. Non si tratta di sottrarre ruoli ad altri».

Ma le tensioni con Palazzo Chigi restano. Non a caso ancora tra Mantovano e Crosetto non si è trovata la quadra sul decreto che il ministro ha pronto e che ridisegna le competenze, aumentandole, dello Stato maggiore e apre anche al tema della cybersicurezza consentendo accessi alle reti sensibili da parte della Difesa. Ma se nel governo ancora si discute, intanto parte l’iter parlamentare che va proprio verso le richieste del ministro e dei suoi generali che chiedono di poter entrare in un settore che, come dimostra la guerra della Russia all’Ucraina, ormai fa parte dei sistemi di danneggiamento del nemico in caso di attacco.

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