Maurizio Fugatti, presidente della Provincia di Trento, perché ha sentito il bisogno a Pontida di ribadire che l’autonomia è antifascista?
«Veramente ho precisato che è anche anticomunista».
Ma è quell’antifascista che oggi ha un valore politico considerata la presenza di Vannacci.
«Un movimento come il nostro, che ha nell’autogoverno la sua identità, non può che stare lontano dagli estremismi. È sempre stato l’insegnamento di Umberto Bossi. Non mi pare di avere detto nulla di nuovo».
Bossi nel ’91 a Catania venne contestato dai giovani missini e lui li coprì di contumelie: “Fascisti!”.
«Bossi aveva di questi numeri».
Ma i valori espressi a Pontida sono ancora quelli originari?
«Certo che sì. Io ho sentito tanti interventi di amministratori, dirigenti, presidenti di Regione, capigruppo in Parlamento, e ho visto tante bandiere del Veneto, che ha a cuore le ragioni dell’autonomia».
Vannacci chiede di insegnare a scuola i valori della X Mas. Le sta bene?
«Non ho seguito tutto il suo d…
Maurizio Fugatti, presidente della Provincia di Trento, perché ha sentito il bisogno a Pontida di ribadire che l’autonomia è antifascista?
«Veramente ho precisato che è anche anticomunista».
Ma è quell’antifascista che oggi ha un valore politico considerata la presenza di Vannacci.
«Un movimento come il nostro, che ha nell’autogoverno la sua identità, non può che stare lontano dagli estremismi. È sempre stato l’insegnamento di Umberto Bossi. Non mi pare di avere detto nulla di nuovo».
Bossi nel ’91 a Catania venne contestato dai giovani missini e lui li coprì di contumelie: “Fascisti!”.
«Bossi aveva di questi numeri».
Ma i valori espressi a Pontida sono ancora quelli originari?
«Certo che sì. Io ho sentito tanti interventi di amministratori, dirigenti, presidenti di Regione, capigruppo in Parlamento, e ho visto tante bandiere del Veneto, che ha a cuore le ragioni dell’autonomia».
Vannacci chiede di insegnare a scuola i valori della X Mas. Le sta bene?
«Non ho seguito tutto il suo discorso, però mi è parsa una Pontida unitaria anche se non nego che ci sono sensibilità diverse».
Molti della vecchia guardia temono il vannaccismo.
«La linea la dà il segretario. Poi se Vannacci fa il leghista a me sta bene».
E se la Lega fa Vannacci?
«La linea la dà il segretario».
Fare il partito nazionale è stata una buona cosa?
«È stata un’evoluzione naturale, e che può proseguire a patto di non dimenticare le istanze iniziali della Lega: federalismo, autonomia. Questi principi devono rimanere centrali».
Vannacci parla d’altro.
«Ma io come amministratore oggi vado in ufficio e mi devo occupare di scuola, sanità, opere pubbliche. Le cose che interessano davvero i miei cittadini».
È un fatto che i giovani l’hanno applaudito.
«Ma hanno applaudito anche Zaia, Giorgetti, Calderoli, Salvini, non è vero che sono più affascinati da Vannacci».
Ci crede ancora al terzo mandato?
«Il 4 novembre c’è la sentenza della Consulta. Aspettiamo».