✕

La procura al governo: “Bartolozzi su Almasri non gode di immunità”

GIUSI BARTOLOZZI, MINISTERO DELLA GIUSTIZIA 

Ascolta l'audio

Per il reato contestato alla collaboratrice di Nordio “non serve autorizzazione”. Sul processo ai ministri oggi al via l’iter per il voto
2 minuti di lettura

Si tratta di un reato diverso e commesso in tempi diversi rispetto a quelli attribuiti al ministro Nordio». Dunque: nessun concorso nel reato. Nessuna necessità che il caso passasse dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere. Il procuratore di Roma, Francesco Lo Voi, mette un punto alla vicenda Bartolozzi, indagata per falsa testimonianza nella vicenda Almasri: con una nota inviata alla Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio, in seguito alla richiesta avanzata dalla maggioranza dei componenti dell’organismo parlamentare, il capo della procura sostiene non ci siano elementi per far giudicare la capo di gabinetto del ministero della Giustizia dal tribunale dei ministri. Lo fa sulla base di una sentenza della Cassazione (la 5581 del 1995) che spiega come i reati «ministeriali» possano essere estesi anche «ad altri soggetti» se il reato è connesso e contemporaneo. «Ipotesi – scrive Lo Voi – diversa rispetto a questo, come chiaramente emerge anche dalla diversità di reato e dai t…

Si tratta di un reato diverso e commesso in tempi diversi rispetto a quelli attribuiti al ministro Nordio». Dunque: nessun concorso nel reato. Nessuna necessità che il caso passasse dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere. Il procuratore di Roma, Francesco Lo Voi, mette un punto alla vicenda Bartolozzi, indagata per falsa testimonianza nella vicenda Almasri: con una nota inviata alla Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio, in seguito alla richiesta avanzata dalla maggioranza dei componenti dell’organismo parlamentare, il capo della procura sostiene non ci siano elementi per far giudicare la capo di gabinetto del ministero della Giustizia dal tribunale dei ministri. Lo fa sulla base di una sentenza della Cassazione (la 5581 del 1995) che spiega come i reati «ministeriali» possano essere estesi anche «ad altri soggetti» se il reato è connesso e contemporaneo. «Ipotesi – scrive Lo Voi – diversa rispetto a questo, come chiaramente emerge anche dalla diversità di reato e dai tempi di commissione».

Lo Voi spiega inoltre come l’iscrizione di Bartolozzi sia arrivata in seguito a un decreto stralcio del primo agosto inviato dallo stesso tribunale dei ministri che, dunque, ha stabilito come si trattasse di un reato diverso rispetto a quello commesso dai ministri. Ciò nonostante la Giunta aveva ritenuto di chiedere alla procura gli atti dell’indagine, a partire dai tempi di iscrizione nel registro. «Quanto alle ragioni della richiesta – scrive Lo Voi – sulla cui condivisibilità non mi permetto di interloquire (…) faccio presente che gli atti richiesti si trovano già in possesso della Giunta, in quanto costituiscono una parte di quelli trasmessi unitamente alla richiesta dell’autorizzazione a procedere».

Il procuratore spiega anche come nessun atto di indagine sia stato ancora compiuto. «Non è stata svolta alcuna attività. Per questo ufficio non ha (e non avrebbe potuto) trasmesso al Tribunale dei ministri alcun atto sulla dottoressa Bartolozzi».

«Sulla base della risposta del procuratore Lo Voi possiamo dire che il caso Bartolozzi in Giunta non esiste» spiega il presidente della commissione, Devis Dori. In realtà la nota della procura di Roma era assolutamente attesa, nei toni e nei contenuti. La richiesta della maggioranza era strumentale per poter chiedere poi alla presidenza della Camera di sollevare un conflitto di competenze davanti alla Consulta. Una maniera, al di là dell’esito, per bloccare il procedimento a carico di Bartolozzi.

La vicenda Bartolozzi prenderà comunque un percorso parallelo e non contemporaneo – nonostante la volontà di via Arenula – a quello dei ministri, la cui autorizzazione per un processo si voterà entro il 15 ottobre. I lavori della giunta in queste ore entreranno infatti nel vivo. Oggi il relatore, Federico Gianassi, presenterà la sua proposta (per chiedere di concedere l’autorizzazione a procedere) che verrà votata la prossima settimana. Se bocciata, come appare certo, il 31 si passerà a una proposta di maggioranza (il relatore sarà Pietro Pittalis di Forza Italia) che andrà direttamente in aula per il voto definitivo. Non sarà però la partita finale. Se l’autorizzazione verrà respinta, le vittime dei reati di Almasri potrebbero ricorrere alla Corte europea.

Leggi i commenti