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Lega, a Pontida Vannacci tra i cori: “Saremo gli eredi di Charlie Kirk”. E a sorpresa arriva Salvini

Roberto Vannacci

 (ansa)
Al via la kermesse che rende omaggio all’influencer conservatore ucciso (domani ci sono i funerali). Grande accoglienza per l’ex generale. Il leader si presenta dopo i controlli medici per calcoli renali
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Sul “sacro pratone” di Pontida si omaggia Charlie Kirk, personaggio del mondo Maga ucciso in circostanze non ancora chiare, mai citato dal vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini prima dell'omicidio. “Dobbiamo essere gli eredi di Kirk, dobbiamo fare quello che lui faceva, dobbiamo portare in giro ovunque, i nostri principi e le nostre idee. Le idee e i libri non sono sbagliati, non li si combatte né con la censura né con i tribunali né tantomeno a fucilate. Noi qua siamo tutti come Charlie Kirk", dice il vicesegretario ed europarlamentare della Lega, Roberto Vannacci, durante il suo intervento tra i cori dei giovani leghisti.

Un boato accoglie poi l’arrivo a sorpresa del segretario Matteo Salvini, “un capitano, c'è solo un capitano”, gridano dal “pratone”. Il leader era stato trattenuto per controlli medici per calcoli renali. “Sto meglio”, risponde ai giornalisti. Il suo staff aveva fatto sapere che non sarebbe stato presente oggi confermando però la presenza domani. “Quando gli …

Sul “sacro pratone” di Pontida si omaggia Charlie Kirk, personaggio del mondo Maga ucciso in circostanze non ancora chiare, mai citato dal vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini prima dell'omicidio. “Dobbiamo essere gli eredi di Kirk, dobbiamo fare quello che lui faceva, dobbiamo portare in giro ovunque, i nostri principi e le nostre idee. Le idee e i libri non sono sbagliati, non li si combatte né con la censura né con i tribunali né tantomeno a fucilate. Noi qua siamo tutti come Charlie Kirk", dice il vicesegretario ed europarlamentare della Lega, Roberto Vannacci, durante il suo intervento tra i cori dei giovani leghisti.

Un boato accoglie poi l’arrivo a sorpresa del segretario Matteo Salvini, “un capitano, c'è solo un capitano”, gridano dal “pratone”. Il leader era stato trattenuto per controlli medici per calcoli renali. “Sto meglio”, risponde ai giornalisti. Il suo staff aveva fatto sapere che non sarebbe stato presente oggi confermando però la presenza domani. “Quando gli amici del pronto soccorso mi hanno dimesso, mi hanno detto: 'si deve riposare'. Ma il mio riposo siete voi – urla Salvini dal palco – Non potevo non esserci, quindi magari stasera non potrò affondarmi nei pizzoccheri e nella polenta come avrei desiderato ma non ce la facevo a stare a casa”.

Vannacci a Pontida: "Dobbiamo diventare gli eredi di Kirk"

L’intervento di Salvini

Quest’anno la sua volontà è proprio quella di dare alla kermesse leghista un abito a stelle e strisce: il ricordo di Charlie Kirk, è appunto un po' il filo conduttore di una Pontida "senza paura", ovvero lungo il racconto usurato cioè di una Lega "anti-sistema" osteggiata dai soliti poteri forti, fatta oggetto d'odio da parte di sinistra e media. Come mostra il video del segretario leghista lanciato sui social.

Anche nel videomessaggio di Giorgia Meloni alla kermesse organizzata a Parigi da Marion Maréchal, si fa riferimento “al sacrificio di Kirk che ci ricorda ancora una volta da quale parte stanno la violenza e l'intolleranza” per poi rivolgersi “a tutti coloro che passano la loro esistenza a demonizzare l'avversario politico e che poi trovano giustificazioni ipocrite anche per i crimini più odiosi: non cadremo in questo gioco squallido. Non permetteremo loro di trascinare le nostre nazioni in questa spirale di odio e violenza. Ma dirò anche con la stessa fermezza che non ci lasceremo intimidire e che continueremo a lottare con la forza tranquilla delle nostre idee".

Immancabile il pensiero rivolto di Salvini rivolto a Umberto Bossi: “Ieri sono andato a fargli gli auguri di compleanno. Senza di lui non ci sarei io, non ci sarete voi, non ci sarebbe nessuno. Se siamo qui, il seme ha dato radici profonde. Questo prato per noi è storia – osserva Salvini – Una cosa unisce i giovani e la Lega di oggi a quelli di 30 anni fa: quasi tutte le televisioni, le radio e i giornali ce l'hanno con noi ed è colpa della Lega. Baroni universitari, collettivi di studenti, grandi finanzieri, grandi banche, grandi sindacati ci vedevano come un corpo estraneo da cancellare e oggi come un imprevisto da cancellare. Non ci sono riusciti 30 anni fa, non ci riescono oggi e non ci riusciranno domani. La Lega è la Lega, se serve sola contro tutti”, grida Salvini mentre i giovani del partito continuano a scandire cori: “Lega anti-maranza, remigrazione avanza!”,"Veneto libero, Veneto libero", "Lombardia libera”, Calenda Calenda vaff...”. Colpevole, il leader di Azione, di aver partecipato a una festa di Forza Italia nelle Marche, giorni fa. Ma è all'alleato azzurro che puntano davvero. E a "quei quattro sfigati incamiciati in spiaggia che hanno voluto applaudire quello che diceva Calenda", urlano: "Devono decidere se stare con noi o contro di noi". Un attacco inatteso a cui Calenda replica: “Quando i buoi padani muggiscono dal prato di Pontida 'Calenda vaffa...' sai di essere nel giusto".

Gli slogan dei giovani non si fermano e alcuni sono rivolti anche a Roberto Vannacci, “un generale, c'è solo un generale”. Un generale, e segretario della Lega? “No – risponde il diretto interessato – aspiro a continuare a fare il mio lavoro, che è quello di europarlamentare, al meglio delle mie possibilità: questo è il mandato che mi hanno dato 563mila elettori", dice appena arrivato. Per poi rivolgersi alla folla omaggiando Kirk. C’è chi indossa maglie nere e la spiegazione arriva da Salvini con una frecciata: “Qualche giornalista si è chiesto perché le magliette per Charlie Kirk sono nere e se era un messaggio politico. Ma se stai commemorando qualcuno che non c’è più, le fai fucsia le magliette? Noi non abbiamo gli armocromisti che ha la Schlein, noi ce lo organizziamo da soli il look”.

L’omaggio a Kirk

Il 21 settembre è anche il giorno del funerale di Kirk, nessuno della Lega è andato per via di Pontida, ma gli viene reso omaggio come fosse stato un militante della prima ora: clip emozionale sulle gesta retoriche dell'influencer, momenti di raccoglimento. Un "martire della libertà" ucciso da un "clima infame". Il segretario arriva al raduno con una promessa mancata: niente intesa sull’autonomia differenziata. In estate aveva più volte garantito che a Pontida sarebbero arrivati i protocolli firmati con Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria. Ma l’accordo, per ora, non c’è. Ora i riflettori sono puntati sulle prossime regionali e sulla scelta dei candidati governatori del centrodestra che ancora mancano in Campania, Puglia e Veneto. E proprio sulla regione che considerano leghista, il segretario accenna: “Noi proponiamo, noi non imponiamo niente, ma spero che l'anno prossimo" Alberto Stefani "venga con la maglietta del Leone di San Marco da governatore della regione Veneto".

Da Bardella a Abascal, gli ospiti

Alla destra internazionale la narrazione vittimista è sempre stata congeniale, con Salvini ci saranno Santiago Abascal, presidente di Vox e del partito europeo dei Patrioti, Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National e del gruppo dei Patrioti al Parlamento Europeo e Flávio Bolsonaro, componente del Senato federale del Brasile, figlio dell'ex presidente condannato per golpe. Presenze in tono minore rispetto allo scorso anno, quando arrivò anche un presidente straniero, l'ungherese Viktor Orbàn: ma lì c'era Salvini sotto processo per Open Arms e c'era bisogno di dargli manforte.

Malumori nel partito

Dopodiché nel partito tira un'aria effervescente come non si vedeva da tempo. Dietro le bandiere, i cori e la scenografia identitaria, si consuma anche un confronto interno sul futuro del Carroccio. Il capogruppo al Senato, Massimiliano Romeo, ha battezzato la linea “Agenda Nord”: un progetto che rivendica autonomia nella gestione delle risorse, ma che allo stesso tempo vuole mostrarsi "aperto e solidale". Una visione che richiama le radici del vecchio sindacato territoriale, «i valori più cari alla nostra terra». Al banchetto della Lega Lombarda si può firmare la Carta, provvidenzialmente fatta pervenire alla stampa - non è così scontato quando si parla di Lega e rapporti coi giornalisti - nei giorni scorsi. In contrapposizione, c'è il fronte guidato dal vicesegretario Roberto Vannacci, generale in pensione e nuovo idolo dell’ala sovranista, sostenuto senza esitazioni dal segretario Matteo Salvini. Il vicepremier nei giorni scorsi ha avvertito tutti: basta parlar male sui giornali di Vannacci. Ma non è detto che mettere la polvere sotto il tappeto serva.

Le parole poco concilianti sull'ex militare di Attilio Fontana, presidente della Lombardia, fotografano bene l’insofferenza di una parte del partito. Sul palco parleranno anche Luca Zaia e Massimiliano Fedriga. Il governatore veneto, in particolare, non fa mistero della sua distanza dalla piega estremista di destra che vuole imprimere il vannaccismo: "Morire sovranista" non è nei suoi piani, e a Pontida lo ribadirà. Non mancherà la consueta presenza dei militanti veneti che sventoleranno il leone di San Marco. Nel dietro le quinte si raccontano due cose: la fatica sui territori a riempire i pullman; e la disposizione fisica di palco, gazebo e tendone potrebbe cambiare per restringere visivamente il pratone.

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