Meloni dai giovani di FdI cita le Br e attacca i “sedicenti antifascisti”. Derby a destra su Kirk
di Lorenzo De CiccoÈ una domenica di fine settembre in cui a destra si gareggia a chi è più “kirkiano”, nel senso di Charlie Kirk, a chi sostiene di più che c’è un clima d’odio (solo da sinistra, ovvio) anche nel Belpaese, insomma a chi è odiato di più. Con tempistiche studiate nei dettagli, poco prima che Matteo Salvini comizi sul pratone di Pontida, che già da ieri omaggia Kirk, su un altro prato, a Roma, vista laghetto dell’Eur, Giorgia Meloni parla dal palco della festa dei giovani di FdI. Prima della premier - che colpaccio, avranno pensato i ragazzi della fiamma - appare Lorenzo Caccialupi, il giovane che in un inglese un po’ sgangherato aveva dialogato con l’influencer americano idolo dei Maga. Virale, dopo il brutale e ingiustificabile omicidio in Utah.
Meloni: "Kirk è stato fermato perché smontava la narrazione mainstream con la logica"
Poi sul palco arriva Meloni. Versione iper b…
È una domenica di fine settembre in cui a destra si gareggia a chi è più “kirkiano”, nel senso di Charlie Kirk, a chi sostiene di più che c’è un clima d’odio (solo da sinistra, ovvio) anche nel Belpaese, insomma a chi è odiato di più. Con tempistiche studiate nei dettagli, poco prima che Matteo Salvini comizi sul pratone di Pontida, che già da ieri omaggia Kirk, su un altro prato, a Roma, vista laghetto dell’Eur, Giorgia Meloni parla dal palco della festa dei giovani di FdI. Prima della premier - che colpaccio, avranno pensato i ragazzi della fiamma - appare Lorenzo Caccialupi, il giovane che in un inglese un po’ sgangherato aveva dialogato con l’influencer americano idolo dei Maga. Virale, dopo il brutale e ingiustificabile omicidio in Utah.
Meloni: "Kirk è stato fermato perché smontava la narrazione mainstream con la logica"
Poi sul palco arriva Meloni. Versione iper berlusconiana, in cui esalta “l’amore contro l’odio”, poi sostiene, proprio come faceva l’ex Cavaliere, che il grosso della stampa e delle televisioni le sia ostile (lei che da tre anni controlla la Rai e si gode le lodi di Mediaset, che ha Angelucci del gruppo Angelucci come senatore della sua maggioranza parlamentare). “Non commiseratevi”, dice ai giovani di FdI, mentre si commisera per gli attacchi subiti. In un continuo alzare i toni, la premier cita le Br (“Non avevamo paura quando rischiavi di essere colpito se scrivevi un tema sulle Brigate rosse, non abbiamo paura oggi”) e se la prende di nuovo con i “sedicenti antifascisti” ricordando ancora il post social di un semi sconosciuto collettivo di studenti contro Kirk. “Una minaccia di morte”. E a suo dire “le minacce si moltiplicano”.
Alla sua Gioventù nazionale rivolge parole al miele, un anno dopo l’inchiesta di Fanpage sui saluti romani e i cori antisemiti. “Siete uno spettacolo, hanno tentato di sporcarvi, di dipingervi come mostri, volevano colpire me in malafede”. Poco prima della mezza, a ridosso del derby Roma-Lazio, Meloni conclude: “C’è una partita importante, non voglio fare la fine di Fantozzi, con la corazzata Potëmkin e le radioline”. Il derby su Kirk intanto prosegue nella Bergamasca.