Neanche un accenno a quanti hanno manifestato pacificamente per Gaza. Giorgia Meloni stigmatizza i cortei che ieri hanno attraversato l’Italia intera parlando di «immagini indegne che arrivano da Milano, di sedicenti “pro-pal”, sedicenti “antifa”, sedicenti “pacifisti” che devastano la stazione e generano scontri con le forze dell’ordine, costrette a subire la violenza gratuita di questi pseudo-manifestanti». Poi la premier incalza le opposizioni, a cui chiede «parole chiare di condanna». Mentre il vicepremier leghista Matteo Salvini, ai microfoni del Tg1, si spinge oltre e lancia l’idea di «chiedere una cauzione a chi organizza le manifestazioni per pagare i danni di tasca loro».
Elly Schlein non si fa prendere in contropiede e sottolinea di non avere «alcuna difficoltà a condannare la devastazione della stazione di Milano e il ferimento di sessanta agenti di polizia». Ma aggiunge che non si può «accettare che la violenza di qualche centinaio di manifestanti copra quelle decine di m…
Neanche un accenno a quanti hanno manifestato pacificamente per Gaza. Giorgia Meloni stigmatizza i cortei che ieri hanno attraversato l’Italia intera parlando di «immagini indegne che arrivano da Milano, di sedicenti “pro-pal”, sedicenti “antifa”, sedicenti “pacifisti” che devastano la stazione e generano scontri con le forze dell’ordine, costrette a subire la violenza gratuita di questi pseudo-manifestanti». Poi la premier incalza le opposizioni, a cui chiede «parole chiare di condanna». Mentre il vicepremier leghista Matteo Salvini, ai microfoni del Tg1, si spinge oltre e lancia l’idea di «chiedere una cauzione a chi organizza le manifestazioni per pagare i danni di tasca loro».
Elly Schlein non si fa prendere in contropiede e sottolinea di non avere «alcuna difficoltà a condannare la devastazione della stazione di Milano e il ferimento di sessanta agenti di polizia». Ma aggiunge che non si può «accettare che la violenza di qualche centinaio di manifestanti copra quelle decine di migliaia che pacificamente in tutto il paese hanno manifestato per Gaza». Quindi, a sua volta, la segretaria del Pd chiede a Meloni di condannare «i crimini di Netanyahu anziché fare e dire solo quello che sta bene a Trump».
Con la premier si schierano il governo e le cariche istituzionali. «Non è con la violenza che si aiuta la popolazione civile palestinese», scrive il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che sul conflitto in Medio Oriente riferirà il 2 ottobre in Parlamento. Il presidente del Senato Ignazio La Russa parla di «delinquenti che si professano pacifisti». E sulla stessa scia l’omologo alla Camera, Lorenzo Fontana: «Vandalismo e linguaggio d’odio offuscano la legittimità di qualsiasi manifestazione».
Insieme alla segretaria Pd, a difendere le ragioni di chi protesta, c’è anche M5S: «Condanniamo la violenza con fermezza - dice Giuseppe Conte - però il governo si concentri sul grido diffuso di stop al genocidio». Sfumature diverse dai leader di Avs, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Al governo, «che accusa di violenza chi si è mobilitato nel Paese», chiedono «di avere un po’ di decenza e revocare l’accordo militare con Israele». Dunque, per Iv, «chi ha assaltato la stazione di Milano distrugge i buoni propositi di tanti scesi in piazza pacificamente. E quella minoranza della sinistra che giustifica questa gente - sottolinea Matteo Renzi - fa il più grande regalo al governo».