Flotilla, Crosetto: “In acque israeliane non garantiamo sicurezza”. Inviata una seconda nave
di Lorenzo De CiccoOre 8.30, Montecitorio. Prima che FdI bersagli la Global Sumud Flotilla nemmeno 48 ore dopo l’attacco dei droni (“fanno propaganda, vogliono la guerra” con Israele, sostiene la deputata meloniana Paola Maria Chiesa) nell’emiciclo della Camera interviene il ministro Guido Crosetto.
L’aula è piena, gli scranni dell’esecutivo meno, si accomoda il ministro Luca Ciriani, più quattro sottosegretari. A nome del governo, il titolare della Difesa esprime “ferma condanna” per quando accaduto due notti fa, spiega che le manifestazioni pacifiche “non si possono soffocare”. Ma manda anche un avvertimento agli attivisti a bordo, inclusi i parlamentari di opposizione salpati e ora a largo di Creta: “Il clima è preoccupante”, dice Crosetto, biso…
Ore 8.30, Montecitorio. Prima che FdI bersagli la Global Sumud Flotilla nemmeno 48 ore dopo l’attacco dei droni (“fanno propaganda, vogliono la guerra” con Israele, sostiene la deputata meloniana Paola Maria Chiesa) nell’emiciclo della Camera interviene il ministro Guido Crosetto.
L’aula è piena, gli scranni dell’esecutivo meno, si accomoda il ministro Luca Ciriani, più quattro sottosegretari. A nome del governo, il titolare della Difesa esprime “ferma condanna” per quando accaduto due notti fa, spiega che le manifestazioni pacifiche “non si possono soffocare”. Ma manda anche un avvertimento agli attivisti a bordo, inclusi i parlamentari di opposizione salpati e ora a largo di Creta: “Il clima è preoccupante”, dice Crosetto, bisogna “evitare punti di non ritorno”. L’esecutivo ha già spedito una seconda fregata, la Alpino, che però per il ministro potrà operare finché la flottiglia sarà in acque internazionali: “In acque territoriali israeliane - è il monito - non possiamo garantire la sicurezza”. Per questo, come già annunciato dal vicepremier Tajani, Crosetto chiede alle delegazioni della Global Sumud Flotilla di accettare la proposta del governo, per consegnare gli aiuti attraverso i canali ufficiali.
Crosetto assicura poi che il “nostro obiettivo è far arrivare a destinazione gli aiuti della Flotilla e tutelare ciascuna delle persone che si trovano a bordo. Così ci siamo mossi e così continueremo a muoverci nelle prossime ore, stiamo trattando per cercare una via d'uscita che consenta, ripeto, di far arrivare gli aiuti a Gaza ed evitare danni non solo agli italiani ma a tutti quanti si trovano sulle imbarcazioni. Continueremo a lavorare perché non ci sia nessun incidente, e possiamo farlo solo parlando con tutti gli attori in campo".
Il ministro si sposta al Senato. "Non siamo alla Knesset, ma al Parlamento italiano: abbiamo preso posizioni dure su quanto accade, da tempo abbiamo sposato la politica dei 'due popoli due Stati', ma in quale misura l'Italia o altri Paesi possono far cambiare idea o politica al governo israeliano? – chiede sempre durante la sua informativa nell’aula di palazzo Madama – La posizione forte del presidente Macron ha cambiato di una virgola la situazione a Gaza? Le posizioni di altri l'hanno cambiata di un centimetro? Credo che la politica sia l'arte di ciò che è possibile non del velleitarismo. Ogni azione del governo è molto concreta: è meglio accendere un cerino che imprecare contro le tenebre e noi abbiamo acceso molti cerini a favore della popolazione palestinese".
In aula alla Camera, tra i deputati di maggioranza e opposizione iscritti a parlare, prende la parola la segretaria del Pd Elly Schlein che attacca ancora la premier: “Divide il paese”. Ieri ha replicato alle parole della premier Giorgia Meloni da New York che ha definito “irresponsabili” gli attivisti e i parlamentari a bordo delle navi della Flotilla (“Si cerca la causa per attaccare il governo e, non trovandola in patria, la si cerca in Palestina?”): “A Meloni dico che è irresponsabile aver trascinato l'Italia sulle posizioni di Netanyahu”.
Il ministro nel pomeriggio ribadisce: "Come ho detto con chiarezza, sia in Parlamento sia all'uscita, non ci saranno due navi contemporaneamente impiegate nell'area. La fregata Alpino sostituirà infatti la fregata Fasan, che rientrerà alla propria missione originaria". E prosegue: "Per ripetere, anche in questo caso ciò che ho detto con chiarezza in Parlamento le unità navali italiane non svolgono funzioni di scorta, nè usciranno dalle acque internazionali, qualora la flottiglia dovesse decidere di forzare il blocco israeliano. Anzi uno degli obiettivi è quello di scongiurare tale eventualità ed evitare possibili conseguenze negative".
Intanto in serata, un messaggio inviato dalla Farnesina ai partecipanti italiani alla Flotilla per Gaza afferma: “Il governo italiano ha preso atto del rifiuto della flottiglia di consegnare gli aiuti in un porto neutrale. Ai partecipanti italiani che volessero fermarsi in Grecia e proseguire in modo sicuro per l'Italia o altra destinazione, l'Italia offrirà assistenza ove richiesto. Per chi prosegue il viaggio con la Flottiglia resta valido l'avviso iniziale, pubblicato su www.viaggiaresicuri.it, che l'iniziativa è sconsigliata. Chi la intraprende si assume in proprio tutti i rischi e sotto la sua personale responsabilità”.
Il messaggio prosegue: “La presenza di un'unità della Marina militare italiana è volta ad assicurare ove necessario l'applicazione della legge di soccorso in mare per eventuali necessità di tipo umanitario. In nessun caso potrà costituire un fattore di difesa o offesa per la Flottiglia sul piano militare nei confronti di chicchessia”.