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Magi: “Contro la separazione delle carriere perché inutile e vendicativa, non ho tradito +Europa”

Riccardo Magi 

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Il partito spaccato e il segretario dell’area liberal-radicale sotto il fuoco amico per non aver votato il ddl costituzionale del governo Meloni
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Riccardo Magi, leader di Più Europa. Leviamoci un dubbio: mentre giovedì si consumava la rissa in aula, lei é sicuro di aver votato secondo coscienza e lealtà politica, a Montecitorio?

“Non è stata una decisione facile, ma presa certamente secondo coscienza…”

Per aver voltato le spalle alla riforma sulla giustizia, lei è tuttora bersaglio dal fuoco amico dei suoi. Non le piace più la separazione delle carriere?

“Intanto, da Marco Pannella ho imparato soprattutto l'importanza di giudicare con la propria testa e la propria coscienza, al di là dei dogmatismi. Quanto alla riforma, meritava un dibattito serio e approfondito: invece la destra ha aperto una caccia alle streghe contro le toghe. Un clima nel quale è a rischio la stessa separazione dei poteri , non per le invasioni di campo delle toghe, ma perché il governo agisce pensando di essere al di sopra della legge, e di ogni giudizio”.

Ricapitoliamo: lei è stato rieletto a febbraio segretario in una stagione che ha dovuto recuperare an…

Riccardo Magi, leader di Più Europa. Leviamoci un dubbio: mentre giovedì si consumava la rissa in aula, lei é sicuro di aver votato secondo coscienza e lealtà politica, a Montecitorio?

“Non è stata una decisione facile, ma presa certamente secondo coscienza…”

Per aver voltato le spalle alla riforma sulla giustizia, lei è tuttora bersaglio dal fuoco amico dei suoi. Non le piace più la separazione delle carriere?

“Intanto, da Marco Pannella ho imparato soprattutto l'importanza di giudicare con la propria testa e la propria coscienza, al di là dei dogmatismi. Quanto alla riforma, meritava un dibattito serio e approfondito: invece la destra ha aperto una caccia alle streghe contro le toghe. Un clima nel quale è a rischio la stessa separazione dei poteri , non per le invasioni di campo delle toghe, ma perché il governo agisce pensando di essere al di sopra della legge, e di ogni giudizio”.

Ricapitoliamo: lei è stato rieletto a febbraio segretario in una stagione che ha dovuto recuperare anche gli strappi del passato, più Europa è l’eredità di tante battaglie garantiste. Alla Camera, in prima lettura, a gennaio aveva votato a favore della separazione. Giovedì, però, non ha partecipato al voto.

“Confermo che ho sempre ritenuto che la separazione delle carriere fosse una riforma giusta e votare di nuovo a favore sarebbe stato più facile e apparentemente più coerente con la tradizione radicale…”

E invece?

“Invece, questo ddl imposto dalla maggioranza senza accettare mai il dialogo, né un solo emendamento di buon senso, è pericoloso: perché avremo un esercito di 1300 procuratori che si muovono in totale autonomia con la polizia giudiziaria al loro servizio. E chi si definisce garantista non può non porsi questo problema”

Cosa la preoccupa?

“Il fatto che da un lato il ddl si pone come un disegno ritorsivo contro le toghe, proprio mentre si sta creando una sorta di “potere giudiziario dell'accusa”, con tanto di Csm proprio. Il governo dice di non voler creare alcuna forma di dipendenza dal potere politico: allora come si può accettare una tale concentrazione di potere e discrezionalità in questo nuovo corpo dello Stato? La fase più delicata delle indagini con processi mediatici potrebbe essere perfino più rischiosa. Basti dire che persino a destra l’autorevole Marcello Pera ha messo in guardia dal fatto che, realizzata in questo modo, la separazione delle carriere è la foglia di fico per pratiche giudiziarie persino peggiori di quelle di oggi”.

Il collega del suo partito Della Vedova si è dissociato e ha votato a favore, un senior come Taradash l’ha messa nel mirino sui social. Cosa risponde alle accuse di aver “tradito”?

“Il "tradimento" è una categoria che non appartiene alla scelte politiche prese per convinzione e non per convenienza. E’ però una categoria molto cara a chi si sente rassicurato dai dogmi e non ha voglia di mettere in dubbio le antiche certezze. Perché questo esercizio richiede fatica e può costare l'isolamento. Quanto a Della Vedova: il suo voto favorevole è stato preceduto da molte critiche, che io condivido”

E al referendum?

“Mancano ancora mesi. E dal governo devono dirci prima come intendono completarla, questa riforma che ha cambiato pelle più volte, fino a diventare una bandierina che non risolve neanche uno dei problemi della giustizia, ma anzi ne aggrava le piaghe”.

Quindi, aver smascherato l’uso strumentale che la destra fa della separazione sarebbe più radicale che votare a favore?

“Se essere radicale significa cercare di andare alla radice dei problemi, direi di sì. Questo governo usa il codice penale come strumento di propaganda e di repressione, aumenta le pene in modo scriteriato, crea nuovi reati in modo del tutto irragionevole. E' proprio perché ci troviamo di fronte a questa situazione che non possiamo accettare la creazione di un potere rafforzato di "super accusa". I garantisti per primi dovrebbero intuirlo”.

É sicuro che non c’è nessun accordo al ribasso con il centrosinistra? Che non lo ha fatto come cadeau a Schlein o Conte o Fratoianni per restare legato all’alleanza?

“Ma quale accordo, magari ci fosse: da mesi chiedo un tavolo permanente di confronto tra le forze di opposizione, a partire da un coordinamento dell’azione parlamentare. Se vogliamo costruire un’ alternativa a questa destra, dobbiamo affrontare ora i problemi e risolverli, non rimandarli al momento della formazione della coalizione. Con il rischio di apparire litigiosi e spaccati”.

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