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Provenzano: “Meloni parla di patria ma non difende gli italiani”

Peppe Provenzano, responsabile Esteri del Pd (ansa)

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Il responsabile Esteri del Pd: “Le parole della premier da New York un delirio trumpiano contro le minoranze. Se tiene al tricolore tuteli la barca Flotilla assaltata dagli israeliani”
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«Una irresponsabile in pieno delirio trumpiano. Non si era mai visto un premier che usa il palcoscenico internazionale per attaccare l’opposizione e seminare odio». È allibito Peppe Provenzano, responsabile Esteri del Pd: «Sulla Flotilla sventola anche la bandiera italiana, se Giorgia Meloni tenesse davvero al tricolore difenderebbe la barca attaccata dagli israeliani».

Per Meloni gli irresponsabili sono i parlamentari saliti a bordo, che usano Gaza e si mettono in pericolo.

«Di irresponsabile e pericoloso qui c’è solo non aver fatto nulla per fermare i crimini di Netanyahu. Stiamo parlando di una straordinaria missione umanitaria che si svolge nel rispetto del diritto internazionale e si pone l’obiettivo che avrebbero dovuto perseguire gli Stati: rompere l’assedio a Gaza, salvare le vite dei bimbi e dei civili palestinesi che muoiono di fame».

«Una irresponsabile in pieno delirio trumpiano. Non si era mai visto un premier che usa il palcoscenico internazionale per attaccare l’opposizione e seminare odio». È allibito Peppe Provenzano, responsabile Esteri del Pd: «Sulla Flotilla sventola anche la bandiera italiana, se Giorgia Meloni tenesse davvero al tricolore difenderebbe la barca attaccata dagli israeliani».

Per Meloni gli irresponsabili sono i parlamentari saliti a bordo, che usano Gaza e si mettono in pericolo.

«Di irresponsabile e pericoloso qui c’è solo non aver fatto nulla per fermare i crimini di Netanyahu. Stiamo parlando di una straordinaria missione umanitaria che si svolge nel rispetto del diritto internazionale e si pone l’obiettivo che avrebbero dovuto perseguire gli Stati: rompere l’assedio a Gaza, salvare le vite dei bimbi e dei civili palestinesi che muoiono di fame».

Il governo dice che si adopererà per tutelare la Flotilla. Lei ci crede?

«Meloni, replicando all’appello di Schlein, ha promesso che avrebbe garantito l’incolumità degli italiani. Ecco come ha risposto Israele. Invece di insultare i parlamentari che fanno il loro mestiere, il governo convochi l’ambasciatore israeliano e gli dica che ogni attacco alla Flotilla è un attacco all’Italia. Servirebbe un momento Sigonella perché è in gioco la nostra dignità nazionale. Ma Meloni, che si riempie la bocca di patria, teme solo di non dare un dispiacere ai suoi amici Trump e Netanyahu».

La missione vuol creare noie al governo, come sostiene la premier?

«FdI aveva persino accusato gli attivisti di filoterrorismo. Insultano le centinaia di migliaia di persone che hanno offerto aiuti e il sentimento di un popolo. Crosetto almeno manda una nave di soccorso, esprimendo una sensibilità diversa nel governo».

Il ministro della Difesa riferirà oggi alle Camere: gli chiederete perché ha cambiato idea?

«Crosetto è in aula perché lo abbiamo preteso, fermando i lavori. Il suo è un primo passo, ma serve fornire protezione, non solo soccorso. Noi chiederemo una missione europea, militare, di scorta e di deterrenza».

Pensa che vi ascolteranno?

«Urge una svolta radicale della posizione che il nostro governo ha portato su Gaza nelle sedi Ue. Dove hanno sempre frenato sulle sanzioni e sul riconoscimento della Palestina, isolandoci nel mondo».

Ma uno Stato si riconosce quando ricorrono tre elementi: popolo, governo e territorio. Non rischia di essere un gesto simbolico?

«Rischia di essere un gesto tardivo: se Meloni continua a rinviare non ci sarà più nemmeno un popolo da riconoscere. Gaza è la più grande tragedia del XXI secolo: una commissione indipendente delle Nazioni Unite ha detto che è in corso un genocidio. Serve serietà, coraggio, non giochi di prestigio».

Quindi le due condizioni poste da Meloni, l’estromissione di Hamas e la liberazione degli ostaggi, sono un gioco di prestigio?

«Fumo negli occhi: riconoscere la Palestina significa riconoscere l’Anp, non certo i terroristi di Hamas. E il presidente dell’Anp ha già detto all’Onu che Hamas non può avere nessun ruolo nel futuro di Gaza. Del resto Meloni sta forse accusando Regno Unito, Francia e altri 150 paesi di voler legittimare Hamas? Non scherziamo. Quanto alla liberazione degli ostaggi è da sempre la nostra prima richiesta: ma è possibile solo con la tregua, non con le bombe di Netanyahu».

Non trova però che il suo “no” iniziale si sia ammorbidito al punto da stupirsi per le vostre reazioni?

«Stupita lei? Si tratta di un atto formale, non della propaganda di Fazzolari, utile forse per i talk show. O si riconosce o no. La verità è che è in difficoltà, sta capendo di aver perso la faccia non solo di fronte alla comunità internazionale, ma alla stessa opinione pubblica, di ogni colore politico. È costretta a rinviare perché la maggioranza è divisa e Salvini continua a definire il riconoscimento “un favore ad Hamas”. Parla di danni al governo, quando è lei a far danni all’Italia».

Quali?

«Sta tradendo la tradizione diplomatica del nostro Paese e il ruolo che l’Italia ha sempre svolto nel Mediterraneo: l’inerzia su Gaza non è soltanto ingiustizia e complicità, è contro l’interesse nazionale. Altri, a partire da Francia e Spagna, si stanno sostituendo a noi nel dialogo con il mondo arabo e nella costruzione della pace».

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