“Tace su Gaza e fa spot”. L’affondo di Schlein su Gaza
di Giovanna VitaleROMA – Non bastavano telegiornali e talk Rai ormai sintonizzati h24 sulle gesta del governo e della sua leader. Ora Giorgia Meloni si prende anche i programmi di intrattenimento: intervistata, nella puntata inaugurale di Domenica In e per di più in apertura, orario di massimo ascolto, sui suoi pranzi familiari a base di pastarelle nel di’ di festa.
In diretta su RaiUno, le telecamere riprendono una tavolata all’aperto nei pressi del Tempio di Venere, il Colosseo sullo sfondo: seduta accanto a gente di spettacolo e ministri, da Francesco Lollobrigida ad Alessandro Giuli, ecco far capolino la presidente del Consiglio, guest star dell’iniziativa Il pranzo della domenica promosso dal ministero dell’Agricoltura per sostenere la candidatura della cucina italiana a patrimonio immateriale dell’Unesco.
Senza pudore, attaccano subito le opposizioni: specie in periodo elettorale – nelle Marche si vota fra una settimana, in Calabria quella dopo, sulla carta si dovrebbe rispettare la par condicio…
ROMA – Non bastavano telegiornali e talk Rai ormai sintonizzati h24 sulle gesta del governo e della sua leader. Ora Giorgia Meloni si prende anche i programmi di intrattenimento: intervistata, nella puntata inaugurale di Domenica In e per di più in apertura, orario di massimo ascolto, sui suoi pranzi familiari a base di pastarelle nel di’ di festa.
In diretta su RaiUno, le telecamere riprendono una tavolata all’aperto nei pressi del Tempio di Venere, il Colosseo sullo sfondo: seduta accanto a gente di spettacolo e ministri, da Francesco Lollobrigida ad Alessandro Giuli, ecco far capolino la presidente del Consiglio, guest star dell’iniziativa Il pranzo della domenica promosso dal ministero dell’Agricoltura per sostenere la candidatura della cucina italiana a patrimonio immateriale dell’Unesco.
Senza pudore, attaccano subito le opposizioni: specie in periodo elettorale – nelle Marche si vota fra una settimana, in Calabria quella dopo, sulla carta si dovrebbe rispettare la par condicio – e per sovrappiù alla vigilia di un cruciale summit Onu sulla Palestina. E infatti: «Rifiuta di venire in Parlamento a parlare di Gaza però continua a trovare il tempo per confezionare spot elettorali sul servizio pubblico», attacca la segretaria del Pd Elly Schlein. «Un’operazione indecente, pagata con i soldi del servizio pubblico, che ormai non è più servizio ma strumento di regime», incalza il M5s.
Il bello è che, fino a tre giorni prima della messa in onda, la presenza della premier non era prevista. E neppure un suo speech, magari registrato. Tant’è che quando a fine agosto Roberto Gualtieri era stato invitato in quanto padrone di casa, dalla Rai lo avevano avvertito: «Non parlerà nessun politico, siamo sotto elezioni». Lo stesso input inviato a Genova, teatro di un’analoga iniziativa, dove è fatto divieto persino di inquadrare la sindaca Silvia Salis. Venerdì però qualcosa cambia. E al Campidoglio viene notificato che fra gli ospiti ci sarà anche Meloni in carne e ossa.
Non solo. Non appena la capa del governo finisce di magnificare il suo desco domestico, da studio Mara Venier ha un guizzo: «Ah ma c’è pure il sindaco di Roma», esclama. A quel punto Gualtieri non può sottrarsi, limitandosi a poche frasi di circostanza.
«Oggi la presidente del Consiglio ci spiega, sull’ammiraglia della sua TeleMeloni, quali pranzi e pasticcini preferisce mangiare la domenica. Il tutto mentre Canada, Regno Unito e Australia annunciano il riconoscimento dello Stato di Palestina e si aggiungono a tanti altri Paesi che provano a dare il loro contributo per porre fine all’occupazione illegale di Gaza e ai crimini di Netanyahu», tuona Schlein. «La Rai ha toccato il fondo», fanno eco i grillini in Vigilanza: «È il segno che Meloni non ha più alcun pudore a trasformare la Rai nella sua vetrina personale. E finché la commissione di controllo resta bloccata, questo abuso di potere continuerà senza freni». Dura pure Avs: «La Tv pubblica ha superato ogni limite di decenza. L’intervista culinaria alla premier è da regime». Come +Europa, che chiede l’intervento dell’Agcom: «Meloni usa la principale trasmissione domenicale del servizio pubblico per scopi elettorali», affonda Riccardo Magi.
Basito l’Usigrai, il sindacato interno: «Da 250 giorni la premier non fa una conferenza stampa, non risponde alle domande dei giornalisti, ma si accomoda da Venier con la scusa di promuovere la cucina italiana. Come spiega l’azienda ai cittadini uno spot simile a poche settimane dalle regionali? Stanno trasformando la Rai nella buca delle lettere del governo». La risposta di Viale Mazzini arriva a stretto giro: «È stata scritta una pagina di autentico servizio pubblico nel racconto della cultura, delle tradizioni, della nostra industria e della promozione dell’Italia a livello internazionale». L’occasione era troppo ghiotta per Meloni. E la Tv di Stato gliel’ha servita.