Floridia: “Meloni a Domenica In? Ennesimo abuso del governo e in piena campagna elettorale”
di Giovanna VitaleBarbara Floridia
«E hanno pure il coraggio di accusare noi dell’opposizione di attacchi strumentali», trasecola Barbara Floridia, presidente M5S della commissione di Vigilanza. «E allora cosa dovrei dire io che da dieci mesi non riesco a riunire la bicamerale di controllo sulla Rai perché la maggioranza ha deciso di disertare i lavori finché non verrà eletto presidente del Cda il nome indicato da loro? Mi chiedo», aggiunge sconfortata, «non è violenza istituzionale questa?».
Presidente, cosa c’entra il blocco della Vigilanza con l’intervento di Meloni in diretta a Domenica In?
«C’entra eccome. Con la Vigilanza bloccata non posso chiedere chiarimenti all’azienda, né su questa né su altre vicende, non posso audire i vertici Rai per avere spiegazioni su quella che mi pare si configuri come un abuso del servizio pubblico. Siamo in piena campagna elettorale, nelle Marche si vota fra pochi giorni, in Calabria subito dopo e la presidente del Consiglio, senza preavviso, si fa fare una marchetta a Domenica In,…
«E hanno pure il coraggio di accusare noi dell’opposizione di attacchi strumentali», trasecola Barbara Floridia, presidente M5S della commissione di Vigilanza. «E allora cosa dovrei dire io che da dieci mesi non riesco a riunire la bicamerale di controllo sulla Rai perché la maggioranza ha deciso di disertare i lavori finché non verrà eletto presidente del Cda il nome indicato da loro? Mi chiedo», aggiunge sconfortata, «non è violenza istituzionale questa?».
Presidente, cosa c’entra il blocco della Vigilanza con l’intervento di Meloni in diretta a Domenica In?
«C’entra eccome. Con la Vigilanza bloccata non posso chiedere chiarimenti all’azienda, né su questa né su altre vicende, non posso audire i vertici Rai per avere spiegazioni su quella che mi pare si configuri come un abuso del servizio pubblico. Siamo in piena campagna elettorale, nelle Marche si vota fra pochi giorni, in Calabria subito dopo e la presidente del Consiglio, senza preavviso, si fa fare una marchetta a Domenica In, nella fascia di massimo ascolto? È inopportuno, fuori luogo e decisamente irrispettoso».
È pur sempre la capa del governo, però. E poi non c’era pure il sindaco Gualtieri, che è del Pd?
«Ma l’iniziativa si teneva a Roma, la città che Gualtieri amministra. Era naturale che ci fosse. Ma Meloni? Il pranzo della domenica si farà anche in altre nove città: la trasmissione di Mara Venier le seguirà tutte e ci sarà sempre la premier? Non credo proprio. La verità è che siamo alle solite».
Cioè?
«La presidente del Consiglio fa un uso spregiudicato del servizio pubblico, ormai trasformato in megafono del governo. Lo dimostra anche la richiesta di arruolare come suo portavoce il direttore del Tg1 Chiocci. Una vera schifezza».
Ma non si è sempre fatto così?
«Assolutamente no. Anzi ricordo ancora quando Domenica In voleva ospitare Giuseppe Conte, allora premier, e lei urlò che manco in Corea del Nord accadevano cose così. Diciamo che la coerenza non è la sua virtù principale».
Per la Rai è stata scritta un’ottima pagina di servizio pubblico.
«Se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere. Si nascondono dietro al fatto che era presente Gualtieri in quota opposizione. Ma lui, ripeto, è il sindaco di Roma, siamo davanti al Colosseo, ci sta che ci sia lui. Meloni invece c’è andata solo per farsi un gigantesco spot elettorale in barba a ogni regola e decenza. Oltretutto va in tv a parlare di cibo mentre i bambini a Gaza muoiono di fame. È anche di cattivo gusto».